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Citroen Grand C4 Picasso 2.0 HDi, confort da prima classe da Milano a Palermo

Citroen con la Grand C4 Picasso, in controtendenza rispetto ad uno dei principali competitor (Renault), ribadisce la volontà di presidiare il segmento delle grandi monovolume. Con tali premesse, abbiamo deciso di percorrere l’Italia da nord a sud in autostrade, statali, strade costiere e passi montuosi; il tutto in soli 4 giorni no stop, dandoci il cambio alla guida e apprezzando questa grande viaggiatrice Citroen.

Esternamente la variante Grand C4 Picasso rispetto alla tradizionale Picasso si differenzia per un passo più lungo (2,84 m), 7 posti e un diverso stile esterno nella fiancata e in coda. Spiccano nel design gli archi del tetto che partono alla base del parabrezza e si spingono fino all’inedita coda. Questa accompagna l’allungamento dello sbalzo posteriore e il conseguente incremento dello spazio per i bagagli: ora arriva a 645 litri con la terza fila di sedili non utilizzata. Tale valore può inoltre crescere fino a 700 litri se le tre poltroncine vengono avanzate al massimo, sfruttando l’escursione record in senso longitudinale (15 cm) di questi sedili.

A bordo, molto di quanto ci circonda è preso a prestito dalla sorellina più corta: a cominciare dal cruscotto totalmente digitale, un display a colori di 12” personalizzabile nell’aspetto e nelle funzioni, al quale si aggiunge un touch screen di 7” nella plancia (quest’ultimo dedicato alle funzioni di bordo e alla navigazione). L’abitacolo è ricco di soluzioni intelligenti e di numerosi portaoggetti. C’è solo l’imbarazzo della scelta, fra il vano illuminato nella plancia (con prese jack, USB e 220 V), quelli sotto i sedili anteriori e quelli nei pannelli porta. Non mancano reti nel bagagliaio e tavolini ripiegabili sugli schienali dei sedili anteriori o le tre poltrone della seconda fila, singole e scorrevoli indipendentemente l’una dall’altra.

Inoltre l’esemplare da noi provato aveva anche gli interni in pelle e tessuto con funzione massaggio e la seduta allungabile per quella di destra. E’ inutile dire che questa Citroen a nostro giudizio rappresenta il meglio della categoria per confort di viaggio. Oltre ai sedili, alla silenziosità del propulsore, si unisco le sospensioni che senza essere cedevoli, rispondono con dolcezza anche sulle asperità pronunciate. Ma i pregi non terminano qui. Il confort si apprezza anche nell’ultima fila dei sedili tanto che gli occupanti (anche adulti di taglia XL), possono accomodarsi senza problemi e viaggiare non accartocciati e addirittura rinfrescati dalle bocchette del climatizzatore proprie.

Su strada, abbiamo guidato il turbodiesel 2.0 BlueHDi abbinato all’automatico a sei marce, un robotizzato, che pur piacevole nell’uso, si è dimostrato un po’ lento in particolar modo sulle statali dell’Appennino dove si apprezza maggiormente la stabilità dell’auto, senza certamente cercare vezzi sportivi. Gradevole lo sterzo che è leggero e pronto, aiuta moltissimo nelle manovre o nel traffico cittadino dove gli ingombri esterni si fanno sentire.

I consumi necessitano di una lettura specifica: in ambito autostradale e viaggiando nei limiti la Grand C4 Picasso si dimostra per nulla assettata e riesce a percorrere più di 20 Km con un litro di carburante. La situazione si ribalta in città dove il traffico e il peso dell’auto non ci fanno andare oltre i 11 km con un litro di carburante. Infine un cenno alla dotazione di serie molto completa che in parte giustifica il prezzo di 33.100 euro e dove spiccano il “clima” automatico,  la chiave elettronica e l’utile telecamera di retromarcia.

Di Cristiano Fabris