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Google e la vergogna del suo algoritmo che prende in giro tutta l’editoria online

Google e la vergogna del suo algoritmo che prende in giro tutta l’editoria online. In balia di Google, sempre, ogni giorno…In balia del suo algoritmo che promette ma non mantiene. Avete fatto caso he nei risultati della ricerca di Google trovate sempre gli stessi siti web qualsiasi sia la chiave di ricerca che usate?

Google e la vergogna del suo algoritmo che prende in giro tutta l’editoria online

Questo è l’algoritmo di Google che promette meraviglie se siete bravi a scrivere contenuti di qualità ma che in realtà non gliene può fregare assolutamente niente di ciò che siete in grado di fare! Quello che conta, per Google, non lo sappiamo. Si continua ogni giorno a digerire la sua morale ma, alla fine, le cose non cambiano mai. E allora cosa dobbiamo fare per farci piacere a Google e al suo algoritmo? Non lo sappiamo, perchè anche se seguiamo le sue linee guida (contenuti di qualità, originali, link building spontanea), il risultato, nel tempo, non cambia mai. I primi 5/6 siti che escono nella ricerca di Google sono sempre gli stessi, divisi per argomenti trattati…E la stesa cosa succede in Google News. E poi ci sono i cosidetti quality raters: ma chi sono? Che titoli hanno? Perchè si spacciano per persone umane quando nessuno gli ha mai visti? Quando nessuno ha mai parlato con loro? Non è che siamo finiti in un libro di Stephen King e siamo solo in balia di fantasmi?

Quindi: se cerco argomenti di gossip o intrattenimento, i blog/siti che escono quasi sempre primi nella ricerca di Google sono i medesimi, da anni, nonostante i vari aggiornamenti dell’algoritmo di Google! E quei siti, se ci fate caso, spesso non rispettano le regole moraliste di Google perchè nella maggior parte delle volte ci troviamo di fronte a contenuti blandi, senza approfondimento e con solo qualche link esterno a twitter o instagram, o addirittura a nomi di dominio che fanno quasi accapponare la pelle (ce ne sono alcuni in inglese che se tradotti sono vere e proprie parolacce…) Ecco: Google è questo, ovvero l’incapacità dell’obiettività…In sostanza il succo è: se siete fortunati e Google vi strizza l’occhio per motivi ignoti o per semplice fortuna allora la vostra “carriera” online non subirà nessun contraccolpo…Ma se invece le cose non vanno proprio così allora…Tanti auguri! Google continuerà a fare morale spicciola dall’alto della sua posizione dominate e voi dovrete subire, se volete ancora lavorare online!  Insomma: Google ci prende in giro da anni e noi, editori “sfigati” continuiamo a credere nella sua buona fede (che ormai lascia molto a desiderare).

E allora cosa possiamo fare? Assolutamente niente, solo combattere la frustrazione e andare avanti con la coda tra le gambe oppure cambiare lavoro.

E gli utenti? Come fa Google a tutelare l’informazione libera degli utenti? Quello che Google ci lascia intendere è che il lavoro che fa è tutto finalizzato a migliorare sempre di più l’esperienza di ricerca e di navigazione degli utenti ma in realtà quegli stessi utenti finiscono per leggere le notizie sempre sugli stessi siti, a meno che, quegli stessi utenti non abbiamo praticità e razionalità tale da leggere attentamente la prima pagina dei risultati di ricerca di Google e scegliere la notizia da leggere…Ma voi quante volte avete fatto questo? Poche volte. Il primo click è sul primo risultato di ricerca, a volte sul secondo.

Questo pseudo sfogo tecnologico di pancia di oggi serve solo a noi per mettere i puntini sulle i e per esternare il fatto che saremo pure degli editori “sfigati” perchè Google non ci premia nonostante i nostri sforzi ma, detto questo, non siamo nemmeno stupidi da non capire che ormai non è più tempo di essere presi in giro! Se molti editori online tutto questo l’hanno già capito, noi ci auguriamo che gli utenti facciano sentire la loro voce perchè stanchi di essere pilotati senza ragion veduta su siti che non hanno consistenza, diritto e seria autorevolezza per finire nei primi risultati di ricerca (anche se Google ci lascia ovviamente credere il contrario).

Insomma dovremmo tutti quanto urlare “Basta” a Google perchè con il suo business mascherato da morale “pseudo cattolica e digitale” ci sta veramente rompendo i coglioni! Basta Google, spostiamoci su altri motori di ricerca…Inventiamo nuovi motori di ricerca! Come passano le mode per i social, perchè non dovrebbero passare le mode anche per i motori di ricerca???