Ibrahimovic in copertina su Vanity Fair

Zlatan Ibrahimovic, tornato in Italia per giocare nel Milan, si racconta su Vanity Fair. Si sente un uomo forte e sicuro di sè. Ma questa sicurezza che lo contraddistingue ce l’ha sempre avuta, dice lui, sin dalla prima volta che entrò nello spogliatoio di una squadra…
“Giocavo in una squadra competitiva, tutti volevano essere il migliore. Ho iniziato così e sono così ancora oggi. E poi, per stranieri con un nome come Ibra, era difficile emergere: sentivo che dovevo fare dieci volte meglio di quello al mio fianco. I giornali mi hanno costruito l’immagine da “cattivo ragazzo” perché ho rotto gli schemi: era la prima volta che uno straniero entrava in un club storico svedese”, dice Ibrahimovic riferendosi appunto alla sua permanenza nella squadra svedese.
Ai tifosi interisti che si sono arrabbiati per il suo passaggio al Milan, Ibra risponde: “Primo: bisogna capire se sono arrabbiati davvero o lo fanno per politica. Secondo: se sei un vero tifoso sei contento di quello che ho fatto per l’Inter. Questo almeno è rimasto a me: un ricordo positivo”.

