Lifestyle americano

Lifestyle americano live, da Chicago verso Menphis

chicago-menphis
Continua il live dagli States per la consueta rubrica di Lifestyle americano.  Ormai ho capito che provare a dormire la prima notte negli States non ha proprio senso, arrivo stonato da quattordici ore di voli e scali con un fuso orario che mi fa’ venire fame, sete, sonno ad intervalli alterni senza capirne la reale origine, quindi mangi quando hai sonno, dormi se hai fame e ti ritrovi senza sdraiato in un letto di un motel alle 2 di notte con la voglia di colazione e la tv accesa su una televendita di bigiotteria indiana improponibile con gli occhi sbarrati e sveglio come un grillo. Soluzione? Beh, io guido. Ritiro un suv con tutti gli optional possibili e prendo la prima strada possibile e guido tutta la notte. Lascio Chicago dopo aver mangiato il primo sandwich da Arby’s, roastbeef all’inglese e nient’altro, e prendo la prima strada fuori dagli arrivi internazionali, direzione Saint Louis.

Appena le luci degli infiniti sobborghi di Chicago me lo consentono, mi rilasso, imposto il cruise control e mi lascio cullare dall’ondeggiare della highway, sono poco piu di 300 miglia, ore previste 6, qualche sosta per dormicchiare un po e arrivo per la colazione, l’hotel in centro e’ gia’ prenotato per un checkin mattiniero.

La colazione del primo giorno e’ un rito insostituibile, io farei colazione tutto il giorno e lo striscione che campeggia sopra il tetto di questo family restaurant la dice lunga “Breakfast all day” immancabile la cameriera settantenne bionda e brillante che fa’ a pugni con il mio faccino da miglia insonni, ma quando arriva con un piatto di pancakes ustionanti e quel caffe che non smetterei di bere e che lei ovviamente mi riempie in continuazione beh la giornata sembra avere tutto un altro sapore. I 5 dollari di mancia se li e’ guadagnati tutti e li lascio volentieri quando esco sul piazzale a respirare un po di quell’aria fresca del mattino.

manuel-t-live

E poi la corsia dell’autostrada sale leggermente, la curva parabolica scivola verso destra e ti si disegna di fronte lo skyline di Saint Louis in cui esalta il Gateway Arch, un ponte in acciaio  mi porta oltre il missisipi e mi ritrovo in una ordinata downtown. Deserto intorno, le citta si svuotano durante i fine settimana, e oggi, domenica grattacieli vuoti e posteggi liberi sono tutto quello che vedo. Prima traversa, seconda vietta, e mi fermo di fronte ad una infinita fila di persone che aspetta qualcosa, e io ovviamente curioso cerco un parcheggio improbabile. Domenica di caccia al tesoro. Questo e’ il titolo dell’evento, ovviamente organizzatissima, con magliettine sponsorizzate, accesso per disabili, e un gioco per le vie della citta’ usando ipad o smartphone per rispondere ai quesiti e vincere un’automobile sposorizzatissima chevy! Nessuna voglia di correre. Nessuna voglia di giocare. E soprattutto non ho quell’espressione iperentusiasta di tutti quei pazzi in calzoncini corti e tshirt che alle 8 di mattina con 6 gradi non vedono l’ora di girare per la citta. Io torno sui miei passi e faccio un giro per il parco e vado a vedere l’Arco.

Visto da sotto e’ pure piu’ imponente, si fatica a guardare il cielo di questo colosso in metallo luccicante, il cielo azzurro e il sole del mattino lo rendono ancora piu brillante, ci si puo salire per ammirare dalle finestre il west dall’Illinois al Missouri per miglia e miglia, spettacolo notevole che mi rapisce per il resto della mattinata.

Check in presto al pomeriggio in un hotel storico nella downtown, costa pochissimo un albergo anche importante durante il weekend, non lavora nessuno e le stanze vuote le lasciano a prezzo scontato, quindi mi vizio con una jacuzzi leggendo UsaToday prima di svenire nel letto che ancora non e’ ora di cena…. Domani si inizia sul serio.