Olimpiadi Milano Cortina 2026

Milano-Cortina 2026: una giornata di emozioni e record il 21 febbraio

Penultimo giorno di gare, storie di gloria, delusioni e protagonisti

Sabato 21 febbraio 2026 sarà ricordato negli annali delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 come uno dei giorni più intensi e determinanti dell’intera rassegna. Mentre il conto alla rovescia per la chiusura ufficiale dei Giochi entrava nelle ultime 24 ore, atleti provenienti da oltre 90 nazioni si sono confrontati in un calendario fitto di finali, titoli assegnati e imprese personali.

In quella che è stata la penultima giornata di gare prima della cerimonia di chiusura del 22 febbraio, il mondo sportivo ha assistito a medaglie storiche, protagonisti indiscussi e performance che hanno scritto pagine di storia olimpica.

Skicross maschile: l’Italia brilla con una storica doppietta

Una delle notizie più entusiasmanti della giornata è senz’altro la doppietta azzurra nello skicross maschile. Questo sport adrenalinico — che combina velocità e tecnica su un percorso irregolare — ha visto l’Italia dominare la finale olimpica: Simone Deromedis ha conquistato la medaglia d’oro, mentre Federico Tomasoni si è aggiudicato l’argento, completando un risultato di rilievo eccezionale per il movimento italiano.

Il risultato è ancora più significativo considerando le premesse della vigilia: in mattinata gli atleti azzurri avevano superato qualificazioni, quarti e semifinali con grande determinazione, portando l’Italia ad una prova di forza senza precedenti in questa disciplina.

Cross-country, Klaebo fa la storia: oro nella 50km e record olimpico

Nel mondo dello sci di fondo, un’altra prestazione epica ha segnato la giornata: il norvegese Johannes Høsflot Klæbo ha dominato la durissima 50 km tecnica classica, conclusa con un impressionante distacco, ottenendo la sesta medaglia d’oro in questi Giochi.

Questo risultato non solo conferma la superba condizione dell’atleta, ma lo inserisce in un ristretto club di leggende olimpiche: Klæbo ha infatti superato il record di cinque ori di Eric Heiden (1980), segnando una prestazione storica nel contesto delle Olimpiadi Invernali.

La gara è stata segnata da uno sforzo immenso, culminato con il forte atleta che è crollato al traguardo per l’esaurimento fisico — simbolo di una lotta durissima contro la distanza, il freddo e la competizione più agguerrita.

Pattinaggio di velocità: mass start tra sorprese e conferme

Nel pattinaggio di velocità su pista lunga, le mass start maschile e femminile hanno offerto spettacolo e colpi di scena.

• Nella gara maschile, il veterano olandese Jorrit Bergsma ha conquistato la medaglia d’oro, confermando la sua classe e versatilità a 40 anni, mentre Andrea Giovannini ha portato a casa una medaglia di bronzo per l’Italia in una delle gare più tattiche dell’Olimpiade.

• In campo femminile, la mass start ha visto Marijke Groenewoud (Paesi Bassi) salire sul primo gradino del podio, seguita da Ivanie Blondin (Canada) e da Mia Manganello (USA). La competizione ha messo in luce atlete d’esperienza e giovani promesse del pattinaggio di velocità internazionale.

Queste gare hanno riassunto una caratteristica chiave di Milano-Cortina 2026: equilibrio tra tradizione e nuove potenze olimpiche e la presenza costante di atleti capaci di performances imprevedibili fino all’ultimo giro.

Biathlon, addii e risultati: Wierer e Vittozzi protagoniste

Il biathlon femminile ha vissuto un momento carico di significato, soprattutto per l’Italia: Dorothea Wierer, una delle più grandi interpreti italiane di sempre in questa disciplina, ha disputato la sua ultima gara olimpica, concludendo al quinto posto nella mass start di 12,5 km.

Anche Lisa Vittozzi, compagna di squadra e anch’essa figura chiave del biathlon italiano, ha preso parte alla gara, chiudendo in posizione di rincalzo in una competizione vinta dalla francese Océane Michelon.

La gara ha rappresentato non solo un momento agonistico, ma anche una sorta di passaggio generazionale, con atlete giovanissime pronte a raccogliere l’eredità di chi ha scritto pagine importanti della disciplina negli ultimi lustri.

Hockey su ghiaccio e curling: scontri per le ultime medaglie

Oltre alle prove individuali, le competizioni di hockey su ghiaccio hanno acceso l’arena con sfide fino all’ultimo secondo: la finalina per il bronzo maschile ha visto la Finlandia prevalere sulla Slovacchia, consolidando la propria posizione nei top team del torneo.

Nel curling, la finale maschile ha opposto Gran Bretagna e Canada, con quest’ultimo che ha lottato fino alla fine per la medaglia d’oro — un risultato storico per la squadra nordamericana in una disciplina sempre molto combattuta.

Record USA e medaglie globali: numeri e dati del penultimo giorno

Dal punto di vista statistico, la giornata del 21 febbraio ha segnato anche alcuni record: gli Stati Uniti hanno superato il loro massimo storico di ori in una sola edizione dei Giochi Invernali, arrivando a 11 medaglie d’oro complessive grazie al successo nella prova di mixed aerials.

Questo risultato riflette la crescita di nazioni storicamente competitive nel panorama olimpico e l’equilibrio che si è creato tra potenze tradizionali e nuove forze emergenti, un elemento chiave dei Giochi Milano-Cortina 2026.

Gli azzurri protagonisti: performance, emozioni e prospettive

Per l’Italia la giornata del 21 febbraio è stata particolarmente intensa: la doppietta nello skicross maschile e il bronzo nel pattinaggio di velocità di Giovannini hanno consolidato il ruolo dell’Italia come protagonista nei Giochi ospitati dal proprio territorio.

Le aspettative per l’ultima giornata di gare del 22 febbraio rimangono alte: con competizioni decisive come il bob a quattro maschile e la mass start femminile di sci di fondo, gli Azzurri puntano a chiudere i Giochi con un’altra giornata memorabile.

Conclusione: il 21 febbraio tra record, addii e passione olimpica

In sintesi, la giornata del 21 febbraio 2026 alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 è stata un concentrato di emozioni, risultati storici e storie individuali che rimarranno nel cuore degli appassionati. Dalle doppiette italiane alle imprese dei fuoriclasse come Klæbo, passando per i momenti di addio — come quello di Dorothea Wierer — il penultimo giorno di gare ha racchiuso lo spirito di competizione, sacrificio e passione che solo l’Olimpiade sa regalare.

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