Salute

Diastasi Addominale nei Maschi: Cause, Impatti e Soluzioni Cliniche

La diastasi dei muscoli retti dell’addome è spesso associata alle donne, soprattutto nel periodo post-parto. Tuttavia, la diastasi addominale colpisce anche gli uomini, con una prevalenza probabilmente sottostimata. Nonostante la letteratura si concentri maggiormente sul sesso femminile, recenti studi evidenziano come fattori anatomici, posturali e di stile di vita rendano la diastasi un problema clinico significativo anche nei maschi.

In questo articolo, approfondiremo le cause, i meccanismi fisiopatologici, i sintomi clinici, l’impatto sulla qualità della vita e le possibili soluzioni terapeutiche, con un approccio basato su evidenze scientifiche aggiornate.

Cos’è la Diastasi Addominale

La diastasi dei retti addominali è definita come la separazione longitudinale dei muscoli retti dell’addome lungo la linea alba — una struttura fibrosa che connette i retti. Normalmente, questa distanza è ridotta; quando supera i limiti fisiologici, si parla di diastasi addominale.
La diagnosi clinica viene tipicamente confermata tramite ecografia, risonanza magnetica (MRI) o esame obiettivo con misurazione della distanza inter-rettale.

Epidemiologia nei Maschi

Storicamente considerata una condizione legata alla gravidanza, studi epidemiologici più recenti riportano che tra il 30% e il 60% degli uomini possono presentare diastasi, specialmente in presenza di fattori di rischio come obesità, sollevamento pesi intensivo o sedentarietà. Tuttavia, i dati sono eterogenei, e l’effettiva prevalenza resta da definire con studi più ampi su popolazioni maschili.

Cause e Fattori di Rischio

Anatomia e Struttura dei Tessuti

La linea alba nei maschi può essere soggetta a stress meccanico ripetuto. Diverse evidenze biomeccaniche indicano che una debolezza della linea alba — dovuta a tessuto connettivo meno robusto — aumenta il rischio di separazione addominale.

Obesità e Massa Addominale

L’accumulo di tessuto adiposo addominale esercita una pressione costante sulla parete addominale, favorendo la dilatazione della linea alba. L’obesità è uno dei principali fattori predisponenti, spesso associata ad altre comorbilità metaboliche.

Sollevamento Pesi e Attività Fisica Errata

Uomini che praticano pesi massimali o sport ad alta intensità possono sviluppare diastasi se non si presta attenzione alla tecnica respiratoria e alla stabilizzazione del core. L’aumento improvviso della pressione intra-addominale (IAP) è un meccanismo chiave.

Età, Sedentarietà e Perdita di Tono Muscolare

Con l’età, si verifica una diminuzione del tono muscolare e della qualità del tessuto connettivo. La ridotta performance dei muscoli profondi dell’addome — in particolare il trasverso — si associa ad un maggior rischio di diastasi.

Traumi o Interventi Chirurgici Precedenti

Gli uomini con precedenti chirurgici addominali o traumi possono presentare cicatrici e debolezze della linea alba, facilitando lo sviluppo di diastasi o ernie associate.

Sintomi e Manifestazioni Cliniche

La presentazione clinica della diastasi addominale nei maschi può includere:

Gonfiore addominale e un aspetto “a pancia sporgente”
Debolezza del core, con difficoltà nelle attività che richiedono stabilità posturale
Dolore lombare e discomfort cronico
Ridotta performance atletica
Talvolta, ernia ombelicale o paraombelicale concomitante

È importante sottolineare che la percezione dei sintomi può variare ampiamente: alcuni pazienti sono asintomatici, mentre altri sviluppano sintomi invalidanti.

Diagnosi: Strumenti e Metodi

La diagnosi di diastasi nei maschi si basa su:

Esame Clinico

Il medico misura la distanza inter-rettale durante la contrazione addominale. Una distanza superiore a 2,7–3 cm è generalmente considerata patologica, ma i criteri variano in letteratura.

Ecografia Addominale

L’ecografia è il metodo preferenziale per valutare la distanza tra i muscoli retti, soprattutto durante manovre di contrazione. È non invasiva e ripetibile.

Risonanza Magnetica

La risonanza offre una valutazione più dettagliata della linea alba e delle strutture circostanti, utile soprattutto nei casi complessi o preoperatori.

Conseguenze Funzionali e Qualità della Vita

La diastasi addominale nei maschi è spesso sottovalutata. Tuttavia, può portare a:

Compromissione della funzione del core
Instabilità posturale e compensi biomeccanici
Aumento del rischio di dolori lombari cronici
Riduzione della partecipazione ad attività fisiche

Studi clinici evidenziano che l’inclusione di un programma di riabilitazione mirato ( può migliorare significativamente la funzione e la percezione di benessere.

Approcci Terapeutici

Le soluzioni per la diastasi maschile variano in base alla severità, ai sintomi e agli obiettivi del paziente. Possono essere classificati in non chirurgici e chirurgici.

Trattamento Conservativo

Esercizi di Riabilitazione del Core

L’obiettivo è rinforzare:

Trasverso dell’addome
Muscoli obliqui interni
Muscoli del pavimento pelvico

Gli studi suggeriscono che un programma mirato di rinforzo ( Fitness dopo i 50 anni  ) può ridurre la distanza inter-rettale e migliorare la funzione del core, soprattutto se combinato con educazione posturale.

Esempi di esercizi utili (supervisionati):

Respirazione diaframmatica controllata
Contrazioni isometriche del trasverso
Plank modificati con attenzione alla stabilità

È fondamentale evitare esercizi che aumentano eccessivamente la pressione intra-addominale come crunch, sit-up tradizionali o sollevamenti pesanti senza controllo.

Modifiche allo Stile di Vita

Riduzione del peso corporeo
Miglioramento della postura quotidiana
Educazione ergonomica sul lavoro e nell’attività fisica

Supporti Esterni

In alcuni casi si utilizzano fasce addominali elastiche per supportare temporaneamente la parete addominale durante attività specifiche. Tuttavia, non sostituiscono l’esercizio terapeutico.

Trattamento Chirurgico

La chirurgia è indicata quando:

La diastasi è severa
Il paziente presenta sintomi invalidanti
Le terapie conservative non producono miglioramenti
È presente ernia concomitante

Tipi di Procedure Chirurgiche

A. Riparazione Aperta della Diastasi

Consiste nel suturare i muscoli retti e rinforzare la linea alba. Spesso eseguita in combinazione con la riparazione di eventuali ernie.

B. Approccio Laparoscopico

Tecnica mini-invasiva con l’ausilio di strumenti laparoscopici. Consente ridotti tempi di recupero e minori complicanze rispetto alla chirurgia aperta.

C. Uso di Retine (Mesh)

In casi selezionati, si utilizza materiale protesico per rinforzare la parete addominale, soprattutto se il tessuto è debole.

Risultati e Rischi

La letteratura riporta elevati tassi di miglioramento dei sintomi e soddisfazione nei pazienti sottoposti a chirurgia riparativa. Tuttavia, come per qualsiasi intervento, esistono rischi di:

Infezione
Recidiva
Dolore postoperatorio cronico

Per questo motivo, la scelta dell’intervento deve essere personalizzata.

Problemi Controversi nella Gestione della Diastasi nei Maschi

Nonostante la crescente attenzione clinica, permangono alcune aree di dibattito:

1. Standardizzazione della Diagnosi

Non esistono linee guida internazionali completamente accettate per la misurazione della diastasi nei maschi, rendendo difficile confrontare gli studi.

2. Ruolo dell’Esercizio Fisico

Seppure i protocolli di riabilitazione mostrino benefici, non è ancora chiaro quali esercizi siano più efficaci o se determinati programmi riducano permanentemente la separazione muscolare.

3. Timing dell’Intervento Chirurgico

Controversie persistono sulla tempistica ottimale dell’intervento chirurgico, soprattutto in atleti o individui giovani.

Consigli Pratici per Pazienti e Clinici

Per un percorso terapeutico efficace, è fondamentale:

Valutazione clinica iniziale dettagliata, con ecografia se indicata
Educazione del paziente sui meccanismi della diastasi
Programma di esercizi personalizzato supervisionato da fisioterapista
Monitoraggio continuo dei progressi
Discussione dei pro e contro della chirurgia, basata sulle esigenze individuali

Conclusioni

La diastasi addominale nei maschi è una condizione clinica reale e potenzialmente invalidante, spesso sottodiagnosticata. I fattori di rischio includono obesità, attività fisica intensa con tecnica scorretta, età e sedentarietà. La diagnosi si basa su esame clinico ed ecografia, e le soluzioni spaziano da programmi di riabilitazione del core a interventi chirurgici nei casi severi.

Approcci terapeutici personalizzati, supportati da evidenze scientifiche e supervisione medica, possono migliorare significativamente la funzione del core, ridurre i sintomi e permettere ai pazienti di tornare ad attività quotidiane e sportive con maggiore sicurezza.