Tra smart e south working, cambiano le esigenze degli italiani
La pandemia ha notevolmente cambiato il modo di vedere la vita di tanti italiani. Un po’ perché con più tempo libero si è dato tanto valore all’ozio (inteso in senso positivo) e, dall’altro, sono drasticamente cambiate le esigenze.
Tante aziende hanno capito che, ad esempio, per alcuni lavori non è necessaria la presenza in ufficio e, quindi, li lavora in smart working. Dall’altro, è cambiato l’uso dei soldi: si è passato da un utilizzo materiale a quello più esperienziale.
Ma vediamo tutto nel dettaglio.
Non più in centro ma nei piccoli borghi
Chi abitava nei piccoli borghi aveva il sogno di vivere la metropoli. Lo cantava e diceva anche Max Pezzali con i suoi 883 in cui i ragazzi della periferia lombarda sognavano la Milano da bere.
Oggi, però, i tempi sono drasticamente cambiati e, anzi, si sta vedendo l’effetto inverso: chi è dovuto ritornare nel piccolo borgo natìo non vuole più andarsene mentre chi vive nelle metropoli vuole la tranquillità della cittadina piena di vicoli e di case antiche.
Non a caso, oltre all’ormai famigerato fenomeno dello smart working, si sta assistendo a quello chiamato South working: cioè abitare nel Sud Italia, dove la vita costa meno e c’è il mare.
Arredamento minimal con spazio esterno
Basta cianfrusaglie sparse qua e là per la casa. Gli spazi devono essere arioso e, nel caso, anche possedere un piccolo spazio esterno. Una concezione sempre più in voga tanto è vero che diversi portali specializzati stanno dedicando diverse categorie a oggetti che servono a curare gli ori.
Ad esempio, chi sfoglia online l’arredo giardino di Import For Me, giusto per citare uno dei tanti portali del settore, troverà delle soluzioni davvero uniche che rendono il giardino un elemento davvero caratteristico.
Quindi, da un lato abbiamo uno spazio interno che deve arieggiare e, dall’altro, il ‘verde’ privato che deve spiccare. In modo che anche se non si può uscire per via del maltempo o della stanchezza, non si ha la sensazione di stare chiusi tra le quattro mura di casa.
Casa non troppo grande
A proposito di quattro mura, un’altra interessante tendenza che si sta avendo in questo ultimo periodo è quello di avere una casa non troppo grande. C’è da dire che, però, questa consuetudine è nata perché il tempo, tra lavoro e varie faccende, si sta riducendo sempre di più.
E il più delle volte entrambi i genitori lavorano. Quindi, materialmente, sarebbe davvero complicato tenere a bada una casa di 130 o 140 metri quadrati. Discorso che si fa ancora più complesso in caso di figli.
Quindi, molte volte si preferisce volutamente avere degli spazi ridotti in casa puntando molto sull’ordinamento delle stanze. Anche perché una buona geometria può fare davvero tanto e far apparire l’abitazione più grande di quella che è.
Anzi, se si perde qualche metro quadro a favore di un giardino più grande è ancora meglio. Perché, con i vari lockdown, si è riscoperta la voglia di uscire e camminare, anche semplicemente per tenersi in forma.

