Motori

Fiat Freemont 2.0 Multijet 170 cv, un week end con il Suv Fiat taglia XL


Un po’ Suv, un po’ monovolume, un po’ station wagon, l’ammiraglia Fiat ha raccolto molti consensi sul mercato italiano tanto da destare la nostra curiosità. Nata dalll’alleanza Fiat con Chrysler, per volere di Sergio Marchionne, porta in dote tutta la funzionalità del progetto originale Dogde Jouney, abbinando un ottimo motore italiano e un’iniezione di qualità nei materiali e nel comportamento su strada. Esteticamente le dimensioni di 489 centimetri di lunghezza, 188 di larghezza e 169 d’altezza la rendono una crossover imponente e ben piantata a terra. L’aspetto muscoloso diremmo da “palestrata” è ribadito dai passaruota e dalla griglia anteriore cromata in puro stile americano. All’interno l’abitacolo, grazie al passo di ben 289 cm, è straordinariamente spazioso, tanto che ci sentiamo di dire che i sette posti sono posti veri e comodi fino all’ultima fila. Inoltre la disposizione della seduta “a teatro” garantisce agli occupanti della seconda e terza fila una buona visuale della strada.
Discorso a parte merita il vano bagagli che è a prova di trasloco quando si viaggia in due (ribaltando tutti i sedili posteriori si ottiene un vano piatto lungo oltre tre metri!!), a prova di vacanze quando si viaggia in cinque e a prova di week end quando si viaggia in sette. In tutti i casi sono possibili molteplici configurazioni, in modo da dare più spazio a passeggeri o bagagli a seconda delle esigenze.
Il posto guida è accogliente grazie alle numerose regolazioni del sedile (si può anche sincronizzarlo con la temperatura esterna in modo da trovarlo caldo d’inverno) e del volante e i comandi sono visibili e facilmente raggiungibili. Alcune caratteristiche sono proprie delle auto oltreoceano, come l’avvisatore acustico se si inserisce la freccia per un lungo periodo, oppure la disposizione di alcuni comandi della plancia. Questa merita un discorso a parte: con le luci accese di giorno la lettura risulta difficile mentre il display touch screen multifunzione al centro, che avremmo voluto trovarlo più grande di dimensioni, è estremamente semplice e istintivo da usare, tanto da far dimenticare qualche pecca nelle finiture nei punti nascosti. La climatizzazione come lo sfruttamento dello spazio meritano il massimo dei voti: difficile trovare una concorrente anche più blasonata, che offra tanti vani: ne abbiamo contati 17 sparsi intorno al posto guida e posizionati addirittura sotto il sedile passeggero e dietro lo specchietto retrovisore. Stesso discorso per il climatizzatore che possiede regolazioni di portata e di temperatura differenti per ogni occupante.

Su strada, l’auto convince nei lunghi viaggi sia per comfort sia per un certo inconsueto brio: la trasformazione dal cugino Journey ha portato parecchi benefici nel comportamento stradale più vicino ad un’auto e non a un Suv. Complice di questa sensazione è sicuramente il propulsore da 170 cv e l’alto valore di coppia motrice pari a 350 nm disponibile già a 1750 giri, Il nostro test drive si è svolto lungo un percorso misto e nonostante il peso a secco pari a 1.874 kg, Freemont si è dimostrato convincente nell’abbinamento cambio-sterzo (peccato solo la frizione un po’ troppo pesante e il cambio un po’ brusco negli innesti), particolarmente silenzioso in autostrada e persino parsimonioso nei consumi: una media di 12 km con un litro di carburante. In sintesi diciamo una onesta SUV gratificante da guidare e molto versatile, come pochi mezzi di dimensioni analoghe sanno essere. Per chiudere un cenno al costo che, partendo da un prezzo base di 23.900 euro e una dotazione completa , posiziona il suv italo-americano a parità di dotazioni, al di sotto di molte dirette concorrenti europee e coreane.

Cristiano Fabris