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Maserati Gran Cabrio, la vittoria del tridente

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Pensare che sino a tre anni fa, la Maserati era considerata spacciata, destinata a diventare un ricordo automobilistico. Senza appeal, una sanguinosa quanto disastrosa gestione dei modelli e dei motori…poi quel volpone di Montezemolo, ha rivoluzionato il tutto con l’arrivo della Quattroporte.

Dapprima il marchio è tornato sul mercato americano e ha iniziato ad essere nuovamente apprezzato nei mercati dove spodestavano solo le tedesche e infine l’attacco finale alle granturismo inglesi, Aston Martin in prima linea.

Qui la battaglia si combatte su diversi fronti: servizio di assistenza, attenzione verso il cliente, ma soprattutto sulla giusta miscela tra classe e sportività.

Ecco la Gran Cabrio che abbiamo vissuto per un week end nella città capitolina, è proprio l’emblema di una sportiva vestita in doppio petto. L’adozione della tradizionale capote pieghevole in tessuto (28 secondi per aprire e chiudere e l’operazione si può compiere fino a 30 l’ora), non inquina le linee disegnate da Pininfarina che restano splendide e incontaminate.

Internamente vanta il primato di comodità grazie al passo più lungo della categoria, ma ciò che la rende esclusiva è il tripudio dei materiali di primissima qualità. Si viaggia avvolti dai profumi dei legni e delle pelli, dalla suono della “nona” di Beethoven che fuoriesce dalle 16 autoparlanti e dal sistema Bose studiato apposta per il veicolo. Stessa attenzione per il vano bagagli che ospita il set di valigie realizzate su misura.

Il vento si percepisce davanti in modo assolutamente inesistente, mentre dietro in modo più evidente. Proprio i passeggeri posteriori godono di parecchio spazio (inusuale per una cabrio), con un comodo sistema ad attivazione elettrica delle poltroncine anteriori per salire e scendere senza difficoltà. Inoltre un sistema di roll-bar agisce in 190 millesimi di secondo in caso di pericolo.

Al posto guida con facilità si trova la posizione ideale: numerosissime solo le regolazioni elettriche del sedile  e volante. Stesso giudizio se si viaggia da passeggeri e in tal caso si vivono maggiormente i dettagli, quelle attenzioni che ci fanno capire di essere a bordo di 135.000 euro viaggianti e che possono essere personalizzati in 2.000 modi differenti.

Su strada i numeri sono di assoluto rilievo: da zero a 100 l’ora in 5,3 secondi e velocità fino 283 km/h.

Inconfondibile il sound del motore, il più potente dei V8 Maserati con coppia a umido e 440 CV di potenza a 7.000 giri ed una coppia massima di 490 Nm a 4.750 giri.

Lo sterzo diretto e preciso si abbina ad un’eccellente ripartizione delle masse sui due assi (49/51%) e ad una struttura creata ad hoc. Il tutto genera un comportamento privo di rollio o coricamento oltre ad una piacevole sensazione di assoluta sicurezza. Se poi si preme il tasto “Sport” esplode tutta la potenza e il piacere di giuda: l’auto pennella la strada, reagisce sempre con brio ad ogni richiamo del guidatore, non tentenna mai nemmeno se ci si dimentica di scalare marcia durante un sorpasso.

Al termine della prova il mio stato d’animo mi trasmette un solo pensiero: una disarmante auto da sogno.

di Cristiano Balbis