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Salone del Mobile, UN1CO trasforma gli oggetti di scarto in opere di design

UN1CO, il concept temporary store sbarcato a Milano lo scorso febbraio, approda al terzo e ultimo evento che aveva promesso, il più concettuale di tutti: quello che per 20 giorni, fino al 18 aprile, presenterà al pubblico speciali oggetti di design realizzati con tutto quello che la gente comune stipa in cantina o getta via.

Oggetti rotti, meccanismi inutili, scarti senza futuro che ognuno di noi destinerebbe alla discarica o che non vede l’ora di rifilare a rigattieri e robivecchi, nelle mani degli artisti selezionati da UN1CO si comportano proprio come la zucca intercettata dalla bacchetta magica della fata Smemorina: diventano altro, si stravolgono, si tramutano in speciali opere d’arte a cui non solo vengono restituite la vita e l’utilità, ma che si impongono addirittura come creazioni introvabili, esclusive, talmente belle e inusuali da essere non replicabili.

Pezzi unici che Alessandro Schvili, arredatore, artista, autore delle ceramiche Ilil e sua madre Giorgia Schvili, per 40 anni anima della griffe Emmanuel Schvili, scovano e selezionano tra la produzione di giovani talentuosi che non hanno avuto l’opportunità di dare concretezza ai propri sogni, costretti a girovagare tra fiere e mercatini per mostrare il frutto del proprio lavoro.

Lo spazio che finalmente offre loro la giusta visibilità è particolare quanto loro. UN1CO non è un negozio uguale a tanti altri, né una formale showroom, ma un cantiere in progress nato a Bologna un anno e mezzo fa con uno scopo preciso: offrire ad artisti, designers e piccole realtà 100% italiane che hanno fatto di qualità e artigianalità un valore aggiunto, l’opportunità di esporre e vendere creazioni difficilmente visibili sul mercato.

In occasione del Salone del Mobile, il terzo tema del temporary store è dedicato alla raccolta differenziata ed è sviluppato mostrando le materie di partenza (bottiglie di plastica usate, vetro…) e tutti i modi in cui possono essere trasformate dall’infinita creatività umana, sovrana dell’UN1CO-pensiero.

Così, quel pubblico che approderà nei 90 metri quadri della location di via San Carpoforo angolo via Madonnina, nel cuore di Brera, quella gente curiosa che riesce ancora a farsi guidare dall’impulso, dalla passione, che si lascia affascinare dal lavoro, dalla ricerca, dalla storia che sta dietro a un oggetto, potrà ammirare e acquistare i lampadari-bijoux di Sussi e Biribissi, scovati dai robivecchi, ristrutturati nelle loro parti elettriche e tempestati di pietre semi preziose dai colori sorprendenti. O le lampade di Un1co, che le assembla partendo da frullatori, telefoni, moke, vecchi servizi da colazione, phon e ferri da stiro. O ancora le lampade ottenute da vecchi rocchetti da tessitura. E poi i tavolini e i pouff ricavati dai cestelli delle lavatrici e gli attaccapanni nati da pezzi del calciobalilla o il divanonato da copertoni di camion. E ancora le sedute da cucina fatte con bidoni del latte. E le ceste realizzate con cinture di sicurezza recuperate dagli autodemolitori e intrecciate ad arte di 959. E i vasi fatti con cartoni pressati o con contenitori metallizzati di detersivi. E gli specchi: ci sono quelli fatti con metri di falegname e quelli nati dalle cassette di frutta.

Lo stesso concept temporary store è arredato dal suo ideatore sia con pezzi selezionati sia con oggetti salvati dalla discarica: il tema del riciclo è infatti fondamentale anche per l’allestimento, costituito da complementi di recupero che vengono restaurati, reinterpretati, trasformati per essere acquistati e iniziare una nuova vita.

Tutto qui è in vendita: il bancone della cassa, l’impianto di illuminazione, le sedie. L’anima mobile, dinamica, mutevole di UN1CO necessita di una grande semplicità di approccio: per questo il negozio viene creato solo con ciò che si trova nella città di partenza, Bologna e nella città di arrivo, Milano.

Ma il progetto punta in alto, vuole diventare evento itinerante in tutta Italia e raggiungere anche l’Europa, arricchendosi di tappa in tappa di nomi sempre nuovi e sempre più interessanti.