Mercati e Finanza personale

Strategia Strangle e Alta Volatilità: Come Guadagnare (e Difendersi) nei Mercati Finanziari Turbolenti

La strategia strangle è tornata al centro dell’attenzione degli investitori ogni volta che i mercati finanziari entrano in fasi di forte turbolenza. Dalla crisi finanziaria globale del 2008 al crollo pandemico del 2020, fino alle recenti tensioni geopolitiche e ai rialzi dei tassi delle banche centrali come la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea, l’alta volatilità è diventata una costante dei mercati moderni. In questi contesti, strumenti derivati come le opzioni e strategie avanzate come lo strangle rappresentano un’opportunità – ma anche un rischio – che merita un’analisi approfondita.

Cos’è la strategia strangle

Lo strangle è una strategia in opzioni che prevede l’acquisto (o la vendita) simultanea di una call e una put sullo stesso sottostante, con la stessa scadenza ma con strike price differenti. A differenza della più nota strategia “straddle” (http://straddle), nello strangle gli strike sono fuori dal prezzo corrente (out of the money), rendendo l’operazione inizialmente meno costosa ma richiedendo movimenti più ampi per diventare profittevole.

In uno scenario di alta volatilità dei mercati finanziari, lo strangle viene spesso utilizzato per scommettere su movimenti significativi del prezzo, indipendentemente dalla direzione. È una strategia “direction-neutral”: ciò che conta non è prevedere se il mercato salirà o scenderà, ma anticipare un’esplosione di volatilità.

Alta volatilità: cosa significa davvero

Quando si parla di volatilità, si fa riferimento alla rapidità e all’intensità delle variazioni di prezzo di un asset. Indicatori come il VIX – spesso definito “indice della paura” – misurano le aspettative di volatilità implicita sull’S&P 500.

Durante eventi straordinari, come il fallimento di Lehman Brothers o lo scoppio della pandemia di COVID-19, il VIX ha registrato impennate storiche. In questi frangenti, gli operatori professionali hanno intensificato l’uso di strategie opzionali complesse, tra cui lo strangle, per proteggere portafogli o speculare sui movimenti estremi.

Perché lo strangle è interessante nei momenti di alta volatilità

La strategia strangle diventa particolarmente attraente quando si prevede un forte movimento del sottostante ma non si ha certezza sulla direzione. Questo accade spesso in prossimità di:

Decisioni sui tassi di interesse
Pubblicazione di dati macroeconomici chiave
Annunci di utili aziendali
Eventi geopolitici rilevanti

Ad esempio, durante i meeting della Federal Reserve, i mercati possono reagire con oscillazioni improvvise sia al rialzo sia al ribasso. In tali circostanze, uno strangle ben costruito consente di trarre vantaggio da movimenti violenti in entrambe le direzioni.

Strangle long vs strangle short

Esistono due versioni principali della strategia:

1. Long Strangle
Prevede l’acquisto di una call e di una put.

Rischio limitato al premio pagato.
Potenziale profitto teoricamente illimitato (soprattutto lato call).
Strategia ideale quando si prevede un forte aumento della volatilità.

2. Short Strangle
Prevede la vendita di una call e di una put.

Incasso immediato del premio.
Profitto massimo limitato ai premi incassati.
Rischio potenzialmente molto elevato in caso di movimenti estremi.

In contesti di alta volatilità già in atto, molti trader professionali preferiscono lo short strangle, puntando su un ritorno alla media della volatilità implicita. Tuttavia, questa versione richiede margini elevati e una gestione del rischio rigorosa.

Il ruolo della volatilità implicita

Uno degli elementi chiave nella strategia strangle è la volatilità implicita. Quando i mercati sono già molto agitati, le opzioni diventano più costose. Questo può rendere il long strangle meno conveniente, poiché il costo iniziale è elevato e il mercato deve muoversi in modo ancora più ampio per coprire il premio pagato.

Al contrario, in una fase in cui la volatilità è relativamente bassa ma si prevede un evento potenzialmente esplosivo – come un referendum o una decisione inattesa di politica monetaria – il long strangle può offrire un rapporto rischio/rendimento più interessante.

I rischi nascosti della strategia strangle

Nonostante il suo potenziale, lo strangle non è una strategia semplice né priva di rischi.

1. Time decay (Theta)

Il tempo gioca contro chi acquista opzioni. Ogni giorno che passa riduce il valore temporale dei contratti. Se il movimento atteso non si verifica rapidamente, la perdita può accumularsi anche in assenza di variazioni di prezzo rilevanti.

2. Volatility crush

Dopo eventi attesi – come gli annunci delle banche centrali o le trimestrali – la volatilità implicita tende a crollare. Questo fenomeno, noto come “volatility crush”, può penalizzare il long strangle anche se il prezzo si muove, ma meno del previsto.

3. Rischio illimitato nello short strangle

Vendere opzioni in mercati altamente volatili può essere estremamente pericoloso. Movimenti improvvisi e violenti possono generare perdite teoricamente illimitate, specialmente in caso di eventi imprevisti.

Strangle e gestione del portafoglio

Per gli investitori istituzionali, lo strangle non è solo uno strumento speculativo ma anche di copertura. Fondi hedge e desk di trading utilizzano questa strategia per bilanciare l’esposizione direzionale, specialmente in periodi in cui la correlazione tra asset aumenta e le dinamiche di mercato diventano meno prevedibili.

Durante le fasi di tightening monetario della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve, molti portafogli azionari hanno registrato oscillazioni significative. In tali contesti, integrare strategie opzionali come lo strangle può contribuire a migliorare il profilo rischio/rendimento complessivo.

Quando conviene usare la strategia strangle

Lo strangle è particolarmente adatto in tre scenari principali:

1. Prima di eventi binari (es. risultati trimestrali, referendum).
2. In presenza di compressione della volatilità, quando il mercato appare eccessivamente tranquillo.
3. In fasi di transizione macroeconomica, caratterizzate da incertezza sulle politiche monetarie.

Non è invece ideale in mercati laterali e poco dinamici, dove il prezzo tende a rimanere in un range ristretto.

Psicologia e disciplina

Uno degli aspetti meno discussi ma fondamentali della strategia strangle è la disciplina psicologica. In mercati altamente volatili, l’emotività può indurre decisioni impulsive: chiudere troppo presto una posizione profittevole o mantenere una posizione in perdita nella speranza di un recupero.

Gli operatori professionali stabiliscono in anticipo livelli di uscita e parametri di rischio, attenendosi a un piano rigoroso.

Strangle e mercati globali nel 2026

Nel contesto attuale, caratterizzato da tensioni geopolitiche, inflazione persistente e politiche monetarie restrittive, la volatilità rimane una variabile centrale. L’andamento del VIX continua a essere monitorato attentamente dagli investitori, così come le mosse della Federal Reserve.

In un mondo finanziario sempre più interconnesso, la capacità di gestire l’incertezza è diventata una competenza chiave. Strategie come lo strangle offrono strumenti sofisticati per affrontare scenari complessi, ma richiedono competenze tecniche, capitali adeguati e una solida gestione del rischio.

Conclusioni

La strategia strangle rappresenta una delle tecniche più interessanti nel panorama del trading in opzioni durante periodi di alta volatilità dei mercati finanziari. Permette di capitalizzare su movimenti ampi senza dover prevedere la direzione del mercato, ma comporta costi e rischi che non devono essere sottovalutati.

In un’epoca segnata da shock improvvisi, decisioni di politica monetaria aggressive e mercati iper-reattivi, comprendere strumenti come lo strangle non è più un’esclusiva dei professionisti di Wall Street, ma una competenza sempre più richiesta anche agli investitori evoluti.

Come sempre nei mercati finanziari, non esistono strategie infallibili: esistono solo strumenti da utilizzare con consapevolezza, disciplina e una profonda comprensione del contesto macroeconomico.