Dove nasce la moda grunge? Le sue icone femminili…
RAYANNE GRAFF. Nasce con il telefilm controverso e per molti versi considerato uno dei migliori in circolazione negli Anni Novanta My So-Called Life (1994), praticamente inedito in Italia. Per la prima volta in tutta la storia della televisione statunitense, un’adolescente bevevo e si drogava con gli amici. Fu uno scandalo. Ma ciò che colpì, paradossalmente, i buoni americani fu l’aspetto estetico di questa ragazza: capelli da pazza, braccialetti e non finire, stivali e flanella. La femminilità sepolta sotto l’ansia fanciullesca. Da quel momento in poi, le ragazze, non sarebbero mai più state le stesse… E nemmeno noi!
KAT BJELLAND. Leader dei Babes in Toyland riprende ciò che la tv di My So-Called Life ha lasciato in eredità dopo la sua cancellazione dai palinsesti televisivi. Il loro album Fontanelle apre di botto, nei primi Anni Novanta, la strada a quelle cantanti crude e rabbiose che avrebbero dato voce ai nuovi problemi generazionali. Il grunge alternativo che diventa stile di vita e che avrebbe poi offerto la sua linfa vitale ad altri gruppi femminili, le Hole su tutti. Kat Bjelland era osannata da tutti gli uomini, trasudava femminilità con babydoll leggerissimi, stivali e occhiali da sole Anni Sessanta. Profondamente Dirrrty, altro che la Aguilera!
KIM GORDON. Gli Sonic Youth le devono tutto. La regina del grunge cool, consacrata a icona grazie agli album Daydream Nation, Washing Machine e Goo, ma soprattutto diventando la recente stella e musa dello stilista Marc Jacobs. Vestiti flowry e occhiali da sole rigorosamente quadrati. Unica.
COURTNEY LOVE. È la leader delle Hole, ma anche la vedova del fantastico Kurt Cobain. Fra scandali vari ed eventuali, è la personalità femminile più teppista degli Anni Novanta. Nessuno, dopo di lei, ha osato tanto. Popolarissima, lo stile di Courtney sfocia nella volgarità e della distruttività. Diventa famosa per la sua biancheria intima che diventa, a tutti gli effetti, un costume di scena sul palco! «Uso la mia biancheria intima come outwear», e Marc Jacobs le copia il trend nelle sfilate primavera/estate 2008!
MARY-KATE OLSEN. Icona di moda per eccellenza, da piccola, assieme alla sorella gemella Ashley, era una delle bambine più amate del piccolo schermo. Ora è una fashion victim, in grado di portare calzamaglie come pantaloni e far sembrare ogni capo ancora più cool. Votata alla praticità, è una delle ragazze americane più seguite dai paparazzi. Disordinata nel look, appassionata di accessori, il suo stile personale ha influenzato la moda del Duemila.
ERIN WASSON. La fotomodella. È colei che attualmente rappresenta la ragazza grunge di lusso, nonostante questo vada completamente contro la filosogia grunge! Stilisti e artisti dell’industria della moda hanno trovato in lei l’icona di un nuovo trend che vira nel costoso, anzi nel costosissimo. L’ultima arrivata, che, fra l’altro, sposa lo stile grunge anche nella vita quotidiana e nel lavoro, visto che ha collaborato con la linea primaverile 2009 della firma streetwear RVCA.
F.S.Frau

