News

Costituzione Spaziale. Una vera norma già in vigore che cambia le regole del gioco

Adesso è ufficiale!

Con la Legge n. 89 del 13 giugno 2025 (fresca di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), il nostro Paese ha finalmente una “costituzione spaziale”. Una vera norma già in vigore che cambia le regole del gioco.

Ecco come cambia la vita
Fino a ieri, provare a lanciare qualcosa nello spazio dall’Italia era un incubo di scartoffie e incertezze.
Basta attese infinite: l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) diventa il “vigile urbano” e il garante del settore.
I permessi avranno tempi certi.
Chi lancia deve essere assicurato: di base serve una copertura da 100 milioni di euro per eventuali danni (sia in volo che a terra), ma c’è un occhio di riguardo per startup e piccole imprese. Per loro le soglie sono ridotte, così l’innovazione non resta schiacciata dai costi.
Responsabilità chiara: se un satellite italiano combina guai lassù, la legge stabilisce esattamente chi paga e come, proteggendo lo Stato da spese impreviste e dando certezze legali alle aziende.
Non siamo soli in questa corsa, ma con questa mossa ci siamo presi un posto in prima fila.
La Francia ha una sua legge dal 2008 (nata per gestire i lanci dalla Guyana Francese), mentre la Germania sta correndo per approvare la propria normativa e spingere i piccoli lanciatori privati.
L’Italia, però, è tra le prime a concentrarsi così tanto sulla Space Economy, regolando non solo il “volo” ma anche come creare valore economico dai dati che i satelliti inviano sulla Terra.
Molti si chiedono perché serva una legge italiana invece di una europea.
Il motivo è la sovranità: lo spazio è anche una questione di difesa e sicurezza nazionale. Per i trattati internazionali, infatti, l’Italia è responsabile di ciò che i suoi cittadini lanciano nello spazio. Dovevamo quindi, per forza, mettere ordine in casa nostra.
Nel frattempo anche l’Unione Europea sta lavorando a un regolamento comune proprio in questi mesi, ma l’Italia ha giocato d’anticipo. La nostra legge è stata pensata per integrarsi con le future norme europee su sicurezza e sostenibilità.
Ci sono sfide enormi che ci aspettano.
Principalmente proteggere i satelliti dagli hacker è una priorità. Un attacco potrebbe mandare in tilt servizi fondamentali come GPS o transazioni bancarie.
La nuova legge impone regole rigide per non lasciare “spazzatura spaziale” in orbita.
C’è anche il piano per rilanciare la storica Base spaziale Luigi Broglio in Kenya, uno dei primi centri di lancio italiani realizzati negli anni Sessanta. Questa struttura rappresenta una parte importante della storia spaziale italiana e potrebbe tornare a giocare un ruolo strategico nelle attività future.
In paucis verbis, l’Italia ha premuto l’acceleratore.
È un momento storico: lo spazio smette di essere solo un sogno e diventa una realtà concreta, dove le nostre creazioni, dalle startup ai grandi gruppi come Leonardo, possono finalmente competere
ed entrare nella nuova economia delle stelle.
AS