Eicma 2010 – Olimpiadi Roma 1960: 50 anni dopo, premi ai ciclisti che vinsero l’oro

Eicma 2010 e le Olimpiadi di Roma del 1960. A distanza di cinquant’anni da uno degli eventi cruciali dello sport italiano (ricordo indelebile per un’intera generazione che proprio in quegli anni dava vita al “miracolo economico” e cercava di lasciare alle spalle il dramma della seconda Guerra Mondiale), il Salone del motociclo diventa palcoscenico per richiamare alla memoria le immagini indelebili regalate dai ciclisti azzurri, autori di una vera impresa.
Giovedì 4 novembre dalle 16, i padiglioni del ciclo ospiteranno, all’interno della mostra dedicata a Fiorenzo Magni, la premiazione degli atleti vincitori di medaglie d’oro nelle discipline ciclistiche alle Olimpiadi di Roma 1960. Una straordinaria riunione di campioni che si stringeranno intorno a Magni, al quale sarà dedicato un brindisi in vista del suo 90esimo compleanno.
Costantino Ruggiero, direttore generale uscente, lo aveva annunciato nel corso della conferenza stampa di presentazione di Eicma 2010: “Nel 2010 abbiamo deciso di concederci un anno sabbatico rispetto al contesto delle bici, in attesa del grande rilancio pensato e programmato per la prossima edizione: nonostante ciò, anche il ciclismo vivrà giornate di piacevoli novità e iniziative davvero speciali”. Detto, fatto: il ciclismo, nel corso di Roma 1960, regalò al contempo emozioni e soddisfazioni, visto che su sei gare specialistiche, gli atleti azzurri riuscirono a per cinque volte a conquistare il gradino più alto del podio. Primi nella corsa a cronometro a squadre (Livio Trapè, Antonio Bailetti, Ottavio Cogliati, Giacomo Fornoni), primi nel chilometro da fermo e nella velocità (entrambi gli ori a Sante Gaiard oni), primi nel tandem (Sergio Bianchetto e Giuseppe Beghetto), primi nell’inseguimento a squadre (quartetto composto da Marino Vigna, Luigi Arienti, Franco Testa, Mario Vallotto). Di rimando, il Padiglione 4 della Fiera di Milano – Rho verrà pennellato con i colori dei cinque cerchi al fine di tributare a ciascuno dei protagonisti un’accoglienza doverosa. Oltre agli atleti citati, sarà presente (premiato anch’egli) Vittorio Adorni, allora schierato tra le riserve del quartetto su pista ma poi capace di diventare, un anno alla volta, il grande campione in grado di vincere un Giro d’Italia (1965) e laurearsi campione del Mondo (1968).

