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a governare rischi e a leggere i numeri, questa co a governare rischi e a leggere i numeri, questa consapevolezza può essere la differenza tra una crisi personale devastante e una scelta consapevole. Non stiamo parlando di morale. Stiamo parlando di meccanismi.
Dopamina e desiderio: il carburante che nessuno ti ha spiegato
Tutto inizia con la dopamina, il neurotrasmettitore associato alla motivazione e alla ricerca della ricompensa. Contrariamente a quanto si crede, la dopamina non produce piacere: produce il desiderio di ottenerlo. È il neurotrasmettitore della caccia, non della preda. Ed è qui che il cervello inizia il suo gioco.
Studi condotti dalla neurologa Helen Fisher alla Rutgers University hanno dimostrato che nelle persone che riferiscono di “sentirsi attratte” da qualcuno al di fuori della propria relazione, le scansioni fMRI mostrano un’attivazione intensa del nucleo accumbens — lo stesso centro coinvolto nelle dipendenze da sostanze. Non è una coincidenza: il meccanismo è biologicamente identico....continua su www.menchic.it
Il Papillon: Storia, Significato e Come Indossarlo Il Papillon: Storia, Significato e Come Indossarlo Oggi con Classe
Dall’aristocrazia europea alle grandi notti al Metropolitan Opera, il papillon ha attraversato secoli di storia senza mai perdere il suo codice segreto: chi lo porta sa esattamente chi è.
Un nodo che vale più di mille parole
C’è un momento preciso, in ogni serata importante, in cui un uomo si guarda allo specchio e decide chi vuole essere. Non è una questione di abito — quello lo scelgono in molti. È il dettaglio finale, quell’oggetto piccolo e asimmetrico che si annoda attorno al collo con la pazienza di un artigiano e il coraggio di chi non ha paura di distinguersi. Il papillon non è una cravatta con la punta tagliata: è un’altra cosa, un altro mondo, un altro codice. Chi lo indossa comunica senza aprire bocca.
In un’epoca in cui il dress code si è dissolto in un vago «smart casual», in cui i grandi executive si presentano ai board meeting in sneakers da tremila euro e felpa, il papillon ha compiuto il paradosso più elegante di tutti: sopravvivere restringendosi. Non è morto, si è raffinato. Si è ritirato nei contesti che contano davvero — i gala, le prime teatrali, i matrimoni di alto bordo, le cene con capi di Stato — e in quell’esclusività ha trovato la sua seconda giovinezza.
Papillon: le origini di un’icona (e perché il suo DNA è militare)
La storia del papillon inizia, come spesso accade con le cose belle, sul campo di battaglia. Siamo nel XVII secolo, durante la guerra dei Trent’anni (1618–1648). I mercenari croati arruolati nell’esercito francese portavano al collo un fazzoletto annodato, chiamato croatian cloth — che in francese divenne cravate, cravatta. I parigini, con il loro istinto infallibile per l’estetica, ne rimasero affascinati. Luigi XIV lo adottò e lo trasformò in simbolo di status. La corte di Versailles aveva trovato un nuovo giocattolo....continua su www.menchic.it
Ferrari 250 GTO: L’Auto Più Costosa del Mondo Non Ferrari 250 GTO: L’Auto Più Costosa del Mondo Non È un Capriccio. È una Strategia.
Ferrari 250 GTO:
L’Auto Più Costosa del Mondo Non È un Capriccio. È una Strategia.
DI REDAZIONE · MARZO 2026 · 8 MIN DI LETTURA
C’è un momento preciso in cui un’automobile smette di essere un mezzo di trasporto e diventa qualcos’altro: un’opera d’arte, un simbolo di potere, una riserva di valore che sfida il tempo. Per la Ferrari 250 GTO, quel momento è avvenuto nel 1962, sul circuito di Maranello, quando Enzo Ferrari firmò uno dei più grandi capolavori della storia dell’ingegneria italiana. Sessant’anni dopo, quella macchina vale più di quanto valga l’intero catalogo di molte case d’aste.
Se state leggendo queste righe, probabilmente sapete già che la 250 GTO non è un’auto qualunque. Ma forse non sapete ancora perché, nel 2026, possederla — o anche solo capirla — è diventato un fondamentale dell’educazione finanziaria per chiunque operi ai vertici del business internazionale.
«Nel 2019, il Tribunale di Bologna l’ha dichiarata opera d’arte. Un’auto con diritto d’autore: mai successo prima nella storia.»
La Storia: Quando il Genio si Chiama Bizzarrini
Tutto nasce da una sfida regolamentare. Nel 1961, la FIA introduce nuove norme che di fatto escludono le Ferrari più competitive dai campionati GT. Enzo Ferrari risponde con la sola arma che conosce: l’eccellenza. Affida al brillante ingegnere Giotto Bizzarrini il compito di sviluppare una nuova vettura partendo dalla 250 GT SWB. Il risultato è la 250 GTO — dove GTO sta per Gran Turismo Omologato.
La carrozzeria viene sviluppata in galleria del vento all’Università di Pisa e testata duramente a Monza. Il motore è un V12 da 3 litri derivato dalla Testa Rossa, capace di erogare circa 300 cavalli: una cifra ragguardevole per quell’epoca. La fabbrica di Maranello produce solo 36 esemplari tra il 1962 e il 1964. Trentasei. In totale. Mai più.
In pista, la 250 GTO domina: vince il Campionato Mondiale GT nel 1962, 1963 e 1964. .... continua su www.menchic.it
Allenamento Gambe per il Businessman Moderno La Gu Allenamento Gambe per il Businessman Moderno
La Guida Scientifica al Leg Day che Trasforma il Tuo Fisico
1. Perché l’Allenamento delle Gambe è Essenziale per l’Uomo Moderno
Per molti businessman, le gambe rimangono il grande “dimenticato” della routine di allenamento. Ore di seduta in ufficio, riunioni e stress metabolico creano un terreno fertile per l’atrofia muscolare degli arti inferiori. Eppure, allenare correttamente le gambe non è una scelta estetica: è una necessità funzionale.
Fatto Scientifico: Gli esercizi per le gambe stimolano il rilascio di ormoni anabolici come il testosterone e l’IGF-1, migliorando non solo l’aspetto fisico ma anche la salute metabolica generale, la densità ossea e la funzionalità cardiovascolare.
Sviluppare una muscolatura delle gambe forte offre benefici concreti:
Metabolismo Accelerato:
Le gambe contengono i muscoli più grandi del corpo. Allenarli aumenta il metabolismo basale del 15-20%
Equilibrio Ormonale:
Gli squat e gli esercizi pesanti stimolano la produzione di testosterone naturale
Densità Ossea:
Essenziale per prevenire l’osteoporosi negli uomini over 40
Mobilità e Longevità:
Gambe forti mantengono l’indipendenza funzionale in età avanzata
Estetica Completa:
Un fisico armonioso richiede gambe proporzionate
2. Anatomia dei Muscoli delle Gambe: Cosa Stai Costruendo
Per programmare un allenamento efficace, è fondamentale comprendere quali muscoli stai target. Le gambe non sono un’unità monolitica, ma un sistema complesso di gruppi muscolari interconnessi.
Quadricipite (4 capi muscolari)
Situato nella parte anteriore della coscia, il quadricipite è il muscolo più grande delle gambe e responsabile dell’estensione del ginocchio. I suoi quattro capi (retto femorale, vasto mediale, vasto laterale e vasto intermedio) lavorano sinergicamente in movimenti come lo squat e la leg press.
Ischiocrurali (Hamstring)
Localizzati nella parte posteriore della coscia, gli ischiocrurali sono composti da tre muscoli: bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso. Sono cruciali per la flessione del ginocchio e l’estensione dell’anca, e spesso sono sottosviluppati negli uomini sedentari.
Glutei (Massimo, Medio, Minimo)
Il grande gluteo è i
Lo Stretto di Hormuz è Chiuso E il Mondo Sta Già P Lo Stretto di Hormuz è Chiuso
E il Mondo Sta Già Pagando il Conto.
ROMA, 21 MARZO 2026 — Aggiornamento in corso – GEOPOLITICA · ENERGIA · MERCATI GLOBALI
Ventuno navi mercantili colpite. Oltre 150 petroliere all’ancora nei mari adiacenti in attesa di istruzioni. Il traffico di greggio crollato del 97% rispetto ai livelli pre-conflitto. Il prezzo del Brent che ha toccato i 126 dollari al barile — il livello più alto in quattro anni — prima di stabilizzarsi intorno ai 103 dollari. Da quando, il 28 febbraio 2026, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato l’Operazione Epic Fury contro l’Iran, lo Stretto di Hormuz — il passaggio marittimo più strategico del pianeta — è diventato una zona di guerra. E con lui, una fetta significativa dell’economia globale.
Quello che si sta consumando in queste settimane nel Golfo Persico non è una crisi energetica come le altre. È, secondo la quasi totalità degli analisti, la più grande interruzione alle forniture petrolifere mondiali dalla crisi del 1973. Capire cosa sta succedendo — e soprattutto cosa significa per chi fa impresa — è oggi una necessità, non un esercizio accademico.
La Geografia del Potere: Cos’è e Perché Conta
Lo Stretto di Hormuz è uno specchio d’acqua largo appena 34 chilometri nel punto più stretto, compresso tra le coste dell’Iran a nord e quelle di Oman e degli Emirati Arabi Uniti a sud. Le sue corsie di navigazione — due fasce di soli 3 chilometri ciascuna, separate da una zona cuscinetto — rappresentano il collo di bottiglia energetico del mondo.
Attraverso questo canale transitano normalmente circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno: il 20% dell’intero commercio petrolifero mondiale via mare. I principali esportatori sono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait e Qatar. Oltre ai volumi di greggio, lo stretto è arteria per circa il 20% del GNL (gas naturale liquefatto) commerciato a livello globale, il 45% delle esportazioni mondiali di zolfo — componente essenziale nella produzione di fertilizzanti — e ingenti volumi di alluminio, prodotti petrolchimici e materie prime industriali. “Lo Stretto di Hormuz non è solo una corsia importante; è il cancello”, ha dichiarato Nada Sanders, professore
Matrice di Selezione del Personale: Ottimizzazione Matrice di Selezione del Personale: Ottimizzazione e Standardizzazione del Processo di Valutazione per il recruiter
Come la SWOT Analysis applicata alla valutazione dei candidati rivoluziona l’HR moderno
1.Introduzione
Nel contesto attuale del mercato del lavoro, la selezione del personale rappresenta una delle funzioni più critiche per il successo organizzativo. Le aziende si trovano di fronte a una sfida sempre maggiore: identificare i candidati che non solo possiedono le competenze tecniche richieste, ma che siano anche motivati e in grado di integrarsi efficacemente nella cultura aziendale. Per affrontare questa sfida complessa, la matrice di selezione del personale basata sulla SWOT analysis emerge come uno strumento fondamentale per standardizzare e ottimizzare i processi di valutazione.
Questo articolo esplora come l’applicazione di una matrice Competenza-Motivazione possa trasformare il modo in cui le organizzazioni valutano, selezionano e gestiscono i propri talenti.
2.Cos’è la Matrice di Selezione del Personale?
La matrice di selezione del personale è uno strumento visuale e analitico che permette alle organizzazioni di categorizzare i candidati in base a due dimensioni fondamentali: il livello di competenza e il grado di motivazione. Derivata dai principi della SWOT analysis (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats), questa matrice offre una struttura bidimensionale che facilita la classificazione sistematica e oggettiva dei candidati.
La matrice si divide in quattro quadranti distinti, ognuno dei quali rappresenta un profilo di candidato specifico. Questo approccio consente ai selezionatori di passare da una valutazione soggettiva e impressionistica a un processo decisionale strutturato e data-driven. Le organizzazioni che implementano questa metodologia riportano un significativo miglioramento nella qualità delle assunzioni e nella riduzione del turnover.... continua su https://www.menchic.it/.../matrice-di-selezione-del.../
Knitwear di Lusso Uomo: Guida ai Maglioni e Maglie Knitwear di Lusso Uomo: Guida ai Maglioni e Maglieria Pregiata per il Business Executive
Scopri i migliori brand di knitwear di lusso uomo per il 2024: dai maglioni in cashmere alle felpe in merino, la guida definitiva per il businessman che non scende a compromessi con lo stile.
MODA UOMO · STILE · LUSSO
Di Redazione Lifestyle Maschile · Aggiornato: Marzo 2025 · Tempo di lettura: 8 min
Nel guardaroba di un businessman attento alla propria immagine, la maglieria di lusso occupa uno spazio che va ben oltre la semplice funzione termica. Il knitwear pregiato è un linguaggio silenzioso: racconta di gusto raffinato, di attenzione ai dettagli, di una consapevolezza stilistica che non ha bisogno di urlare per farsi sentire. Eppure, nonostante la sua centralità nel vestiario maschile di alto livello, la scelta di un maglione o di un cardigan di qualità è ancora sottovalutata da molti professionisti che investono cifre considerevoli in abiti sartoriali ma trascurano la maglieria.
Questa guida nasce per colmare quel vuoto. Nelle prossime pagine troverete tutto ciò che serve sapere sul knitwear di lusso uomo: dai materiali che fanno davvero la differenza, ai brand che dominano il segmento premium, fino ai consigli pratici su come integrare la maglieria pregiata in un contesto professionale e dopo-ufficio senza perdere un grammo di autorevolezza.
Perché il Knitwear di Lusso È un Investimento, Non una Spesa
Prima di parlare di brand e materiali, vale la pena affrontare una questione di mentalità. Il knitwear di lusso uomo — inteso come maglioni, cardigan, dolcevita e pullover realizzati con fibre nobili e lavorazioni d’eccellenza — ha un costo iniziale elevato che spaventa molti. Un maglione in cashmere di un brand di prima fascia può costare tra i 400 e i 1.500 euro. Una felpa in merino extrafine di Loro Piana supera tranquillamente i 700 euro. Sono cifre che richiedono una riflessione.
Eppure, chi ha già intrapreso questa strada lo conferma: la maglieria pregiata, se acquistata con criterio e curata correttamente, dura anni — spesso decenni. Il costo per utilizzo di un maglione in cashmere di alta gamma, indossato ogni stagione per sei o sette anni, è infinitamente inferio
Mi Faccio l’Aereo Guida definitiva all’aviazione p Mi Faccio l’Aereo
Guida definitiva all’aviazione privata per il businessman moderno: modelli, costi, charter vs proprietà e tutto ciò che devi sapere prima di salire a bordo.
C’è un momento preciso nella vita di un imprenditore in cui il tempo smette di essere una risorsa e diventa la risorsa. Quando le ore di volo su una rotta commerciale affollata significano deal mancati, riunioni cancellate o semplicemente energia bruciata in lounge anonime tra un ritardo e l’altro, la domanda smette di essere “posso permettermi un aereo privato?” e diventa “posso permettermi di non averlo?”
Il mercato dell’aviazione privata è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni. Secondo i dati di settore, nel 2024 il numero di voli privati in Europa ha superato del 18% i livelli pre-pandemia, con l’Italia che si conferma tra i primi cinque mercati continentali per ore volate. I businessman italiani, da sempre attenti al rapporto qualità-prezzo, stanno rivalutando questa opzione con un approccio sempre più analitico. Questo articolo ti guida attraverso tutto ciò che devi sapere: dai modelli di aeromobile più interessanti del momento, alla matematica impietosa che separa il noleggio dalla proprietà.
“Nel privato non paghi il biglietto. Paghi il controllo del tuo tempo.”
Perché l’aviazione privata non è più solo per miliardari
Il grande cambiamento degli ultimi dieci anni non è nei prezzi degli aerei — quelli sono rimasti sostanzialmente stabili in termini reali — ma nell’ecosistema che si è sviluppato attorno all’accesso al volo privato. Oggi esistono almeno quattro modi distinti per volare in privato senza necessariamente possedere un aeromobile, e ciascuno risponde a un profilo di utilizzo diverso.
Il mercato italiano e quello europeo offrono ora soluzioni per chi vola 20 ore l’anno come per chi ne vola 500. La chiave è capire il proprio profilo di utilizzo prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria.
I Modelli di Aereo Privato del Momento: la Guida all’Acquisto... continua su https://www.menchic.it/autoyacht/mi-faccio-laereo/
Guardare arte allena il decision making: lo dice l Guardare arte allena il decision making: lo dice la scienza
Neuroscienze, psicologia cognitiva e studi universitari dimostrano che frequentare musei e gallerie rende i manager più lucidi, empatici e capaci di decidere sotto pressione. Ecco perché i leader più visionari del mondo hanno fatto dell’arte un’abitudine.
Tempo di lettura: 8 minuti | Argomenti: arte, neuroscienze, leadership, decision making
C’è una domanda che Warren Buffett non si aspettava di sentire durante un’intervista: cosa fa nel tempo libero? La risposta, nota agli addetti ai lavori, è rivelatrice: legge, suona il ukulele, visita musei. Non è un caso isolato. Da Jeff Bezos a Elon Musk, da Arianna Huffington a Satya Nadella, molti tra i CEO e imprenditori più influenti del pianeta condividono un’abitudine che a prima vista sembra estranea al business: si espongono regolarmente all’arte.
Coincidenza? Tutt’altro. Negli ultimi vent’anni la ricerca scientifica ha accumulato prove solide su come l’esperienza estetica — guardare un dipinto, sostare davanti a una scultura, perdersi in un’installazione — produca cambiamenti misurabili nel cervello umano. Cambiamenti che si traducono in capacità cognitive superiori: pensiero laterale, tolleranza all’ambiguità, empatia, lucidità sotto pressione. Tutte qualità che fanno la differenza nel momento in cui si deve prendere una decisione difficile.
Questo articolo esplora cosa succede nel cervello di un manager quando guarda arte, quali studi lo dimostrano e come trasformare questa scoperta in un vantaggio competitivo concreto.
Il cervello davanti a un’opera d’arte: cosa succede davvero
Quando osserviamo un’opera d’arte, il cervello non si limita a registrare forme e colori. Si attiva una rete neurale complessa che gli scienziati chiamano Default Mode Network (DMN) — la stessa rete che si accende durante l’introspezione, la pianificazione del futuro e la comprensione degli altri.
Uno studio pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience ha dimostrato che la visione di opere d’arte visiva aumenta significativamente la connettività tra le aree cerebrali associate al pensiero astratto e quelle legate al controllo emotivo. In parole semplici: guardare arte allena il
Perché i Leader Cercano Esperienze Estreme: La Psi Perché i Leader Cercano Esperienze Estreme: La Psicologia del Rischio Calcolato
Dai vertici dell’Himalaya alle acque gelide del Polo Nord, i top executive cercano deliberatamente situazioni al limite. Non è follia: è una strategia di performance. Ecco la scienza e la pratica dietro questa tendenza.
Categoria: Leadership & Performance | Tempo di lettura: ~20 min | Parole chiave: leadership estrema, esperienze limite, performance executive, mindset CEO, rischio calcolato
Sono le 4:47 del mattino. La temperatura è di –22°C. La vetta è ancora a quattro ore di cammino. Marc Andreessen, uno dei venture capitalist più potenti della Silicon Valley, sta pianificando il suo prossimo passo su un versante dell’Aconcagua. Non pensa alle valutazioni delle startup, non controlla l’email. Pensa solo al respiro, alla roccia sotto i ramponi, al vento che prova a disarcionarlo. Tre settimane dopo sarà di nuovo nella sua villa di Atherton, a decidere dove investire miliardi di dollari. E quella mattina sul ghiacciaio argentino sarà stata, dice lui, «la cosa più utile che abbia fatto quest’anno».
La storia si ripete in mille varianti. Jeff Bezos vola nello spazio a bordo di Blue Origin. Elon Musk si lancia in progetti tecnologici che molti definirebbero «imprese suicide». Richard Branson kitesurf in tempesta attraverso l’Oceano Atlantico. Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, scala pareti verticali da quando aveva diciassette anni e non ha mai smesso. Il CEO di JPMorgan Jamie Dimon pratica arti marziali. Ray Dalio medita due volte al giorno e poi tuffa il suo hedge fund nelle scommesse più rischiose dei mercati finanziari.
Questo non è un articolo sugli sport estremi. È un articolo sul perché le menti più performanti del pianeta scelgono sistematicamente di mettersi in situazioni di rischio fisico, disagio psicologico e incertezza radicale. E soprattutto, su cosa accade nel cervello e nel comportamento quando lo fanno — e cosa puoi imparare da questo pattern per elevare la tua leadership.
“Il confine tra sopravvivenza e grandezza è la stessa linea. Devi imparare a starci sopra.” — Bear Grylls, adventurer e executive coach per CEO globali... continua su https://www.menchic.it/.../p
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La nuova Audi S3 svelata al Salone di Parigi 2012 [FOTO]

  • MenchicAD
  • 25 Settembre 2012


Con una potenza di 300 CV (221 kW) e una coppia di 380 Nm, la terza generazione della Audi S3 torna a imporre nuovi standard. La leggera compatta premium, disponibile all’inizio del 2013, coniuga prestazioni dinamiche con innovazioni ed efficienza, concentrando in sé tutta la tecnologia Audi. Il motore a corsa lunga 2.0 TFSI della Audi S3 è stato sviluppato ex novo. La cilindrata di 1.984 cm3 (alesaggio x corsa 82,5 x 92,8 millimetri) è l’unica caratteristica in comune con il suo predecessore, che tra il 2005 e il 2009 è stato eletto per cinque volte consecutive “engine of the year”. Tra i 1.800 e i 5.500 giri questo quattro cilindri sviluppa costantemente 380 Nm sull’albero motore. A 5.500 giri la potenza nominale corrisponde a 300 CV (221 kW); il regime massimo è di 6.800 giri.

Le prestazioni della S3 sono impressionanti. In combinazione con il cambio S tronic, per accelerare da zero a 100 km/h bastano 5,1 secondi, con il cambio manuale sono necessari 5,4 secondi. La velocità massima di 250 km/h, limitata elettronicamente, viene raggiunta in scioltezza. La S3 con S tronic consuma in media 6,9 litri di carburante ogni 100 km (con cambio manuale: 7,0 litri) a fronte di emissioni di 159 (162) grammi di CO2 per km e a una riduzione dei consumi (con il cambio manuale) di 1,5 litri rispetto al modello precedente.

Il potente quattro cilindri è dotato di due alberi di bilanciamento che ruotano con un numero di giri doppio rispetto all’albero motore, garantendo un’elevata fluidità meccanica al propulsore.

Il suono fa vivere emozioni sportive: grazie a un attuatore acustico elettromeccanico sulla parete anteriore è possibile sentire il suono del motore nell’abitacolo. Inoltre il sistema di scarico è dotato di una valvola acustica che si apre a determinati regimi conferendo alla S3 sonorità spiccatamente sportive.

Il motore 2.0 TFSI si distingue in numerosi campi tecnici con soluzioni innovative. Una di esse è l’iniezione indiretta supplementare che integra l’iniezione diretta di benzina FSI nelle fasi di carico parziale, riducendo i consumi e le emissioni di particolato. L’iniezione FSI sviluppa fino a 200 bar e subentra nelle fasi d’avvio e nei carichi elevati.

Nel riempimento delle camere di combustione gli sviluppatori hanno definito nuovi parametri: sul lato di scarico l’Audi valvelift system varia l’alzata delle valvole su due livelli, l’albero a camme sul lato di aspirazione può essere regolato in continuo, secondo le necessità, di 30 gradi rispetto all’angolo di manovella e di 60 gradi sul lato di scarico. La compressione di 9,3:1 è straordinariamente elevata per un motore Turbo.

Il collettore di scarico è integrato nella testa del cilindro, dove entra in contatto con il refrigerante. Questa soluzione abbassa la temperatura del gas di scarico e accelera il riscaldamento dopo l’accensione a freddo, riducendo i consumi durante la fase di avvio a freddo. Inoltre, questo concetto si ripercuote positivamente sui consumi durante la guida sportiva, perché permette di fare a meno dell’arricchimento a pieno carico. Anche il grande turbocompressore è stato sviluppato ex novo. Genera una pressione di alimentazione massima di 1,2 bar e consente una risposta del motore ancora più immediata. L’intercooler ad alte prestazioni integrato nel circuito idraulico riduce sensibilmente la temperatura dell’aria compressa, incrementando la quantità di aria necessaria per la combustione.

Con l’innovativo sistema di gestione termica del 2.0 TFSI, il flusso del refrigerante viene regolato da due diaframmi rotativi riuniti in un modulo. La loro funzione è di portare velocemente l’olio del motore alla temperatura di esercizio dopo l’avvio e di regolare la temperatura del refrigerante tra 85 e 107 gradi centigradi, a seconda della situazione di guida. Con qualsiasi carico e numero di giri, è quindi possibile raggiungere il miglior compromesso fra attriti minimi e miglior rendimento termodinamico.

Il 2.0 TFSI è stato studiato appositamente per le esigenze della nuova Audi S3. Le forze vengono trasmesse all’albero motore tramite pistoni con perni rinforzati e nuovi anelli nonché bielle con nuovi cuscinetti. Sono stati applicati dei rinforzi ai reggispinta principali e al cappello di banco del basamento in ghisa grigia.

La testa del cilindro è composta da una nuova lega di alluminio-silicio particolarmente leggera che si distingue per elevata robustezza e resistenza alla temperatura.

Il nuovo rivestimento dei pistoni e i cuscinetti degli alberi di bilanciamento mantengono bassi gli attriti interni. La pompa dell’olio regolata richiede solo l’energia necessaria per le condizioni di guida del momento.

Nonostante la sua complessità e le elevate prestazioni, il nuovo 2.0 TFSI pesa solamente 148 chilogrammi, vale a dire oltre cinque chilogrammi in meno rispetto al motore precedente. Con 603 millimetri di lunghezza, 678 millimetri di larghezza e 664 millimetri di altezza le dimensioni si dimostrano compatte.

La trasmissione della forza

Nella nuova Audi S3 la trasmissione della forza è affidata a un cambio manuale a sei marce di serie con un alloggiamento leggero in magnesio. In alternativa si può scegliere il cambio S tronic, che si distingue per l’elevato rendimento e la lunghezza del rapporto di trasmissione in sesta. Come nel cambio manuale, le marce inferiori sono corte a vantaggio della dinamicità.

Il cambio S tronic è composto da due aggregati parziali; la regolazione delle marce è effettuata da due frizioni a lamelle. La grande frizione esterna trasmette la coppia agli ingranaggi delle marce 1, 3 e 5 tramite un albero pieno. Attorno all’albero pieno ruota un albero cavo. Quest’ultimo è collegato a una seconda frizione, più piccola, che è alloggiata all’interno della sua sorella maggiore e agisce sugli ingranaggi delle marce 2, 4 e 6 nonché sulla retromarcia.

Entrambi i cambi parziali sono costantemente attivi, ma solo uno di essi è accoppiato al motore. Quando il conducente accelera mentre si trova in terza, nel secondo cambio parziale è già innestata la quarta. Il cambio della marcia avviene tramite l’intervento alternato delle frizioni. Dura solo alcuni centesimi di secondo e si compie in modo così rapido e fluido che quasi non lo si percepisce.

Il cambio S tronic può essere azionato tramite la piccola leva selettrice o per mezzo dei bilancieri al volante opzionali. Oltre ai comandi manuali, sono a disposizione le modalità di esercizio automatico D e S. Al conducente basta premere un pulsante per attivare il “launch control”, che gestisce la partenza con slittamento controllato degli pneumatici, riversando tutta la potenza del motore sulla strada.

La trazione integrale permanente quattro è un componente fisso della trasmissione della forza motrice, grazie al quale il nuovo modello di punta della serie A3 riesce a distinguersi nettamente dalle concorrenti con trazione a due ruote motrici. Con la Audi S3 l’accelerazione in uscita dalle curve può essere effettuata prima e in maggiore sicurezza: la guida è dinamica e stabile in tutte le condizioni, specialmente in caso di pioggia o neve.

Il cuore della trazione quattro è una frizione idraulica a lamelle con comando elettronico; per una ripartizione equilibrata del carico sugli assi, essa è posizionata al fondo dell’albero cardanico, prima del differenziale elettronico sull’assale posteriore.

Al suo interno racchiude un pacco lamellare a bagno d’olio. Le corone d’attrito di metallo sono disposte in successione a coppie: una corona è collegata all’involucro che ruota con l’albero cardanico, l’altra con l’albero di uscita sul differenziale elettronico dell’assale posteriore.

In condizioni di guida normali, la frizione trasmette le forze del motore principalmente alle ruote anteriori. Se si verifica una diminuzione della trazione, la frizione devia la forza senza soluzione di continuità sulle ruote posteriori, compattando i pacchi lamellari nell’arco di pochi millisecondi. La pressione necessaria viene sviluppata molto rapidamente da una pompa a pistoni assiali.

Il telaio

La nuova Audi S3 offre una dinamicità di guida da auto sportiva. Segue la sterzata con precisione e spontaneità, percorre curve di qualsiasi tipo a elevata velocità e con movimenti della carrozzeria minimi. L’handling è preciso, sicuro.

Una delle ragioni di queste prestazioni è la precisa distribuzione dei carichi assiali. Rispetto al modello precedente, l’asse anteriore è stato spostato in avanti di 52 millimetri. Il nuovo 2.0 TFSI, di ben 5 chilogrammi più leggero del motore precedente, è montato con un’inclinazione all’indietro di 12 gradi. Questa disposizione deriva dal pianale modulare trasversale del gruppo, su cui si basa la nuova Audi S3.
Il telaio ausiliario, i supporti oscillanti dell’asse anteriore McPherson, il Crash Management System, i parafanghi anteriori e il cofano sono in alluminio. Insieme, permettono di ridurre il peso di circa 17 chilogrammi. Le sospensioni anteriori hanno una carreggiata di 1.535 millimetri; è presente uno stabilizzatore come sull’asse posteriore.

Un’altra innovazione presente sulla Audi S3 è lo sterzo progressivo. La barra dello sterzo ha un collegamento tale da permettere di variare il rapporto di trasmissione: un po’ più indiretto nella posizione centrale, molto diretto in caso di sterzate decise. Grazie a questa tecnologia, il conducente può apprezzare una gradevole tranquillità sui percorsi rettilinei e una maggiore spontaneità nelle curve strette.

Il potente motore elettrico responsabile della servoassistenza si armonizza perfettamente con le caratteristiche dello sterzo, diminuendo la propria intensità all’aumentare della velocità. Non essendo necessaria energia sui percorsi rettilinei, è possibile una riduzione del consumo di carburante di 0,3 litri per 100 chilometri. Lo sterzo progressivo interagisce con diversi sistemi a bordo della nuova S3, come il consiglio di pausa di serie o gli optional “Audi active lane assist” e l’assistente al parcheggio.

La carreggiata dell’asse posteriore a quattro bracci misura 1.511 millimetri. I suoi bracci longitudinali a forma di lama assorbono le forze motrici e frenanti; a beneficio del comfort di guida, i cuscinetti sono di grandi dimensioni e relativamente elastici. Per contro, i tre bracci trasversali responsabili dell’assorbimento delle forze laterali sono rigidi e fissati alla traversa di acciaio per una migliore dinamica di guida. Rispetto alla A3, tutti i cuscinetti hanno un tensionamento sportivo.

I bracci dell’asse posteriore sono composti da tipologie di acciaio ad alta resistenza, i mozzi delle ruote sono di alluminio. Gli ammortizzatori e le compatte molle elicoidali sono separati, consentendo una risposta sensibile e un ampio volume del bagagliaio. Grazie al telaio sportivo, la carrozzeria si colloca 25 millimetri più in basso rispetto alla A3.

La nuova Audi A3 monta cerchi in lega leggera in misura 7,5 Jx18 con pneumatici in misura 225/40, perfetti per il design a cinque razze parallele caratteristico delle versioni S. Le ruote vengono prodotte con la costosa tecnica del flowforming, in cui il canale del cerchio viene laminato su un cilindro applicando una forte pressione a temperature elevate. Mentre l’impianto modella le ruote grezze, il materiale si indurisce permettendo di ottenere pareti di spessore ridotto: la ruota diventa più leggera e, allo stesso tempo, più solida. Nonostante le prestazioni dinamiche, tutti gli pneumatici contribuiscono all’efficienza della nuova Audi S3 grazie alla loro limitata resistenza all’attrito.

I freni della nuova S3 sono estremamente precisi, la sensazione sul pedale è immediata ed energica. I dischi anteriori autoventilanti hanno un diametro di 340 millimetri; le pinze sono in vernice nera e riportano le scritte S3. Il nuovo freno di stazionamento elettromeccanico, integrato nell’impianto frenante sull’asse posteriore, può essere comandato dal conducente tramite un pulsante.

Il nuovo controllo elettronico della stabilizzazione ESC si presenta in un nuovo grado di evoluzione; la regolazione è estremamente sensibile.

Il controllo della dinamica di guida “Audi drive select” è di serie sulla nuova Audi S3. Questo sistema unisce le caratteristiche del pedale dell’acceleratore elettronico, la comodità dello sterzo progressivo e i punti di innesto dell’S tronic opzionale. Tramite un pulsante il conducente può decidere se impostare questi sistemi sulla modalità comfort, auto, dynamic, efficiency o individual; la modalità individual (a partire da equipaggiamenti con MMI Radio) permette di impostare entro certi limiti il proprio profilo preferito.

Nella modalità efficiency, anche il climatizzatore automatico comfort di serie, il regolatore di velocità o l’“adaptive cruise control”, nonché i proiettori “Audi adaptive light” funzionano in modo da ottimizzare i consumi. Quando il conducente rilascia il pedale dell’acceleratore, il cambio S tronic passa in folle.

Un altro elemento opzionale integrato nelle regolazioni di “Audi drive select” è l’ “Audi magnetic ride”, il sistema di regolazione elettromagnetica degli ammortizzatori. Nei pistoni degli ammortizzatori circola un olio idrocarburico sintetico contenente microscopiche particelle magnetiche. Quando viene applicata tensione a una bobina, le particelle magnetiche si orientano trasversalmente alla direzione del flusso dell’olio, rallentandone il passaggio attraverso i canali del pistone.

La centralina analizza costantemente le condizioni della strada e lo stile del conducente continuando ad adattare le forze ammortizzanti in pochi millisecondi. Il conducente può selezionare tre diverse modalità. Nella modalità normale la S3 procede armoniosamente, mentre nella modalità sportiva aderisce con decisione alla strada. La reazione alla sterzata diventa ancora più immediata e il rollio subisce una notevole limitazione.

La carrozzeria

La costruzione ultraleggera è una delle competenze chiave di Audi. La nuova S3 non supera i 1.395 chilogrammi di peso, un record assoluto nel confronto con la concorrenza. Rispetto al modello precedente, il peso a vuoto è diminuito di 60 chilogrammi. Grazie agli acciai high-tech formati a caldo, la carrozzeria grezza da sola ha subito una riduzione del peso di 28 chilogrammi rispetto al modello precedente; i grandi componenti in alluminio nella parte anteriore completano il concetto di costruzione leggera.

Inoltre, la carrozzeria a tre porte della S3 è decisamente rigida, sicura in caso di impatto e dotata di un’acustica piacevole; il parabrezza fonoassorbente è di serie. Il coefficiente di resistenza aerodinamica Cx corrisponde a solo 0,33. La nuova Audi S3 misura 4.254 millimetri di lunghezza, 1.777 millimetri di larghezza e 1.435 millimetri di altezza. Il passo corrisponde a 2.595 millimetri, 17 millimetri in più rispetto al modello precedente.

Il design esterno

La nuova Audi S3 si impone sulla strada con il suo carattere sportivo ed energico. Tutti gli elementi del suo design sono accurati e incisivi; la forma scultorea e atletica con il cofano ribassato, la caratteristica linea tornado sotto i finestrini e la decisa inclinazione del montante posteriore slanciano la carrozzeria. Audi fornisce come dotazione di serie i fari con tecnologia xeno plus con le luci diurne in tecnologia LED. Anche le luci posteriori piatte, che integrano la luce di arresto adattiva, sono dotate di diodi elettroluminescenti.

La Audi adaptive light allo xeno adatta l’illuminazione nelle curve; inoltre, essendo collegata al navigatore satellitare, lavora in simbiosi con esso offrendo le funzioni di illuminazione per la città, le strade secondarie, l’autostrada, gli incroci e le strade extraurbane. In collegamento con la telecamera anteriore, il limite luce-oscurità dei fari viene adattato automaticamente. Questa funzione rappresenta un importante vantaggio di notte perché migliora la visibilità e la sicurezza.

Una novità assoluta nel segmento delle compatte premium sono i proiettori in tecnologia LED opzionali, finora disponibili solo sulle vetture delle classi superiori. L’illuminazione anabbagliante viene generata da due riflettori a forma libera con un totale di 9 chip LED ad alte prestazioni, gli abbaglianti illuminano attraverso la piastra decorativa in alluminio semilucida con dieci LED al alte prestazioni.

A seconda dell’equipaggiamento, i fari abbaglianti sono ad accensione automatica e le luci di svolta dinamiche, anch’esse in tecnologia LED, illuminano le curve strette. Le luci per le strade secondarie, l’autostrada e le strade extraurbane completano le funzioni comfort di illuminazione. Le all-weather lights (luci che si adattano automaticamente alle condizioni meteo) aumentano la sicurezza in caso di nebbia o neve.

Con la calandra single-frame caratteristica delle versioni S, la Audi S3 esprime il suo carattere sportivo senza compromessi. La cornice è in look alluminio e l’inserto in grigio platino opaco; anche i doppi listelli trasversali orizzontali splendono in look alluminio.

Il paraurti di nuova realizzazione integra nervature doppie in look alluminio nelle prese d’aria laterali. Le grandi prese d’aria con inserti romboidali nero lucido sono incorniciate da profili marcati. In prossimità delle ruote si delineano delle prese d’aria supplementari.

Nella vista laterale spiccano i gusci degli specchietti retrovisivi esterni in look alluminio e i battitacchi pronunciati. Il paraurti posteriore è stato rinnovato. Il diffusore grigio platino racchiude i quattro terminali di scarico ovali con rivestimento cromato. Il grande spoiler posteriore al tetto fornisce una maggiore deportanza sull’asse posteriore. Il posteriore e la griglia single-frame sono ornati dalle targhette S. Tra i 14 colori disponibili per la S3 si distinguono le esclusive vernici cristallizzate nero pantera e blu Estoril.

Gli interni

Gli interni riprendono il design dinamico degli esterni. Un arco a sbalzo avvolge la plancia, che si presenta snella e piatta dando l’impressione di essere sospesa sulla console centrale. Le grandi bocchette di ventilazione circolari, l’elegante pannello di comando del climatizzatore e gli inserti decorativi in alluminio spazzolato opaco o in look 3D nero conferiscono un tocco di raffinatezza. I comandi sono chiari e intuitivi come in tutte le Audi, la qualità dei materiali è eccellente e lo spazio a disposizione è generoso. Il bagagliaio ha un volume di 365 litri, estendibile a 1.100 litri abbattendo lo schienale del divano.

I quadranti della strumentazione sono di colore grigio, mentre le lancette sono bianche. Un’altra particolarità caratteristica delle versioni S è rappresentata dal contagiri, in cui ora è integrato un indicatore della pressione di sovralimentazione. Il sistema d’informazione per il conducente con consiglio di pausa è di serie, il monitor di bordo a scomparsa con comando elettrico (di serie a partire da equipaggiamenti con MMI Radio) si avvia all’accensione con un’esclusiva schermata S3.
Il nuovo volante sportivo multifunzionale in pelle è stato ridisegnato, ha il bordo inferiore appiattito e interagisce con il cambio S tronic tramite i bilancieri in look alluminio. I pedali e i punti d’appoggio per il piede sono in alluminio spazzolato.

Anche i sedili sportivi con cuscino estraibile sono di nuova realizzazione. Sono disponibili tre varianti di rivestimenti. La prima prevede i robusti pannelli laterali in pelle Nappa perla e le sezioni centrali in stoffa. La seconda è una combinazione tra Alcantara traforata e pelle Nappa perla. La terza variante è un accostamento di pelle Velvet e pelle Nappa fine. Su richiesta Audi fornisce anche i sedili sportivi S con appoggiatesta integrato e trapuntatura a rombi.

Gli interni della S3, incluso il cielo, sono neri con accenti creati dalle cuciture in contrasto; in alternativa si può scegliere la Audi design selection bicolore in nero/rosso. Le scritte S sono presenti sulle soglie battitacco, sul volante, sul pomello della leva del cambio e sulla strumentazione. Sulla Audi S3 il climatizzatore automatico comfort con regolazione bi-zona e il pacchetto soluzioni portaoggetti sono di serie.

L’equipaggiamento

Su richiesta, la nuova S3 può essere dotata di tutte le soluzioni innovative disponibili su questa serie di modelli per quanto riguarda infotainment mobile e sistemi di assistenza per il guidatore. Il programma Audi connect include un’ampia gamma di servizi on-line su misura che mettono il conducente in contatto con l’ambiente e con Internet e forniscono importanti informazioni in modo semplice e veloce.

Per l’utilizzo dei nuovi servizi, Audi ha creato diversi elementi di infotainment, tra i quali spicca il sistema di navigazione MMI plus con MMI touch. Questo sistema di alta gamma seduce con un monitor ultrapiatto da sette pollici estraibile con azionamento elettrico e un nuovo sistema di controllo in cui l’MMI touch è integrato nel comando a pulsante/ghiera. Il sistema Audi Phone Box permette di far interagire i telefoni cellulari con la vettura in pieno comfort mentre l’impianto audio di Bang & Olufsen offre una straordinaria esperienza in HiFi; le luci in tecnologia LED mettono in risalto i woofer nelle portiere.

I sistemi di assistenza della S3 derivano direttamente dalla categoria superiore. La gamma include l’“adaptive cruise control” che, in combinazione con il sistema di sicurezza “Audi pre sense front”, al di sotto dei 30 km/h applica autonomamente la forza frenante massima, l’“Audi side assist”, l’“Audi active lane assist” e il riconoscimento dei segnali stradali basato su videocamera.

Sono inoltre disponibili numerosi optional sportivi e per il comfort, tra cui l’“Audi adaptive light”, anche con regolazione dinamica della profondità dei fari, la chiave comfort e il tetto panoramico in vetro.

La Audi S3 sarà disponibile all’inizio del 2013.

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Dai vertici dell’Himalaya alle acque gelide del Polo Nord, i top executive cercano deliberatamente situazioni al limite. Non è follia: è una strategia di performance. Ecco la scienza e la pratica dietro questa tendenza.
Categoria: Leadership & Performance | Tempo di lettura: ~20 min | Parole chiave: leadership estrema, esperienze limite, performance executive, mindset CEO, rischio calcolato
Sono le 4:47 del mattino. La temperatura è di –22°C. La vetta è ancora a quattro ore di cammino. Marc Andreessen, uno dei venture capitalist più potenti della Silicon Valley, sta pianificando il suo prossimo passo su un versante dell’Aconcagua. Non pensa alle valutazioni delle startup, non controlla l’email. Pensa solo al respiro, alla roccia sotto i ramponi, al vento che prova a disarcionarlo. Tre settimane dopo sarà di nuovo nella sua villa di Atherton, a decidere dove investire miliardi di dollari. E quella mattina sul ghiacciaio argentino sarà stata, dice lui, «la cosa più utile che abbia fatto quest’anno».
La storia si ripete in mille varianti. Jeff Bezos vola nello spazio a bordo di Blue Origin. Elon Musk si lancia in progetti tecnologici che molti definirebbero «imprese suicide». Richard Branson kitesurf in tempesta attraverso l’Oceano Atlantico. Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, scala pareti verticali da quando aveva diciassette anni e non ha mai smesso. Il CEO di JPMorgan Jamie Dimon pratica arti marziali. Ray Dalio medita due volte al giorno e poi tuffa il suo hedge fund nelle scommesse più rischiose dei mercati finanziari.
Questo non è un articolo sugli sport estremi. È un articolo sul perché le menti più performanti del pianeta scelgono sistematicamente di mettersi in situazioni di rischio fisico, disagio psicologico e incertezza radicale. E soprattutto, su cosa accade nel cervello e nel comportamento quando lo fanno — e cosa puoi imparare da questo pattern per elevare la tua leadership.
“Il confine tra sopravvivenza e grandezza è la stessa linea. Devi imparare a starci sopra.” — Bear Grylls, adventurer e executive coach per CEO globali... continua su https://www.menchic.it/.../p
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