Menchic
  • STYLE
  • LEISURE
  • AUTO & YACHT
  • SALUTE & FITNESS
  • FINANZA & INVESTIMENTI
  • ARCHIVIO

Categorie

  • ATTUALITÀ
  • AUTO & YACHT
  • FINANZA & INVESTIMENTI
  • LEISURE
  • SALUTE & FITNESS
  • STYLE

Archivio

Social Links
Facebook 0
Instagram 0
Patagonia Cilena: Dove il Mondo Finisce e Ricominc Patagonia Cilena: Dove il Mondo Finisce e Ricomincia
Un viaggio oltre Torres del Paine, lungo la Carretera Austral fino ai ghiacciai dimenticati del Sud. Non un’avventura. Una resa dei conti.
Il vento non chiede il permesso. Arriva da ovest, dall’oceano Pacifico, attraversa tremila chilometri di nulla e ti colpisce in pieno petto mentre sei fermo sul bordo del Mirador Las Torres, a quota 900 metri, con le torri di granito grigio che ti sovrastano come grattacieli nati dalla terra. In quel momento capisci perché la Patagonia non è semplicemente un posto. È una condizione.
Avevo già visto fotografie. Le avevo anche ignorate, convinto che ogni paesaggio estremo finisse per assomigliarsi: ghiaccio, roccia, cielo. Ma la Patagonia cilena ti smonta questa certezza nel giro di poche ore. Non è semplicemente bella. È scomoda, indifferente, più grande di quanto la tua mente riesca a contenere. Ed è esattamente per questo che ci torni.
Torres del Paine: Il Punto di Partenza, Non il Traguardo
Chiunque abbia sentito parlare di Patagonia cilena conosce Torres del Paine. Il parco nazionale che da solo vale il viaggio dall’altra parte del mondo, con le sue tre torri di quarzo rosa, i laghi color smeraldo opaco, i ghiacciai che scendono a leccare l’acqua. Ma limitarsi a Torres del Paine significherebbe fare come chi va a Tokyo e si ferma all’aeroporto.
Il trekking classico, il cosiddetto Circuito W, richiede cinque giorni e una forma fisica decente. Non è per alpinisti estremi, ma nemmeno per chi non ha mai messo piede su un sentiero. Il dislivello è gestibile, il paesaggio cambia ogni curva, e la soddisfazione di arrivare alla base delle Torres all’alba, quando la luce arancione trasforma il granito in qualcosa che sembra vivo, è di quelle che non si dimenticano.... continua su www.menchic.it
Ford GT40: Come un’Americana Sconfisse Ferrari a L Ford GT40: Come un’Americana Sconfisse Ferrari a Le Mans e Diventò il Santo Graal del Collezionismo
Una storia di vendetta industriale, genio ingegneristico e valore finanziario senza precedenti. Perché la Ford GT40 non e solo un’auto da corsa leggendaria: e l’investimento più desiderato nel mondo delle auto d’epoca.
La Sfida Piu Audace della Storia dell’Automobilismo
Correva il 1963 quando Enzo Ferrari rifiuto l’offerta di acquisizione di Ford con un gesto che in Italia si chiamerebbe semplicemente superbia. Henry Ford II, allora presidente della casa di Dearborn, incasso l’affronto con una freddezza tutta americana e decise di rispondere nel solo modo in cui un imprenditore del suo calibro poteva farlo: battere la Ferrari sul suo stesso terreno. Quel terreno era la 24 Ore di Le Mans, la gara di endurance più prestigiosa al mondo, che la Rossa di Maranello dominava incontrastata dal 1960.
Ciò che ne segui e entrato nella leggenda non solo dell’automobilismo, ma del business globale: un progetto da centinaia di milioni di dollari, un team di ingegneri visionari, un prototipo costruito quasi da zero e quattro vittorie consecutive a Le Mans dal 1966 al 1969. La Ford GT40 non era semplicemente un’automobile: era una dichiarazione di potere industriale, un manifesto dell’ambizione americana. E oggi, a quasi sessant’anni di distanza, rappresenta uno degli asset alternativi più ricercati al mondo.
Il Progetto GT40: Ingegneria al Servizio della Vendetta
Ford si affido inizialmente alla britannica Lola Cars e poi a Carroll Shelby, il texano dal cuore d’acciaio che aveva già portato la Cobra a sfidare le Ferrari stradali, per sviluppare una vettura capace di vincere a Le Mans. Il nome GT40 non era un codice di progetto: indicava l’altezza della scocca, appena 40,5 pollici dal suolo, pari a circa 102 centimetri. Una scelta aerodinamica radicale che conferiva all’auto il suo profilo immediatamente riconoscibile e la sua anima quasi brutale.... continua su www.menchic.it
Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trov Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trovare Inefficienze Prima degli Altri
Chi domina i mercati non aspetta le opportunità. Le crea — o meglio, le vede mentre gli altri ancora dormono.
Esiste un concetto nei mercati finanziari che, se compreso davvero, cambia il modo in cui guardi ogni settore, ogni business, ogni conversazione a cena con un imprenditore. Si chiama arbitraggio. E no, non è roba da trader con sei monitor sulla scrivania. È una mentalità. È il modo in cui i migliori operatori del mondo — in finanza come negli affari — costruiscono vantaggi competitivi duraturi.
L’arbitraggio è, in fondo, trovare inefficienze prima degli altri. E questo concetto parla direttamente al mindset imprenditoriale: chi sa leggere i mercati — finanziari o no — prima della massa, guadagna. Chi aspetta la conferma del consenso, paga il prezzo pieno.
In questo articolo analizziamo cos’è l’arbitraggio finanziario, come funziona nella pratica, perché è quasi impossibile da replicare per il retail investor medio, e cosa puoi portare di questa logica nel tuo business.
Cos’è l’Arbitraggio Finanziario (e Perché Non È Quello Che Pensi)
Nella teoria economica classica, l’arbitraggio è l’acquisto simultaneo di un asset su un mercato e la sua vendita su un altro per sfruttare la differenza di prezzo. Zero rischio, profitto garantito. Pura matematica.
In pratica, questa forma “pura” di arbitraggio esiste per frazioni di secondo — giusto il tempo che ci vuole agli algoritmi di high-frequency trading per farla sparire. Se un’azione di Apple quota 178,42 dollari a New York e 178,51 a Londra (convertiti), una macchina compra a NY, vende a Londra, e il gap si chiude prima che tu possa cliccare “conferma ordine”.... continua su www.menchic.it
Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta R Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta Ridisegnando il Concetto di Casa
Non è una fuga. Non è una rinuncia. È una scelta — precisa, consapevole, spesso irreversibile. Negli ultimi anni, una nuova generazione di professionisti, creativi e imprenditori ha cominciato a rispondere alla domanda “dove vivi?” con una risposta che spiazza ancora molti: in barca. Non per qualche settimana d’estate, non tra una regata e l’altra. Stabilmente. Con i propri libri, le proprie abitudini, le proprie vite.
Il fenomeno dei liveaboard — come vengono chiamati coloro che vivono permanentemente a bordo di un’imbarcazione — non è nuovo. Ma ciò che è cambiato negli ultimi anni è il profilo di chi sceglie questa vita e, soprattutto, la qualità dell’esperienza che cerca. Non si tratta più soltanto di velisti incalliti che traversano oceani in solitaria, né di pensionati in cerca di un ritiro economico. Si tratta di persone che hanno deliberatamente scelto di abitare il mondo in modo diverso, ridefinendo dall’interno cosa significhi lusso, comfort, e casa.
Questo articolo è il racconto di quel cambiamento: un viaggio nell’universo della vita a bordo vista non come sacrificio, ma come privilegio.
Il Grande Cambio: Quando la Barca Diventa Casa
Parlare di “vivere in barca” nel 2026 significa parlare di un mercato in piena espansione. Secondo i dati delle principali associazioni nautiche europee, il numero di persone che scelgono l’imbarcazione come residenza primaria è cresciuto in modo costante negli ultimi cinque anni, con un’accelerazione significativa dopo il 2020. La pandemia ha funzionato da catalizzatore: il lavoro da remoto ha sganciato una fetta crescente della popolazione dal vincolo geografico dell’ufficio, e molti hanno colto l’occasione per ripensare radicalmente il proprio habitat.... continua su www.menchic.it
Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Chiudere Accordi di Successo
 comunicazione negoziale è una delle competenze più decisive nel mondo degli affari. Che si tratti di trattare un contratto milionario, definire i termini di una partnership strategica o gestire una crisi con un fornitore, il modo in cui comunicate durante una negoziazione determina l’esito finale. In questo articolo esploriamo le tecniche, i principi e gli errori più comuni nella comunicazione negoziale, con un approccio pratico pensato per chi opera ogni giorno in contesti business ad alta pressione.
Cos’è la Comunicazione Negoziale e Perché è Fondamentale per il Business
La comunicazione negoziale è l’insieme di messaggi verbali, non verbali e paraverbali che due o più parti si scambiano con l’obiettivo di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso. Non si tratta semplicemente di “parlare bene”: è un processo strategico, consapevole e adattivo che integra ascolto attivo, gestione delle emozioni, persuasione e intelligenza relazionale.
Secondo le ricerche di Harvard Law School’s Program on Negotiation, oltre il 70% degli accordi fallisce non per ragioni tecniche o economiche, ma per una comunicazione inefficace tra le parti. I professionisti che padroneggiano la comunicazione negoziale ottengono condizioni migliori, costruiscono relazioni più solide e riducono sensibilmente i tempi di chiusura delle trattative.
In un contesto aziendale sempre più globalizzato e competitivo, saper comunicare in una negoziazione non è un vantaggio opzionale: è un requisito fondamentale per chiunque ricopra ruoli di leadership, vendita, procurement, M&A o sviluppo del business.... continua su www.menchic.it
Grenson: Storia, Artigianalità e Il Segreto delle Grenson: Storia, Artigianalità e Il Segreto delle Scarpe da Uomo Più Ambite d’Inghilterra
Esiste un tipo di uomo che non si accontenta. Che sceglie ogni capo con intenzione, che conosce la differenza tra un tessuto medio e uno straordinario, e che sa riconoscere — al primo sguardo, o al primo passo — una scarpa di qualità autentica. Per quest’uomo, il nome Grenson non ha bisogno di presentazioni. Per tutti gli altri, è tempo di fare una conoscenza che cambierà per sempre il modo in cui guardano ai propri piedi.
Grenson è uno dei marchi di calzature maschili più antichi e rispettati al mondo. Fondato nel 1866 a Rushden, nel Northamptonshire — la contea inglese che è da secoli la capitale mondiale della scarpa — il brand ha attraversato guerre, rivoluzioni industriali, cambiamenti di costume e ondate di moda senza mai perdere la propria identità: quella di un costruttore di scarpe eccezionali, fatto a mano con metodi tradizionali e materiali di prima scelta.
In questo articolo ripercorriamo la storia di Grenson dalle origini ai giorni nostri, esploriamo i segreti della sua manifattura, e spieghiamo perché investire in un paio di scarpe Grenson è una delle decisioni più intelligenti che un businessman possa fare per il proprio guardaroba.
Le Origini: Northampton, 1866
La storia di Grenson inizia con William Green, un calzolaio visionario che nel 1866 aprì la sua bottega a Rushden, nel cuore del Northamptonshire. In quegli anni, la regione era già il centro nevralgico dell’industria calzaturiera britannica: le sue concerie, i suoi artigiani e la tradizione secolare del lavoro del cuoio facevano del Northamptonshire un luogo unico al mondo per la produzione di scarpe di qualità.... continua su www.menchic.it
Short Maschili per il Tempo Libero: La Guida Defin Short Maschili per il Tempo Libero: La Guida Definitiva per Scegliere il Paio Perfetto
Quando il weekend arriva, anche l’uomo più abituato a indossare completi da boardroom merita di liberarsi dal dress code e godersi il proprio tempo con stile. Gli short maschili per il tempo libero non sono più un capo secondario da trattare con superficialità: sono diventati un elemento cardine del guardaroba casual moderno, capace di comunicare gusto, cura e personalità anche fuori dall’ufficio. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere per scegliere il paio di shorts perfetto — dai tessuti ai tagli, dalle occasioni d’uso ai brand da conoscere — perché anche nel relax, il dettaglio fa la differenza.
Perché gli Short Maschili Meritano la Tua Attenzione
Per anni gli short sono stati considerati un capo quasi “senza ambizioni”: qualcosa da indossare solo in spiaggia o durante una partita di tennis, lontano dagli occhi dei colleghi e dei clienti. Oggi il paradigma è cambiato radicalmente. Il concetto di smart casual — e la sua evoluzione verso un lusso informale sempre più sofisticato — ha ridisegnato le regole del gioco. I brand di fascia alta hanno investito in collezioni dedicate al tempo libero che non hanno nulla da invidiare ai capi formali in termini di qualità costruttiva e ricercatezza dei materiali.
Per un businessman abituato a badare ai dettagli — dalla qualità del tessuto della cravatta alla rifinitura delle scarpe — abbassare l’asticella nel weekend non è un’opzione. Scegliere un buon paio di short maschili da tempo libero significa investire nella propria immagine a 360 gradi, anche quando si è in vacanza, al golf club, sulla barca o semplicemente a pranzo fuori città con la famiglia.... continua su www.menchic.it
Longevità e Anti-Aging: il Nuovo Obiettivo dei Top Longevità e Anti-Aging: il Nuovo Obiettivo dei Top Manager
Dal biohacking ai protocolli medici avanzati: come i CEO e i leader aziendali stanno ridefinendo il concetto di salute, performance e longevità come asset strategico.
Longevity & Performance · 18 Marzo 2026 · 8 min lettura
Dormire sette ore, mangiare pulito, allenarsi tre volte a settimana. Fino a qualche anno fa, questo era il massimo a cui poteva aspirare un executive attento alla propria salute. Oggi, la prospettiva è radicalmente cambiata. Nei circoli dell’alta direzione globale — da Silicon Valley a Londra, da Dubai a Milano — il tema della longevità e dell’anti-aging è diventato una priorità strategica, tanto quanto il fatturato del prossimo trimestre.
Non si tratta di vanità. Si tratta di performance, lucidità cognitiva, capacità decisionale e, in ultima analisi, di valore generato per l’azienda. I top manager di nuova generazione sanno che il corpo e la mente sono il loro principale asset competitivo. E come ogni asset che si rispetti, va ottimizzato, monitorato e protetto nel tempo.
“Il corpo è il tuo primo strumento di leadership. Ottimizzarlo non è un lusso — è una responsabilità.”
Longevità Come Strategia: Il Cambio di Paradigma
Per decenni, il modello del manager di successo ha coinciso con quello del manager sacrificato: notti insonni, pasti saltati, stress cronico come medaglia d’onore. Le ricerche degli ultimi anni hanno smontato questa narrativa in modo definitivo. Lo stress ossidativo prolungato, il cortisolo cronicamente elevato e il deficit di sonno non solo danneggiano la salute — riducono concretamente le performance cognitive, la creatività e la qualità delle decisioni strategiche.
Il World Economic Forum ha inserito la salute dei leader tra i fattori critici per la sostenibilità del business a lungo termine. Non è un caso che i fondi di private equity più sofisticati valutino ormai la ‘salute del management team’ come variabile nella due diligence. Un CEO fisicamente e mentalmente al massimo vale di più — e dura di più.... continua su www.menchic.it
Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Vera Leva Competitiva per le Imprese
Nel panorama economico attuale, sempre più dinamico e complesso, le aziende che attraggono e trattengono i migliori talenti non lo fanno soltanto con uno stipendio competitivo. Il welfare aziendale — ovvero l’insieme di benefit, servizi e iniziative che un’impresa mette a disposizione dei propri dipendenti — è diventato uno dei fattori discriminanti nella scelta del datore di lavoro. Eppure, in Italia, molte realtà imprenditoriali ancora lo trattano come un optional. Un errore strategico che, nel 2026, può costare caro.
In questo articolo esploriamo cosa si intende oggi per welfare aziendale, quali sono i benefici concreti per le imprese e per i dipendenti, come cambia il rapporto tra fiscalità e benessere organizzativo, e quali sono le tendenze che stanno ridefinendo il settore.
Cos’è il Welfare Aziendale: Definizione e Perimetro
Il termine welfare aziendale identifica un sistema strutturato di benefit non monetari che le aziende riconoscono ai propri collaboratori, con l’obiettivo di migliorarne la qualità della vita lavorativa ed extra-lavorativa. Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto al concetto tradizionale di retribuzione: non si parla più solo di busta paga, ma di un ecosistema di valore che include salute, famiglia, formazione, tempo libero e molto altro.
Il perimetro del welfare aziendale, oggi, è estremamente ampio. Può includere:
Assistenza sanitaria integrativa e polizze salute
Servizi per la famiglia: asili nido, babysitting, assistenza agli anziani
Formazione professionale e sviluppo personale
Previdenza complementare e fondi pensione
Mobilità sostenibile: abbonamenti trasporti, car sharing, bike to work
Flessibilità oraria e smart working strutturato
Piattaforme di wellbeing: supporto psicologico, fitness, nutrizione
Servizi di convenienza: spesa a domicilio, lavanderia, concierge aziendale... continua su www.menchic.it
Artisti che hanno trasformato tele in patrimoni Da Artisti che hanno trasformato tele in patrimoni
Da zero a cento milioni di dollari: le storie di crescita più straordinarie nel mercato dell’arte contemporanea, raccontate per chi sa riconoscere il valore prima degli altri.
Redazione · Marzo 2026 · 10 min di lettura
Esiste una categoria di investimenti capace di generare rendimenti che nessun indice azionario potrebbe mai replicare: quella dell’arte contemporanea. Non si tratta di nostalgia, né di filantropia. Si tratta di visione. Gli uomini d’affari che negli anni Ottanta acquistarono un Basquiat per ventimila dollari oggi detengono asset da decine di milioni. Quelli che puntarono su Banksy all’alba del Duemila si trovano seduti su fortune. Questa è la storia — dati alla mano — degli artisti che hanno registrato le più straordinarie crescite di valore nella storia del mercato dell’arte contemporanea.
Il mercato dell’arte non segue le regole ordinarie della finanza. I suoi cicli sono più lenti, le sue logiche più complesse, ma i suoi picchi sono spesso inarrivabili per qualsiasi altra asset class. Secondo i dati del Art Basel & UBS Art Market Report, il segmento degli artisti emergenti ha registrato una crescita media annua del 18% negli ultimi cinque anni, superando con margine ampio i rendimenti degli indici azionari tradizionali. Le opere di artisti under 40 con quotazioni iniziali tra i 10.000 e i 50.000 euro hanno mostrato apprezzamenti medi del 150% su un orizzonte quinquennale, con punte del 400% per gli artisti poi consacrati dal sistema museale internazionale.
Ma per comprendere davvero il potenziale di questo mercato, è necessario guardare ai casi emblematici: le parabole di crescita che hanno ridefinito la nozione stessa di valore nell’arte del nostro tempo.... continua su www.menchic.it
0
0
Menchic
Menchic
  • STYLE
  • LEISURE
  • AUTO & YACHT
  • SALUTE & FITNESS
  • FINANZA & INVESTIMENTI
  • ATTUALITÀ

Vogue fashion’s night out, torna a Milano l’8 settembre. Il programma

  • MenchicAD
  • 14 Luglio 2011

montenapoleone-vogue-fashion-night-out-milano-8-settembre
Dopo il grande successo del 2009 e del 2010, il Comune di Milano e Vogue Italia annunciano l’edizione 2011 della Vogue Fashion’s Night Out il prossimo 8 settembre. L’evento, organizzato da Vogue Italia in collaborazione con il Comune di Milano, vuole avvicinare il mondo della moda al grande pubblico, creando un’occasione unica di incontro con gli stilisti e i principali protagonisti del fashion. È un’iniziativa Condé Nast di respiro internazionale, che coinvolge ogni anno un numero sempre crescente di Paesi: dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Cina alla Corea.

L’8 settembre sarà una data speciale non solo per gli appassionati di shopping, ma per tutti coloro che vorranno vivere la propria città sotto una luce completamente diversa, grazie agli eventi, ai party esclusivi e alle mostre che animeranno le principali vie del centro.

Scenari della manifestazione saranno il famoso quadrilatero della moda – da via Montenapolene a via Manzoni, da via della Spiga a corso Venezia – e l’intero quartiere di Brera – che per l’occasione sarà animato in ogni via da musica classica, jazz e dj set – già protagonisti delle scorse edizioni. Grazie al contributo di Trenord la musica sarà protagonista anche nella stazione di Cadorna ed in Piazza S.Babila dove si alterneranno live performance di band, espressioni di generi musicali diversi. Quest’anno saranno coinvolti nella Vogue Fashion’s Night Out anche corso Vercelli, via Belfiore e corso Genova. Dalle ore 19.00 alle 23.30, in queste zone i negozi resteranno aperti e sarà possibile incontrare stilisti, modelli e redattori di Vogue e Vogue.it, che daranno ai visitatori preziosi suggerimenti di stile per il loro shopping. Allestimenti ad hoc nei punti vendita, cocktail party, concerti e mostre faranno da cornice a questo appuntamento attesissimo, che ogni anno vede migliaia di persone invadere festosamente gli oltre 600 negozi aperti nelle strade della città.

Tutte le più importanti griffe aderiranno all’evento, da Armani a Zegna, da Moschino a Tod’s; e non mancheranno le più rinomate boutiques cittadine tra cui Banner, Biffi, Pupi Solari, 10 Corso Como e i corner store di Rinascente, Coin ed Excelsior-Mi.

Molte griffe realizzeranno un oggetto speciale in limited edition firmato VFNO, il cui ricavato sarà utilizzato per finanziare l’intervento di recupero e valorizzazione di una cascina milanese, i proventi dell’edizione 2010 sono stati invece devoluti a favore della realizzazione e sistemazione del giardino pubblico del Villaggio Barona. In particolare, l’edizione 2011 offre per la prima volta la possibilità di acquistare in anteprima le t-shirt ufficiali Vogue Fashion’s Night Out, realizzate con materiale ecosostenibile, disponibili in esclusiva sul sito del retailer multimediale QVC (http://www.qvc.it)

vogue-fashioon

Per offrire ulteriori occasioni di incontro, oltre ai negozi prolungheranno il loro orario di apertura anche il Museo del Risorgimento e palazzo Morando – Costume, Moda, Immagine, che resteranno aperti fino alle ore 23.30. Palazzo Morando, inoltre, sarà la prestigiosa sede di un’esclusiva mostra fotografica, Watch&Click, organizzata da Vogue Gioiello in collaborazione con Assorologi, l’associazione italiana che raccoglie i più prestigiosi marchi di orologi. Watch &Click è il frutto di un’iniziativa lanciata su Vogue.it dal direttore Franca Sozzani, per valorizzare i giovani talenti della fotografia attraverso una riflessione sul tema del “tempo”.
Palazzo Morando aprirà le porte ai visitatori della mostra l’8 settembre alle ore 18,00  con un cocktail offerto da Campari, official drink di Vogue Fashion’s Night Out 2011, e l’esposizione sarà aperta al pubblico fino a data da definirsi.

“Moda, cultura e solidarietà. Tre espressioni della sensibilità umana che si declinano all’interno di uno stesso evento per offrire, insieme al divertimento, l’opportunità di nuove connessioni tra mondi solo apparentemente lontani”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Expo, Moda e Design Stefano Boeri. “Vogue Fashion’s Night Out, infatti, è un evento che non solo promuove l’incontro tra la città e uno dei suoi più importanti settori produttivi, ma offre anche proposte culturali di qualità e segnala un’attenzione particolare all’ambiente e alla sostenibilità delle scelte sul futuro della nostra città”.

“Siamo felici di proporre alla città un evento che vede ogni anno sempre maggior partecipazione”, dice il direttore di Vogue Italia Franca Sozzani. “Questo appuntamento è un segno importante del nostro impegno per avvicinare il mondo della moda – spesso percepito come lontano ed esclusivo – a tutte le persone appassionate e curiose. Al tempo stesso, Vogue Fashion’s Night Out rappresenta un grande momento di festa collettiva capace di dare alla città nuova luce e nuova energia”.

Sul sito dedicato a Vogue Fashion’s Night Out  che sarà aggiornato costantemente con tutte le novità dell’iniziativa, è già possibile votare per il Campari Red Passion Prize. Il prestigioso riconoscimento, giunto alla sua seconda edizione, oltre a scegliere un grande nome quale rappresentante perfetto della Red Passion, vuole celebrare l’eccellenza nell’Italian Style e sarà tributato quest’anno all’uomo (Riccardo Scamarcio, Claudio Santamaria, Elio Germano, Matteo Marzotto, Lapo Elkann e Francesco Bianconi) e alla donna (Bianca Balti, Olivia Palermo, Maria Carla Boscono, Alba Rohrwacher, Bianca Brandolini d’Adda, Valeria Golino) che hanno raggiunto livelli di eccellenza nella moda e nello stile. Saranno i lettori a decidere chi riceverà il premio, scegliendo il personaggio che meglio si distingue per la sua passione ed eleganza.

Da sempre legata al mondo della moda, Lancia condivide il concetto di “Vogue Fashion’s Night Out” ed esporrà alcuni esemplari della nuova Lancia Ypsilon – la “Fashion City-Car” per eccellenza – nei pressi di Via Montenapoleone, dove  il pubblico potrà assistere alle performance di dj e cantanti e vivere intense emozioni grazie a una spettacolare installazione firmata Lancia che illuminerà la notte. Anche Caffè Vergnano, event supporter di VFNO, celebrerà l’eccellenza del made in Italy allestendo alcuni punti degustazione tra boutique e cortili, per dare a tutti l’opportunità di assaggiare E’spresso: il nuovo “caffè espresso all’italiana” in capsule ecocompatibili. Infine, le edicole del centro saranno aperte e si potrà acquistare il numero di Vogue a prezzo speciale, con allegata la cartina VFNO del centro di Milano – realizzata con la collaborazione di Lancia – per orientarsi nel cuore della notte di Vogue.

Il 15 settembre, per la prima volta, la Vogue Fashion’s Night Out debutterà anche a Roma. L’evento moda di riferimento per le città, assolutamente originale nel panorama fashion, quest’anno sarà ospitato – oltre che dall’Italia – anche da diciassette Paesi nel mondo che hanno confermato la partecipazione a settembre (tranne Tokyo che organizza la Fashion Night Out a novembre) dando così il loro sostegno al mondo dello stile: 6 settembre Mosca, 7 Madrid, 8 Milano, New York, Parigi, Londra, Sydney, Berlino, Città del Messico, Lisbona, 9 Düsseldorf, 10 Nuova Delhi, 11 Shanghai, 12 San Paolo, 13 Rio, 15 Roma, Atene, Istanbul, 17 Taipei, 20 Salonicco, 21 Seoul, 5 novembre Tokyo.

Total
0
Shares
Share 0
Articolo Precedente
  • LEISURE

FREAKS, la Miglior serie TV italiana dell’anno sbarca al Giffoni Film Festival 2011

  • MenchicAD
  • 14 Luglio 2011
Visualizza Post
Articolo Successivo
  • LEISURE

Biagio Antonacci, concerto evento in piazza San Marco a Venezia

  • MenchicAD
  • 15 Luglio 2011
Visualizza Post
You May Also Like
Visualizza Post
  • ATTUALITÀ

Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Vera Leva Competitiva per le Imprese

  • MenchicAD
  • 26 Marzo 2026
Visualizza Post
  • ATTUALITÀ

Lo Stretto di Hormuz è Chiuso.

  • MenchicAD
  • 22 Marzo 2026
Visualizza Post
  • ATTUALITÀ

Vacanze estive 2026: la guerra in Iran, il caro voli e il grande rebus della pianificazione

  • MenchicAD
  • 17 Marzo 2026
Visualizza Post
  • ATTUALITÀ

Costituzione Spaziale. Una vera norma già in vigore che cambia le regole del gioco

  • MenchicAD
  • 9 Marzo 2026
Visualizza Post
  • ATTUALITÀ

Prezzo degli Energetici nel 2026: mercato globale tra tensioni geopolitiche, volatilità estrema e previsioni di medio termine

  • MenchicAD
  • 5 Marzo 2026
Visualizza Post
  • ATTUALITÀ

Crisi con l’Iran e Prezzo del Petrolio: Rischi, Opportunità e Scenari per il Business Globale

  • MenchicAD
  • 2 Marzo 2026
Visualizza Post
  • ATTUALITÀ

Cos’è la Mindfulness e Perché Conta nel Business

  • MenchicAD
  • 1 Marzo 2026
Visualizza Post
  • ATTUALITÀ

Come gli uomini stanno riscrivendo la mascolinità nel 2026: trend culturali, stili di vita e nuovi modelli identitari

  • MenchicAD
  • 21 Febbraio 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tranding Posts
  • 1
    Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trovare Inefficienze Prima degli Altri
    • 28 Marzo 2026
  • 2
    Patagonia Cilena: Dove il Mondo Finisce e Ricomincia
    • 28 Marzo 2026
  • 3
    Ford GT40: Come un’Americana Sconfisse Ferrari a Le Mans e Diventò il Santo Graal del Collezionismo
    • 28 Marzo 2026
  • 4
    Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta Ridisegnando il Concetto di Casa
    • 27 Marzo 2026
  • 5
    Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Chiudere Accordi di Successo
    • 27 Marzo 2026

Iscriviti alla nostra newsletter

Iscriviti
Patagonia Cilena: Dove il Mondo Finisce e Ricominc Patagonia Cilena: Dove il Mondo Finisce e Ricomincia
Un viaggio oltre Torres del Paine, lungo la Carretera Austral fino ai ghiacciai dimenticati del Sud. Non un’avventura. Una resa dei conti.
Il vento non chiede il permesso. Arriva da ovest, dall’oceano Pacifico, attraversa tremila chilometri di nulla e ti colpisce in pieno petto mentre sei fermo sul bordo del Mirador Las Torres, a quota 900 metri, con le torri di granito grigio che ti sovrastano come grattacieli nati dalla terra. In quel momento capisci perché la Patagonia non è semplicemente un posto. È una condizione.
Avevo già visto fotografie. Le avevo anche ignorate, convinto che ogni paesaggio estremo finisse per assomigliarsi: ghiaccio, roccia, cielo. Ma la Patagonia cilena ti smonta questa certezza nel giro di poche ore. Non è semplicemente bella. È scomoda, indifferente, più grande di quanto la tua mente riesca a contenere. Ed è esattamente per questo che ci torni.
Torres del Paine: Il Punto di Partenza, Non il Traguardo
Chiunque abbia sentito parlare di Patagonia cilena conosce Torres del Paine. Il parco nazionale che da solo vale il viaggio dall’altra parte del mondo, con le sue tre torri di quarzo rosa, i laghi color smeraldo opaco, i ghiacciai che scendono a leccare l’acqua. Ma limitarsi a Torres del Paine significherebbe fare come chi va a Tokyo e si ferma all’aeroporto.
Il trekking classico, il cosiddetto Circuito W, richiede cinque giorni e una forma fisica decente. Non è per alpinisti estremi, ma nemmeno per chi non ha mai messo piede su un sentiero. Il dislivello è gestibile, il paesaggio cambia ogni curva, e la soddisfazione di arrivare alla base delle Torres all’alba, quando la luce arancione trasforma il granito in qualcosa che sembra vivo, è di quelle che non si dimenticano.... continua su www.menchic.it
Ford GT40: Come un’Americana Sconfisse Ferrari a L Ford GT40: Come un’Americana Sconfisse Ferrari a Le Mans e Diventò il Santo Graal del Collezionismo
Una storia di vendetta industriale, genio ingegneristico e valore finanziario senza precedenti. Perché la Ford GT40 non e solo un’auto da corsa leggendaria: e l’investimento più desiderato nel mondo delle auto d’epoca.
La Sfida Piu Audace della Storia dell’Automobilismo
Correva il 1963 quando Enzo Ferrari rifiuto l’offerta di acquisizione di Ford con un gesto che in Italia si chiamerebbe semplicemente superbia. Henry Ford II, allora presidente della casa di Dearborn, incasso l’affronto con una freddezza tutta americana e decise di rispondere nel solo modo in cui un imprenditore del suo calibro poteva farlo: battere la Ferrari sul suo stesso terreno. Quel terreno era la 24 Ore di Le Mans, la gara di endurance più prestigiosa al mondo, che la Rossa di Maranello dominava incontrastata dal 1960.
Ciò che ne segui e entrato nella leggenda non solo dell’automobilismo, ma del business globale: un progetto da centinaia di milioni di dollari, un team di ingegneri visionari, un prototipo costruito quasi da zero e quattro vittorie consecutive a Le Mans dal 1966 al 1969. La Ford GT40 non era semplicemente un’automobile: era una dichiarazione di potere industriale, un manifesto dell’ambizione americana. E oggi, a quasi sessant’anni di distanza, rappresenta uno degli asset alternativi più ricercati al mondo.
Il Progetto GT40: Ingegneria al Servizio della Vendetta
Ford si affido inizialmente alla britannica Lola Cars e poi a Carroll Shelby, il texano dal cuore d’acciaio che aveva già portato la Cobra a sfidare le Ferrari stradali, per sviluppare una vettura capace di vincere a Le Mans. Il nome GT40 non era un codice di progetto: indicava l’altezza della scocca, appena 40,5 pollici dal suolo, pari a circa 102 centimetri. Una scelta aerodinamica radicale che conferiva all’auto il suo profilo immediatamente riconoscibile e la sua anima quasi brutale.... continua su www.menchic.it
Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trov Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trovare Inefficienze Prima degli Altri
Chi domina i mercati non aspetta le opportunità. Le crea — o meglio, le vede mentre gli altri ancora dormono.
Esiste un concetto nei mercati finanziari che, se compreso davvero, cambia il modo in cui guardi ogni settore, ogni business, ogni conversazione a cena con un imprenditore. Si chiama arbitraggio. E no, non è roba da trader con sei monitor sulla scrivania. È una mentalità. È il modo in cui i migliori operatori del mondo — in finanza come negli affari — costruiscono vantaggi competitivi duraturi.
L’arbitraggio è, in fondo, trovare inefficienze prima degli altri. E questo concetto parla direttamente al mindset imprenditoriale: chi sa leggere i mercati — finanziari o no — prima della massa, guadagna. Chi aspetta la conferma del consenso, paga il prezzo pieno.
In questo articolo analizziamo cos’è l’arbitraggio finanziario, come funziona nella pratica, perché è quasi impossibile da replicare per il retail investor medio, e cosa puoi portare di questa logica nel tuo business.
Cos’è l’Arbitraggio Finanziario (e Perché Non È Quello Che Pensi)
Nella teoria economica classica, l’arbitraggio è l’acquisto simultaneo di un asset su un mercato e la sua vendita su un altro per sfruttare la differenza di prezzo. Zero rischio, profitto garantito. Pura matematica.
In pratica, questa forma “pura” di arbitraggio esiste per frazioni di secondo — giusto il tempo che ci vuole agli algoritmi di high-frequency trading per farla sparire. Se un’azione di Apple quota 178,42 dollari a New York e 178,51 a Londra (convertiti), una macchina compra a NY, vende a Londra, e il gap si chiude prima che tu possa cliccare “conferma ordine”.... continua su www.menchic.it
Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta R Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta Ridisegnando il Concetto di Casa
Non è una fuga. Non è una rinuncia. È una scelta — precisa, consapevole, spesso irreversibile. Negli ultimi anni, una nuova generazione di professionisti, creativi e imprenditori ha cominciato a rispondere alla domanda “dove vivi?” con una risposta che spiazza ancora molti: in barca. Non per qualche settimana d’estate, non tra una regata e l’altra. Stabilmente. Con i propri libri, le proprie abitudini, le proprie vite.
Il fenomeno dei liveaboard — come vengono chiamati coloro che vivono permanentemente a bordo di un’imbarcazione — non è nuovo. Ma ciò che è cambiato negli ultimi anni è il profilo di chi sceglie questa vita e, soprattutto, la qualità dell’esperienza che cerca. Non si tratta più soltanto di velisti incalliti che traversano oceani in solitaria, né di pensionati in cerca di un ritiro economico. Si tratta di persone che hanno deliberatamente scelto di abitare il mondo in modo diverso, ridefinendo dall’interno cosa significhi lusso, comfort, e casa.
Questo articolo è il racconto di quel cambiamento: un viaggio nell’universo della vita a bordo vista non come sacrificio, ma come privilegio.
Il Grande Cambio: Quando la Barca Diventa Casa
Parlare di “vivere in barca” nel 2026 significa parlare di un mercato in piena espansione. Secondo i dati delle principali associazioni nautiche europee, il numero di persone che scelgono l’imbarcazione come residenza primaria è cresciuto in modo costante negli ultimi cinque anni, con un’accelerazione significativa dopo il 2020. La pandemia ha funzionato da catalizzatore: il lavoro da remoto ha sganciato una fetta crescente della popolazione dal vincolo geografico dell’ufficio, e molti hanno colto l’occasione per ripensare radicalmente il proprio habitat.... continua su www.menchic.it
Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Chiudere Accordi di Successo
 comunicazione negoziale è una delle competenze più decisive nel mondo degli affari. Che si tratti di trattare un contratto milionario, definire i termini di una partnership strategica o gestire una crisi con un fornitore, il modo in cui comunicate durante una negoziazione determina l’esito finale. In questo articolo esploriamo le tecniche, i principi e gli errori più comuni nella comunicazione negoziale, con un approccio pratico pensato per chi opera ogni giorno in contesti business ad alta pressione.
Cos’è la Comunicazione Negoziale e Perché è Fondamentale per il Business
La comunicazione negoziale è l’insieme di messaggi verbali, non verbali e paraverbali che due o più parti si scambiano con l’obiettivo di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso. Non si tratta semplicemente di “parlare bene”: è un processo strategico, consapevole e adattivo che integra ascolto attivo, gestione delle emozioni, persuasione e intelligenza relazionale.
Secondo le ricerche di Harvard Law School’s Program on Negotiation, oltre il 70% degli accordi fallisce non per ragioni tecniche o economiche, ma per una comunicazione inefficace tra le parti. I professionisti che padroneggiano la comunicazione negoziale ottengono condizioni migliori, costruiscono relazioni più solide e riducono sensibilmente i tempi di chiusura delle trattative.
In un contesto aziendale sempre più globalizzato e competitivo, saper comunicare in una negoziazione non è un vantaggio opzionale: è un requisito fondamentale per chiunque ricopra ruoli di leadership, vendita, procurement, M&A o sviluppo del business.... continua su www.menchic.it
Grenson: Storia, Artigianalità e Il Segreto delle Grenson: Storia, Artigianalità e Il Segreto delle Scarpe da Uomo Più Ambite d’Inghilterra
Esiste un tipo di uomo che non si accontenta. Che sceglie ogni capo con intenzione, che conosce la differenza tra un tessuto medio e uno straordinario, e che sa riconoscere — al primo sguardo, o al primo passo — una scarpa di qualità autentica. Per quest’uomo, il nome Grenson non ha bisogno di presentazioni. Per tutti gli altri, è tempo di fare una conoscenza che cambierà per sempre il modo in cui guardano ai propri piedi.
Grenson è uno dei marchi di calzature maschili più antichi e rispettati al mondo. Fondato nel 1866 a Rushden, nel Northamptonshire — la contea inglese che è da secoli la capitale mondiale della scarpa — il brand ha attraversato guerre, rivoluzioni industriali, cambiamenti di costume e ondate di moda senza mai perdere la propria identità: quella di un costruttore di scarpe eccezionali, fatto a mano con metodi tradizionali e materiali di prima scelta.
In questo articolo ripercorriamo la storia di Grenson dalle origini ai giorni nostri, esploriamo i segreti della sua manifattura, e spieghiamo perché investire in un paio di scarpe Grenson è una delle decisioni più intelligenti che un businessman possa fare per il proprio guardaroba.
Le Origini: Northampton, 1866
La storia di Grenson inizia con William Green, un calzolaio visionario che nel 1866 aprì la sua bottega a Rushden, nel cuore del Northamptonshire. In quegli anni, la regione era già il centro nevralgico dell’industria calzaturiera britannica: le sue concerie, i suoi artigiani e la tradizione secolare del lavoro del cuoio facevano del Northamptonshire un luogo unico al mondo per la produzione di scarpe di qualità.... continua su www.menchic.it
Short Maschili per il Tempo Libero: La Guida Defin Short Maschili per il Tempo Libero: La Guida Definitiva per Scegliere il Paio Perfetto
Quando il weekend arriva, anche l’uomo più abituato a indossare completi da boardroom merita di liberarsi dal dress code e godersi il proprio tempo con stile. Gli short maschili per il tempo libero non sono più un capo secondario da trattare con superficialità: sono diventati un elemento cardine del guardaroba casual moderno, capace di comunicare gusto, cura e personalità anche fuori dall’ufficio. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere per scegliere il paio di shorts perfetto — dai tessuti ai tagli, dalle occasioni d’uso ai brand da conoscere — perché anche nel relax, il dettaglio fa la differenza.
Perché gli Short Maschili Meritano la Tua Attenzione
Per anni gli short sono stati considerati un capo quasi “senza ambizioni”: qualcosa da indossare solo in spiaggia o durante una partita di tennis, lontano dagli occhi dei colleghi e dei clienti. Oggi il paradigma è cambiato radicalmente. Il concetto di smart casual — e la sua evoluzione verso un lusso informale sempre più sofisticato — ha ridisegnato le regole del gioco. I brand di fascia alta hanno investito in collezioni dedicate al tempo libero che non hanno nulla da invidiare ai capi formali in termini di qualità costruttiva e ricercatezza dei materiali.
Per un businessman abituato a badare ai dettagli — dalla qualità del tessuto della cravatta alla rifinitura delle scarpe — abbassare l’asticella nel weekend non è un’opzione. Scegliere un buon paio di short maschili da tempo libero significa investire nella propria immagine a 360 gradi, anche quando si è in vacanza, al golf club, sulla barca o semplicemente a pranzo fuori città con la famiglia.... continua su www.menchic.it
Longevità e Anti-Aging: il Nuovo Obiettivo dei Top Longevità e Anti-Aging: il Nuovo Obiettivo dei Top Manager
Dal biohacking ai protocolli medici avanzati: come i CEO e i leader aziendali stanno ridefinendo il concetto di salute, performance e longevità come asset strategico.
Longevity & Performance · 18 Marzo 2026 · 8 min lettura
Dormire sette ore, mangiare pulito, allenarsi tre volte a settimana. Fino a qualche anno fa, questo era il massimo a cui poteva aspirare un executive attento alla propria salute. Oggi, la prospettiva è radicalmente cambiata. Nei circoli dell’alta direzione globale — da Silicon Valley a Londra, da Dubai a Milano — il tema della longevità e dell’anti-aging è diventato una priorità strategica, tanto quanto il fatturato del prossimo trimestre.
Non si tratta di vanità. Si tratta di performance, lucidità cognitiva, capacità decisionale e, in ultima analisi, di valore generato per l’azienda. I top manager di nuova generazione sanno che il corpo e la mente sono il loro principale asset competitivo. E come ogni asset che si rispetti, va ottimizzato, monitorato e protetto nel tempo.
“Il corpo è il tuo primo strumento di leadership. Ottimizzarlo non è un lusso — è una responsabilità.”
Longevità Come Strategia: Il Cambio di Paradigma
Per decenni, il modello del manager di successo ha coinciso con quello del manager sacrificato: notti insonni, pasti saltati, stress cronico come medaglia d’onore. Le ricerche degli ultimi anni hanno smontato questa narrativa in modo definitivo. Lo stress ossidativo prolungato, il cortisolo cronicamente elevato e il deficit di sonno non solo danneggiano la salute — riducono concretamente le performance cognitive, la creatività e la qualità delle decisioni strategiche.
Il World Economic Forum ha inserito la salute dei leader tra i fattori critici per la sostenibilità del business a lungo termine. Non è un caso che i fondi di private equity più sofisticati valutino ormai la ‘salute del management team’ come variabile nella due diligence. Un CEO fisicamente e mentalmente al massimo vale di più — e dura di più.... continua su www.menchic.it
Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Vera Leva Competitiva per le Imprese
Nel panorama economico attuale, sempre più dinamico e complesso, le aziende che attraggono e trattengono i migliori talenti non lo fanno soltanto con uno stipendio competitivo. Il welfare aziendale — ovvero l’insieme di benefit, servizi e iniziative che un’impresa mette a disposizione dei propri dipendenti — è diventato uno dei fattori discriminanti nella scelta del datore di lavoro. Eppure, in Italia, molte realtà imprenditoriali ancora lo trattano come un optional. Un errore strategico che, nel 2026, può costare caro.
In questo articolo esploriamo cosa si intende oggi per welfare aziendale, quali sono i benefici concreti per le imprese e per i dipendenti, come cambia il rapporto tra fiscalità e benessere organizzativo, e quali sono le tendenze che stanno ridefinendo il settore.
Cos’è il Welfare Aziendale: Definizione e Perimetro
Il termine welfare aziendale identifica un sistema strutturato di benefit non monetari che le aziende riconoscono ai propri collaboratori, con l’obiettivo di migliorarne la qualità della vita lavorativa ed extra-lavorativa. Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto al concetto tradizionale di retribuzione: non si parla più solo di busta paga, ma di un ecosistema di valore che include salute, famiglia, formazione, tempo libero e molto altro.
Il perimetro del welfare aziendale, oggi, è estremamente ampio. Può includere:
Assistenza sanitaria integrativa e polizze salute
Servizi per la famiglia: asili nido, babysitting, assistenza agli anziani
Formazione professionale e sviluppo personale
Previdenza complementare e fondi pensione
Mobilità sostenibile: abbonamenti trasporti, car sharing, bike to work
Flessibilità oraria e smart working strutturato
Piattaforme di wellbeing: supporto psicologico, fitness, nutrizione
Servizi di convenienza: spesa a domicilio, lavanderia, concierge aziendale... continua su www.menchic.it
Artisti che hanno trasformato tele in patrimoni Da Artisti che hanno trasformato tele in patrimoni
Da zero a cento milioni di dollari: le storie di crescita più straordinarie nel mercato dell’arte contemporanea, raccontate per chi sa riconoscere il valore prima degli altri.
Redazione · Marzo 2026 · 10 min di lettura
Esiste una categoria di investimenti capace di generare rendimenti che nessun indice azionario potrebbe mai replicare: quella dell’arte contemporanea. Non si tratta di nostalgia, né di filantropia. Si tratta di visione. Gli uomini d’affari che negli anni Ottanta acquistarono un Basquiat per ventimila dollari oggi detengono asset da decine di milioni. Quelli che puntarono su Banksy all’alba del Duemila si trovano seduti su fortune. Questa è la storia — dati alla mano — degli artisti che hanno registrato le più straordinarie crescite di valore nella storia del mercato dell’arte contemporanea.
Il mercato dell’arte non segue le regole ordinarie della finanza. I suoi cicli sono più lenti, le sue logiche più complesse, ma i suoi picchi sono spesso inarrivabili per qualsiasi altra asset class. Secondo i dati del Art Basel & UBS Art Market Report, il segmento degli artisti emergenti ha registrato una crescita media annua del 18% negli ultimi cinque anni, superando con margine ampio i rendimenti degli indici azionari tradizionali. Le opere di artisti under 40 con quotazioni iniziali tra i 10.000 e i 50.000 euro hanno mostrato apprezzamenti medi del 150% su un orizzonte quinquennale, con punte del 400% per gli artisti poi consacrati dal sistema museale internazionale.
Ma per comprendere davvero il potenziale di questo mercato, è necessario guardare ai casi emblematici: le parabole di crescita che hanno ridefinito la nozione stessa di valore nell’arte del nostro tempo.... continua su www.menchic.it
Menchic
  • Condizioni di Utilizzo
  • Contatti
  • Privacy Policy
  • Pubblicità
2026 Menchich.it è un marchio di Gohasta Srl - All Rights Reserved | via Giovanni Sercambi 33 - 50133 Firenze | P.iva 06248760487 - Rea FI 612720 - Cap. sociale €182.600 | PEC gohasta@legalmail.it

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.