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Fake news: navigare nel caos senza perdere la rott Fake news: navigare nel caos senza perdere la rotta!

Fake news: navigare nel caos senza perdere la rotta! Mi è capitato spesso di sentirmi così: come un timoniere qualsiasi che cerca solo di non perdere la rotta mentre il mare intorno impazzisce. Una persona normale su una barca normale, con le mani sul timone e lo sguardo verso l’orizzonte, mentre tutto attorno sembra muoversi troppo in fretta.

Ricordo bene quei giorni che sembravano quasi un sogno. Il mare era calmo, l’acqua liscia e luminosa, e il cielo sembrava riflettersi dappertutto. In quei momenti navigavo insieme a tanti altri: giornalisti, amici, persone comuni. Ognuno con la propria barca, ma tutti con la stessa direzione.

Le nostre barche andavano dritte, le vele piene di vento buono. Le bussole funzionavano, gli strumenti erano chiari e le mappe sembravano semplici da leggere. Davanti a noi c’era una meta precisa, quasi brillante sotto il sole. Quella meta era la verità.

Non era solo una parola. Era il motivo per cui stavamo navigando. Ogni notizia controllata, ogni fonte verificata, ogni confronto serio era come fare un altro pezzo di strada verso quella direzione. Non era un viaggio veloce, ma era un viaggio sicuro.... continua su menchic.it
Dopamina, Sport e Sesso: Come il Neurotrasmettitor Dopamina, Sport e Sesso: Come il Neurotrasmettitore del Piacere Governa le Tue Prestazioni

Cosa hanno in comune una corsa di 10 chilometri e un momento di intimità con il partner? A prima vista, poco. Ma se osserviamo cosa accade nel cervello durante queste due esperienze, scopriamo un denominatore comune straordinario: la dopamina. Questo neurotrasmettitore — spesso definito “la molecola del piacere” — è il regista invisibile che orchestra motivazione, desiderio e soddisfazione, sia quando calziamo le scarpe da running sia quando viviamo momenti di connessione profonda con un’altra persona.

In questo articolo esploreremo — con basi scientifiche ma in modo accessibile — come la dopamina collega il mondo dello sport a quello della sessualità, perché conoscere questo meccanismo può migliorare concretamente la tua vita, le tue performance e il tuo benessere psicofisico.

Cos’è la Dopamina e Come Funziona il Circuito della Ricompensa
La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto principalmente in due aree del cervello: la sostanza nera (substantia nigra) e l’area tegmentale ventrale (VTA). È parte del cosiddetto sistema dopaminergico mesolimbico, comunemente noto come circuito della ricompensa o sistema del piacere.

Ma attenzione: la dopamina non è semplicemente “la chimica del piacere”. Come spiega il neuroscienziato Robert Sapolsky, la dopamina raggiunge il picco massimo non durante il piacere stesso, ma nell’anticipazione di esso. È la molecola della motivazione, del desiderio, dell’aspettativa. Questo dettaglio cambia completamente il modo in cui interpretiamo le nostre abitudini, sportive e non.

Il circuito della ricompensa funziona così: uno stimolo piacevole (reale o anticipato) attiva i neuroni dopaminergici della VTA, che rilasciano dopamina nel nucleus accumbens — il centro del piacere cerebrale — generando sensazioni di motivazione, euforia e soddisfazione. Questo meccanismo si attiva con il cibo, le relazioni sociali, il gioco… e in modo particolarmente potente con lo sport e il sesso.

Sport e Dopamina: Perché l’Esercizio Fisico è una Droga Naturale... continua su menchic.it
Come si vestono i leader nella primavera-estate 20 Come si vestono i leader nella primavera-estate 2026

di Redazione Style | Moda Uomo · Primavera-Estate 2026 · 10 min di lettura

Nel 2026, il guardaroba del businessman non è più solo un codice d’abbigliamento: è un sistema di comunicazione sofisticato. Chi guida aziende, negozia contratti e siede nei board ha capito una cosa che le sfilate di Milano e Parigi confermano stagione dopo stagione — vestirsi bene non è vanità, è strategia.

Power Dressing 2026: cosa è cambiato davvero
Il concetto di power dressing maschile ha subito una trasformazione radicale nell’ultimo triennio. Se fino al 2022 il completo scuro con cravatta repp era il simbolo indiscusso del potere esecutivo, le collezioni primavera-estate 2026 dei grandi maison raccontano una storia diversa: quella di un uomo d’affari che non ha bisogno di dimostrare niente attraverso la rigidità del vestito, ma che comunica autorevolezza attraverso la qualità dei tessuti, la precisione del taglio e la coerenza dello stile.

Zegna, Brioni, Canali e Corneliani hanno tutti percorso la stessa direzione: sartorialità alleggerita, colori che respirano, silhouette che permettono il movimento senza sacrificare la struttura. È il guardaroba dell’uomo che lavora in un mondo post-pandemia, dove lo smart working ha ridefinito il confine tra formale e casual, e dove la riunione con il CFO può avvenire in un giardino, su uno yacht o in un open space a 35 gradi.

«Il potere del 2026 si veste in lino, non in armatura. Chi non l’ha ancora capito sta perdendo terreno sul piano della percezione.»

I tessuti protagonisti: tra tecnologia e tradizione
La parola chiave della PE 2026 è performance fabric: tessuti che sembrano sartoriali ma che performano come un secondo pelle. I brand di fascia alta hanno investito massicciamente in ricerca e sviluppo per offrire al businessman in viaggio o in riunione un guardaroba che non si stropiccia, non trattiene il calore e mantiene la forma anche dopo dodici ore indossate.

Lino tecnico: Ermenegildo Zegna ha lanciato la sua linea High Performance Linen, un tessuto brevettato che unisce il 60% di lino a fibre sintetiche di ultima generazione. Il risultato è un blazer che sembra uscito dalla bo
Come un manager deve comunicare biasimo e lode: la Come un manager deve comunicare biasimo e lode: la regola d’oro della leadership efficace
Introduzione: Il Fondamento della Leadership Moderna
La comunicazione è il pilastro di una gestione efficace. Un manager che comunica bene conquista il rispetto, costruisce la fiducia e crea un ambiente dove il team prospera. Ma una comunicazione generica non è sufficiente: il vero leader sa modulare il suo messaggio in base al contesto, al momento e alla necessità.
Uno dei principi più importanti della leadership moderna è semplice ma potente: biasimo in privato, lode in pubblico. Questo concetto, radicato nella psicologia organizzativa e nella gestione delle risorse umane, rappresenta il cuore di una leadership consapevole e umana.
In questo articolo esamineremo come implementare questo principio nel vostro stile di gestione, quali benefici comporta per il vostro team, e come creare una dinamica di gruppo positiva, produttiva e sostenibile nel tempo.
Perché il Biasimo Deve Restare Privato: La Psicologia della Critica Costruttiva
Proteggere la Dignità e l’Autostima del Dipendente
Quando un dipendente commette un errore o non raggiunge gli obiettivi, la reazione naturale è correggerlo. Tuttavia, umiliare qualcuno di fronte ai colleghi crea ferite profonde che vanno oltre l’errore stesso.
La ricerca psicologica è chiara: quando si critica una persona pubblicamente, attiva i meccanismi di difesa che ostacolano l’apprendimento. L’individuo si sente umiliato, sviluppa risentimento verso il manager e verso l’azienda. Il risultato non è il miglioramento, ma il deterioramento della relazione lavorativa e della produttività.
Al contrario, una conversazione privata permette al dipendente di ascoltare il feedback senza la pressione di doversi difendere di fronte agli altri. Può parlare apertamente, comprendere le ragioni della critica e collaborare nella ricerca di soluzioni concrete.
La Comunicazione Privata Favorisce il Cambiamento Reale e Duraturo... continua su https://www.menchic.it/.../come-un-manager-deve.../
Arte negli Headquarter Aziendali: Perché le Impres Arte negli Headquarter Aziendali: Perché le Imprese Investono (e Dovrebbero Investire) in Arte
Entrare nella sede di Amazon a Seattle, nel quartier generale di Apple a Cupertino o negli uffici di Google a Zurigo significa fare i conti con qualcosa di inaspettato: l’arte è ovunque. Non si tratta di una decorazione accessoria, né di un capriccio estetico del CEO di turno. L’arte negli headquarter aziendali è diventata una strategia consapevole, un investimento con ritorni misurabili — economici, psicologici e di brand. In questo articolo esploriamo in profondità perché le imprese leader nel mondo fanno dell’arte una componente strutturale dei loro spazi, e perché anche le aziende italiane dovrebbero seguire questa strada.
Cos’è il Corporate Art: Definizione e Contesto
Il termine corporate art — o arte aziendale — indica l’insieme delle opere d’arte acquistate, commissionate o esposte da un’impresa all’interno dei propri spazi: uffici, sale riunioni, lobby, corridoi, ma anche campus produttivi e showroom. Non si tratta necessariamente di quadri alle pareti: installazioni site-specific, sculture, fotografie, videoarte e persino opere digitali rientrano tutte in questa categoria.
Secondo una stima del mercato globale dell’arte, le collezioni corporate rappresentano oggi una delle componenti più dinamiche del sistema dell’arte contemporanea. Grandi istituzioni finanziarie come Deutsche Bank, UBS o JP Morgan Chase sono tra i maggiori collezionisti istituzionali al mondo, con migliaia di opere distribuite nei loro uffici a livello globale. In Italia, realtà come Eni, Intesa Sanpaolo e Pirelli hanno costruito nel tempo collezioni di altissimo livello, dimostrando che arte e business non sono mondi contrapposti, ma dimensioni complementari.
I Benefici dell’Arte in Azienda: Perché Vale la Pena Investirci
Le ragioni per cui un’impresa dovrebbe investire in arte non sono soltanto estetiche. Le ricerche degli ultimi vent’anni hanno documentato una serie di benefici concreti, che toccano la produttività, il benessere dei dipendenti, l’attrattività del brand e persino la solidità patrimoniale dell’azienda.... continua su https://www.menchic.it/.../arte-negli-headquarter.../
acanze estive 2026: la guerra in Iran, il caro vol acanze estive 2026: la guerra in Iran, il caro voli e il grande rebus della pianificazione
Tra cieli chiusi, prezzi alle stelle e assicurazioni che non coprono, gli italiani devono reinventare le vacanze estive. Una crisi che non risparmia nemmeno i viaggiatori più abituati a volare.
Redazione Lifestyle · 16 Marzo 2026 · 10 min di lettura
222M€ Mancato fatturato turismo italiano (Pasqua + primavera) 23.000 Voli cancellati dalla chiusura dello spazio aereo +30% Aumento medio previsto prezzi biglietti aerei 600M$ Perdite giornaliere del turismo mondiale (WTTC)
Era già difficile pianificare le vacanze estive nell’era post-pandemia, tra prezzi impazziti e disponibilità risicate. Poi è arrivata la guerra in Iran. E in poche settimane, quello che sembrava un problema geopolitico distante si è trasformato in un ostacolo concreto per chiunque stia cercando di prenotare un volo per l’estate 2026. Rotte deviate, hub del Golfo paralizzati, supplementi carburante che spuntano come funghi e un mercato assicurativo che, al momento decisivo, si scopre quasi inutile. Per i businessman italiani abituati a muoversi in modo efficiente tra un continente e l’altro, ma anche per le famiglie che aspettano tutto l’anno le ferie di agosto, lo scenario attuale impone una riflessione profonda sui propri piani di viaggio.
Il sistema nervoso del traffico aereo mondiale è in tilt
Per capire perché la guerra in Iran stia colpendo così duramente chi vola da Milano, Roma o Napoli verso destinazioni che sembrano lontanissime dal conflitto, bisogna comprendere come funziona la mappa del traffico aereo globale. Gli hub del Golfo — Dubai, Abu Dhabi, Doha, Bahrein — non sono semplici aeroporti: sono i principali nodi di collegamento tra Europa, Asia meridionale, Oceania e Africa orientale. In condizioni normali, attraverso questi scali transitano oltre mezzo milione di passeggeri ogni giorno.
Quando quel sistema si inceppa, le conseguenze si propagano lungo tutta la filiera. Lo testimoniano i numeri: nei giorni immediatamente successivi all’escalation del conflitto, quasi 7.000 voli erano in ritardo e circa 1.900 erano stati cancellati nella sola domenica del 1° marzo, secondo i dati di FlightAware.
I 10 Libri che Ogni Businessman di Successo Deve A I 10 Libri che Ogni Businessman di Successo Deve Aver Letto
I 10 Libri che Ogni Businessman di Successo Deve Aver Letto
Dalla strategia alla leadership, dalla mentalità vincente alla gestione del tempo: la biblioteca definitiva per chi fa sul serio.
Ci sono libri che intrattengono e libri che cambiano il modo in cui guardi il mondo — e il tuo business. Se sei un imprenditore, un manager o un professionista ambizioso, sai già che il tempo è la risorsa più preziosa che hai. Ecco perché ogni libro che scegli deve guadagnarsi un posto sulla tua scrivania.
Questa non è la solita lista di titoli inflazionati che circolano su LinkedIn. È una selezione ragionata dei volumi che hanno davvero spostato l’asticella per migliaia di business leader a livello globale: testi densi, pratici, a volte scomodi — ma sempre trasformativi. Libri da leggere con una penna in mano, non da sfogliare sul divano.
Che tu stia cercando ispirazione per scalare la tua azienda, migliorare le tue soft skill o affinare la tua visione strategica, questa libreria fa per te. Prendi nota.... continua su https://www.menchic.it/.../i-10-libri-che-ogni.../
Toxic Masculinity e Sessualità Sana: Una Guida Sci Toxic Masculinity e Sessualità Sana: Una Guida Scientifica al Benessere Sessuale Maschile
Come superare i modelli tossici e costruire una sessualità consapevole, rispettosa e autentica
1.Introduzione: Definire Toxic Masculinity e Sessualità Sana
La sessualità è un aspetto fondamentale della salute umana e del benessere personale, eppure rimane spesso un tema difficile da affrontare, specialmente per gli uomini. Per molti di loro, l’espressione della propria sessualità è stata pesantemente condizionata da costrutti culturali rigidi, spesso legati al concetto ormai diffuso di “toxic masculinity” (mascolinità tossica).
Questo termine, sempre più presente nel dibattito pubblico e nella ricerca accademica, descrive quegli atteggiamenti e comportamenti che perpetuano stereotipi di genere dannosi, limitando significativamente il potenziale sessuale, emotivo e relazionale degli uomini. La mascolinità tossica non è semplicemente “essere uomo”: è piuttosto un insieme di norme sociali che restringono, soffocano e danneggiano sia gli uomini che le loro relazioni.
La ricerca scientifica degli ultimi due decenni dimostra chiaramente che una sessualità sana e soddisfacente non corrisponde a questi stereotipi rigidi. Al contrario, una sessualità equilibrata si basa su consapevolezza emotiva, comunicazione autentica, vulnerabilità condivisa e rispetto reciproco. In questa guida analizzeremo come i modelli di toxic masculinity influenzano negativamente la vita sessuale degli uomini e come è possibile superarli per raggiungere un benessere sessuale autentico e duraturo.
2.Che Cosa È la Toxic Masculinity?
La toxic masculinity si riferisce a un insieme di norme culturali e comportamentali che definiscono la “vera” mascolinità in base a stereotipi rigidi e controproducenti. Secondo gli studi di psicologia sociale, in particolare le ricerche dell’American Psychological Association, le principali caratteristiche della mascolinità tossica includono:
Invulnerabilità emotiva: l’idea che gli uomini non dovrebbero mai esprimere emozioni, vulnerabilità, paura o insicurezza. Un vero uomo, secondo questo modello, deve sempre avere il controllo delle proprie emozioni.
Dominanza e controllo: la
Made-to-Measure vs Prêt-à-Porter: Quando Vale Davv Made-to-Measure vs Prêt-à-Porter: Quando Vale Davvero l’Investimento
La guida definitiva per il businessman che vuole eleganza e esclusività nel proprio guardaroba

Nel mondo del business, l’abbigliamento comunica tanto quanto le parole. Un abito perfetto non è solo una scelta estetica: è un investimento nella tua credibilità, autorità e successo. Ma quale strada scegliere? Continuare con il prêt-à-porter di lusso, oppure fare il salto verso il made-to-measure? Questa guida ti aiuta a capire quando vale davvero la pena investire in un abito su misura.
Perché la Scelta Conta Più di Quanto Pensi
Un abito mal vestito, per quanto costoso, indebolisce la tua presenza. Un abito che calza perfettamente, invece, amplifica il tuo carisma e la tua autorevolezza. Secondo studi sulla comunicazione non verbale, il 55% della prima impressione dipende dall’aspetto fisico, inclusa la vestizione. Per un businessman che negozia affari da milioni, questa percentuale non è trascurabile.
La differenza tra made-to-measure e prêt-à-porter non è solo estetica: è pratica, psicologica e, da un certo punto di vista, strategica. Comprendere quando investire in uno rispetto all’altro è la chiave per costruire un guardaroba che funziona davvero.
Prêt-à-Porter di Lusso: Quando È la Scelta Giusta
Praticità e Varietà
Il prêt-à-porter, anche di altissima qualità, rimane la soluzione più pratica. Puoi acquistare un abito perfetto in pochi giorni, provare varianti diverse e costruire rapidamente un guardaroba versatile. Marchi come Brioni, Loro Piana e Kiton offrono qualità straordinaria con disponibilità immediata.... continua su https://www.menchic.it/.../made-to-measure-vs-pret-a.../
Addominali per Uomini d’Affari: La Guida Completa Addominali per Uomini d’Affari: La Guida Completa per Restare in Forma tra i 30 e 60 Anni
Gli addominali non sono solo una questione estetica. Per gli uomini d’affari tra i 30 e 50 anni, un core forte è essenziale per mantenere una postura corretta davanti al computer, prevenire problemi lombari e migliorare la qualità della vita quotidiana. Questo articolo ti mostra come allenare efficacemente i tuoi addominali, anche con poco tempo.
Perché gli Addominali Diventano Sempre Più Importanti con l’Avanzare dell’Età
Se sei un uomo d’affari tra i 30 e 50 anni, probabilmente conosci il problema: ore passate seduto alla scrivania, stress accumulato, e un core che perde gradualmente di forza e resistenza. Ma perché gli addominali diventano così critici proprio in questa fase della vita?
Innanzitutto, dopo i 35-40 anni il nostro corpo inizia naturalmente a perdere massa muscolare, un processo chiamato sarcopenia. Se non interveniamo attivamente con un allenamento specifico, perdiamo circa il 3-5% della massa muscolare ogni decennio. Gli addominali, come tutti i muscoli, subiscono questo declino se negletti.
Ma c’è di più: un core debole è direttamente correlato a problemi posturali cronici. Stare seduti per 8-10 ore al giorno accorcia i flessori dell’anca e indebolisce il retto addominale e i muscoli trasversali. Questo crea uno squilibrio muscolare che porta a dolori lombari cronici, un disturbo che affligge il 60% degli uomini adulti in questo range d’età.
Un core forte aiuta anche a:
Migliorare la postura e prevenire il dolore cervicale
Stabilizzare la colonna vertebrale durante il sollevamento e il movimento quotidiano
Aumentare l’efficienza respiratoria e la resistenza cardiovascolare
Migliorare l’equilibrio e ridurre il rischio di cadute
Favorire una migliore digestione e salute metabolica
In altre parole, investire tempo negli addominali non è vanità: è salute preventiva.
Il Problema dell’Allenamento Addominale Tradizionale
Molti uomini d’affari evitano l’allenamento addominale perché lo associano a uno dei due estremi: o 500 crunch senza risultati, oppure esercizi noiosissimi che sembrano non finire mai.
La buona notizia? Il metodo tradizionale dei crunch ripetiti
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GoodFilms presenta “Sils Maria”, un film di Olivier Assayas

  • MenchicAD
  • 31 Ottobre 2014

Il nuovissimo film, distribuito da GoodFilms, “Sils Maria” sarà in uscita nelle sale il prossimo 6 Novembre. La regia è di Oliveir Assayas, e nel cast troviamo Juliette Binoche, Kristen Stewart e Chloe Grace Moretz.

Sinossi

All’apice della sua carriera internazionale, a Maria Enders (Juliette Binoche) viene offerto di recitare in un revival della commedia che l’aveva resa famosa vent’anni prima. A quei tempi interpretava il ruolo di Sigrid, un’affascinante ragazza che spinge al suicidio il suo capo, Helena. Mentre ora le chiedono di interpretare l’altro personaggio, quello di Helena.
Così, Maria parte assieme alla sua assistente (Kristen Stewart) per andare a Sils Maria, un remoto paese delle Alpi, dove si preparerà per il ruolo. Una giovane starlet di Hollywood con una spiccata propensione per gli scandali(Chloë Grace Moretz) interpreterà il ruolo di Sigrid; e così Maria si ritrova dall’altra parte dello specchio, faccia a faccia con una donna ambiguamenteaffascinante: un inquietante riflesso di lei stessa.

Note di regia
Nuvole fluttuanti…
Questo film, che ha a che fare col passato, con le relazioni che abbiamo avuto in passato, e con ciò che ci ha formato, ha una lunga storia alle spalle, che Juliette Binoche ed io condividiamo in maniera implicita.
Ci siamo incontrati per la prima volta all’inizio delle nostre carriere. Assieme ad André Téchinéavevo scritto Rendez-vous, una storia piena di fantasmi, dove, all’età di vent’anni, Juliette interpretativa il ruolo della protagonista. Anche quel film indagava sul percorso che una giovane attrice deve compiere per calarsi in un ruolo. Da allora, le nostre strade hanno fatto un cammino parallelo, e si sono incrociate solo in seguito, nel 2008, quando abbiamo girato assieme L’Ora D’Estate.
Fu Juliette a intuire per prima che stavamo perdendo un’opportunità, in termini cinematografici, che avrebbe riportato entrambi all’essenziale. Con questa intuizione in mente, ho iniziato a buttare giù qualche idea, poi ho cominciato a creare i personaggi e, in seguito, ho scritto questa storia, che aspettava di essere raccontata da tempo. Scrivere è come seguire un sentiero, e questa storia in particolare si trova alle altezze vertiginose del tempo sospeso tra le origini e il divenire. Non sorprende che abbia inspirato in me immagini di paesaggi montani e di strade scoscese. Dovevano esserci la luce primaverile, la trasparenza dell’aria, e le nebbie del passato, quelle di Cloud Phenomena of Maloja. E’ stato un cammino che mi ha riportato indietro a dove tutto ha avuto inizio, lo stesso vale per Juliette.
Maria Enders è un’attrice. Assieme alla sua assistente, Valentine, esplorano la ricchezza e la complessità dei personaggi creati da Wilhelm Melchior – personaggi che devono ancora svelare tutti i loro segreti, anche a distanza di vent’anni.

La questione non è tanto il teatro e le sue illusioni, né la tortuosità del racconto; ma piuttosto il tema è l’Umano, più semplice e intimo. In questo senso, le parole, quelle scritte dagli sceneggiatori, quelle di cui si appropriano gli attori, e che poi risuonano negli spettatori, evocano proprio quelle domande che tutti ci poniamo, ogni giorno, nei nostri monologhi interiori. Sì, certamente, il teatro è la vita. E’ anche un po’ meglio della vita, perché svela la grandiosità nel momento migliore delle situazioni, e anche il peggio, in ciò che è triviale e nei nostri sogni.

In questo senso, Maria Enders non è Juliette Binoche, e non sono io.  Lei è ciascuno di noi attraverso la necessità di rivisitare il passato, non per spiegarlo, ma per trovare le chiavi della nostra identità; ci ha reso ciò che siamo e continua a spingerci avanti.
Lei guarda nel vuoto e osserva la giovane donna che era all’età di vent’anni. Nel suo cuore è sempre la stessa, ma il mondo è cambiato attorno a lei e la sua giovinezza è volata via –giovinezza nel senso di verginità, di scoperta del mondo. Che non torna più indietro.
D’altro canto, non dimentichiamo mai ciò che la giovinezza ci ha insegnato: quella costante reinvenzione del mondo, il decifrare la realtà iper-contemporanea e il prezzo che si deve pagare per farne parte. Conferendo a ogni nuova volta l’urgenza e il pericolo di una prima volta.

Il confronto tra il passato e il presente di un paesaggio mi sembrava un’ambientazione ideale per una commedia (o per un dramma, a seconda della prospettiva che si sceglie) su un’attrice che si tuffa nell’abisso del tempo, sia per ragioni professionali che morali, ma non per suo personale desiderio.
Quando fissiamo questo vuoto, esso non riflette molto, a parte la nostra immagine, che è congelata nel momento presente. E’ questa l’immagine alla base di Sils Maria. Maria Enders si vede diffrangere in migliaia di avatar che riecheggiano nel mondo virtuale della fama – e nell’avversione – dei moderni media. E’ qui che il confine tra lo spazio intimo, quello più pateticamente banale, e quello pubblico si fa più labile. Lo cerchiamo, ma non riusciamo a trovarlo. Probabilmente, ha semplicemente cessato di esistere.

Maria Enders è ancora la giovane donna interprete del ruolo di Sigrid, nel film di Wilhelm Melchior? Oppure è l’adulta, la donna matura come la vedono le altre persone? O forse è ancora uno dei personaggi che ha interpretato, o uno dei volti che appaiono quando si scrive il suo nome su Google Immagini o su YouTube?
C’è ancora qualcosa alla quale possa aggrapparsi, a parte la segretezza della sua privacy, l’unico posto dove il tempo non può lasciare traccia?Il posto dove può solo fluire, come il Fenomeno delle Nuvole del Maloja?

In principio, pensai alle nuvole, al cielo sopra alla Valle Engadina, a come un paesaggio sia immutabile e in movimento allo stesso tempo, qualcosa d’inquietante e allo stesso tempo umano. Il paesaggio è inspiegabilmente inciso nel tempo, ha assistito alle vite di tutti gli esseri viventi che l’hanno popolato, che si sono fusi con esso, in ogni epoca; e che hanno fatto esperienza delle sue altezze vertiginose.
Nel 1924, agli albori del cinema, Arnold Fanck, uno dei pionieri della fotografia di montagna, girò il singolare Cloud Phenomena of Maloja, in cui le cime delle montagne, le nuvole e il vento si mescolano assieme in maniera astratta, evocando la pittura cinese classica. Girò in bianco e nero, e oggi quel film esiste solo sotto forma di una copia logora e graffiata. In una parola, un ricordo di quello che sarebbe potuto essere e su cui il tempo ha inciso se stesso.
E’ inquietante avvertire una verità intima e misteriosa in questi spazi, nonostante (o grazie a) i filtri che ci separano da essi. Essi rivelano se stessi attraverso una remota soggettività, con quasi un secolo a separarci da loro.
Non è forse questo il processo stesso dell’arte? Che riproduce il mondo attraverso un singolo colpo d’occhio, che toglie e allo stesso tempo rivela, portando indifferentemente alla luce l’invisibile e il visibile?
Olivier Assayas

 

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Cos’è la Dopamina e Come Funziona il Circuito della Ricompensa
La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto principalmente in due aree del cervello: la sostanza nera (substantia nigra) e l’area tegmentale ventrale (VTA). È parte del cosiddetto sistema dopaminergico mesolimbico, comunemente noto come circuito della ricompensa o sistema del piacere.

Ma attenzione: la dopamina non è semplicemente “la chimica del piacere”. Come spiega il neuroscienziato Robert Sapolsky, la dopamina raggiunge il picco massimo non durante il piacere stesso, ma nell’anticipazione di esso. È la molecola della motivazione, del desiderio, dell’aspettativa. Questo dettaglio cambia completamente il modo in cui interpretiamo le nostre abitudini, sportive e non.

Il circuito della ricompensa funziona così: uno stimolo piacevole (reale o anticipato) attiva i neuroni dopaminergici della VTA, che rilasciano dopamina nel nucleus accumbens — il centro del piacere cerebrale — generando sensazioni di motivazione, euforia e soddisfazione. Questo meccanismo si attiva con il cibo, le relazioni sociali, il gioco… e in modo particolarmente potente con lo sport e il sesso.

Sport e Dopamina: Perché l’Esercizio Fisico è una Droga Naturale... continua su menchic.it
Come si vestono i leader nella primavera-estate 20 Come si vestono i leader nella primavera-estate 2026

di Redazione Style | Moda Uomo · Primavera-Estate 2026 · 10 min di lettura

Nel 2026, il guardaroba del businessman non è più solo un codice d’abbigliamento: è un sistema di comunicazione sofisticato. Chi guida aziende, negozia contratti e siede nei board ha capito una cosa che le sfilate di Milano e Parigi confermano stagione dopo stagione — vestirsi bene non è vanità, è strategia.

Power Dressing 2026: cosa è cambiato davvero
Il concetto di power dressing maschile ha subito una trasformazione radicale nell’ultimo triennio. Se fino al 2022 il completo scuro con cravatta repp era il simbolo indiscusso del potere esecutivo, le collezioni primavera-estate 2026 dei grandi maison raccontano una storia diversa: quella di un uomo d’affari che non ha bisogno di dimostrare niente attraverso la rigidità del vestito, ma che comunica autorevolezza attraverso la qualità dei tessuti, la precisione del taglio e la coerenza dello stile.

Zegna, Brioni, Canali e Corneliani hanno tutti percorso la stessa direzione: sartorialità alleggerita, colori che respirano, silhouette che permettono il movimento senza sacrificare la struttura. È il guardaroba dell’uomo che lavora in un mondo post-pandemia, dove lo smart working ha ridefinito il confine tra formale e casual, e dove la riunione con il CFO può avvenire in un giardino, su uno yacht o in un open space a 35 gradi.

«Il potere del 2026 si veste in lino, non in armatura. Chi non l’ha ancora capito sta perdendo terreno sul piano della percezione.»

I tessuti protagonisti: tra tecnologia e tradizione
La parola chiave della PE 2026 è performance fabric: tessuti che sembrano sartoriali ma che performano come un secondo pelle. I brand di fascia alta hanno investito massicciamente in ricerca e sviluppo per offrire al businessman in viaggio o in riunione un guardaroba che non si stropiccia, non trattiene il calore e mantiene la forma anche dopo dodici ore indossate.

Lino tecnico: Ermenegildo Zegna ha lanciato la sua linea High Performance Linen, un tessuto brevettato che unisce il 60% di lino a fibre sintetiche di ultima generazione. Il risultato è un blazer che sembra uscito dalla bo
Come un manager deve comunicare biasimo e lode: la Come un manager deve comunicare biasimo e lode: la regola d’oro della leadership efficace
Introduzione: Il Fondamento della Leadership Moderna
La comunicazione è il pilastro di una gestione efficace. Un manager che comunica bene conquista il rispetto, costruisce la fiducia e crea un ambiente dove il team prospera. Ma una comunicazione generica non è sufficiente: il vero leader sa modulare il suo messaggio in base al contesto, al momento e alla necessità.
Uno dei principi più importanti della leadership moderna è semplice ma potente: biasimo in privato, lode in pubblico. Questo concetto, radicato nella psicologia organizzativa e nella gestione delle risorse umane, rappresenta il cuore di una leadership consapevole e umana.
In questo articolo esamineremo come implementare questo principio nel vostro stile di gestione, quali benefici comporta per il vostro team, e come creare una dinamica di gruppo positiva, produttiva e sostenibile nel tempo.
Perché il Biasimo Deve Restare Privato: La Psicologia della Critica Costruttiva
Proteggere la Dignità e l’Autostima del Dipendente
Quando un dipendente commette un errore o non raggiunge gli obiettivi, la reazione naturale è correggerlo. Tuttavia, umiliare qualcuno di fronte ai colleghi crea ferite profonde che vanno oltre l’errore stesso.
La ricerca psicologica è chiara: quando si critica una persona pubblicamente, attiva i meccanismi di difesa che ostacolano l’apprendimento. L’individuo si sente umiliato, sviluppa risentimento verso il manager e verso l’azienda. Il risultato non è il miglioramento, ma il deterioramento della relazione lavorativa e della produttività.
Al contrario, una conversazione privata permette al dipendente di ascoltare il feedback senza la pressione di doversi difendere di fronte agli altri. Può parlare apertamente, comprendere le ragioni della critica e collaborare nella ricerca di soluzioni concrete.
La Comunicazione Privata Favorisce il Cambiamento Reale e Duraturo... continua su https://www.menchic.it/.../come-un-manager-deve.../
Arte negli Headquarter Aziendali: Perché le Impres Arte negli Headquarter Aziendali: Perché le Imprese Investono (e Dovrebbero Investire) in Arte
Entrare nella sede di Amazon a Seattle, nel quartier generale di Apple a Cupertino o negli uffici di Google a Zurigo significa fare i conti con qualcosa di inaspettato: l’arte è ovunque. Non si tratta di una decorazione accessoria, né di un capriccio estetico del CEO di turno. L’arte negli headquarter aziendali è diventata una strategia consapevole, un investimento con ritorni misurabili — economici, psicologici e di brand. In questo articolo esploriamo in profondità perché le imprese leader nel mondo fanno dell’arte una componente strutturale dei loro spazi, e perché anche le aziende italiane dovrebbero seguire questa strada.
Cos’è il Corporate Art: Definizione e Contesto
Il termine corporate art — o arte aziendale — indica l’insieme delle opere d’arte acquistate, commissionate o esposte da un’impresa all’interno dei propri spazi: uffici, sale riunioni, lobby, corridoi, ma anche campus produttivi e showroom. Non si tratta necessariamente di quadri alle pareti: installazioni site-specific, sculture, fotografie, videoarte e persino opere digitali rientrano tutte in questa categoria.
Secondo una stima del mercato globale dell’arte, le collezioni corporate rappresentano oggi una delle componenti più dinamiche del sistema dell’arte contemporanea. Grandi istituzioni finanziarie come Deutsche Bank, UBS o JP Morgan Chase sono tra i maggiori collezionisti istituzionali al mondo, con migliaia di opere distribuite nei loro uffici a livello globale. In Italia, realtà come Eni, Intesa Sanpaolo e Pirelli hanno costruito nel tempo collezioni di altissimo livello, dimostrando che arte e business non sono mondi contrapposti, ma dimensioni complementari.
I Benefici dell’Arte in Azienda: Perché Vale la Pena Investirci
Le ragioni per cui un’impresa dovrebbe investire in arte non sono soltanto estetiche. Le ricerche degli ultimi vent’anni hanno documentato una serie di benefici concreti, che toccano la produttività, il benessere dei dipendenti, l’attrattività del brand e persino la solidità patrimoniale dell’azienda.... continua su https://www.menchic.it/.../arte-negli-headquarter.../
acanze estive 2026: la guerra in Iran, il caro vol acanze estive 2026: la guerra in Iran, il caro voli e il grande rebus della pianificazione
Tra cieli chiusi, prezzi alle stelle e assicurazioni che non coprono, gli italiani devono reinventare le vacanze estive. Una crisi che non risparmia nemmeno i viaggiatori più abituati a volare.
Redazione Lifestyle · 16 Marzo 2026 · 10 min di lettura
222M€ Mancato fatturato turismo italiano (Pasqua + primavera) 23.000 Voli cancellati dalla chiusura dello spazio aereo +30% Aumento medio previsto prezzi biglietti aerei 600M$ Perdite giornaliere del turismo mondiale (WTTC)
Era già difficile pianificare le vacanze estive nell’era post-pandemia, tra prezzi impazziti e disponibilità risicate. Poi è arrivata la guerra in Iran. E in poche settimane, quello che sembrava un problema geopolitico distante si è trasformato in un ostacolo concreto per chiunque stia cercando di prenotare un volo per l’estate 2026. Rotte deviate, hub del Golfo paralizzati, supplementi carburante che spuntano come funghi e un mercato assicurativo che, al momento decisivo, si scopre quasi inutile. Per i businessman italiani abituati a muoversi in modo efficiente tra un continente e l’altro, ma anche per le famiglie che aspettano tutto l’anno le ferie di agosto, lo scenario attuale impone una riflessione profonda sui propri piani di viaggio.
Il sistema nervoso del traffico aereo mondiale è in tilt
Per capire perché la guerra in Iran stia colpendo così duramente chi vola da Milano, Roma o Napoli verso destinazioni che sembrano lontanissime dal conflitto, bisogna comprendere come funziona la mappa del traffico aereo globale. Gli hub del Golfo — Dubai, Abu Dhabi, Doha, Bahrein — non sono semplici aeroporti: sono i principali nodi di collegamento tra Europa, Asia meridionale, Oceania e Africa orientale. In condizioni normali, attraverso questi scali transitano oltre mezzo milione di passeggeri ogni giorno.
Quando quel sistema si inceppa, le conseguenze si propagano lungo tutta la filiera. Lo testimoniano i numeri: nei giorni immediatamente successivi all’escalation del conflitto, quasi 7.000 voli erano in ritardo e circa 1.900 erano stati cancellati nella sola domenica del 1° marzo, secondo i dati di FlightAware.
I 10 Libri che Ogni Businessman di Successo Deve A I 10 Libri che Ogni Businessman di Successo Deve Aver Letto
I 10 Libri che Ogni Businessman di Successo Deve Aver Letto
Dalla strategia alla leadership, dalla mentalità vincente alla gestione del tempo: la biblioteca definitiva per chi fa sul serio.
Ci sono libri che intrattengono e libri che cambiano il modo in cui guardi il mondo — e il tuo business. Se sei un imprenditore, un manager o un professionista ambizioso, sai già che il tempo è la risorsa più preziosa che hai. Ecco perché ogni libro che scegli deve guadagnarsi un posto sulla tua scrivania.
Questa non è la solita lista di titoli inflazionati che circolano su LinkedIn. È una selezione ragionata dei volumi che hanno davvero spostato l’asticella per migliaia di business leader a livello globale: testi densi, pratici, a volte scomodi — ma sempre trasformativi. Libri da leggere con una penna in mano, non da sfogliare sul divano.
Che tu stia cercando ispirazione per scalare la tua azienda, migliorare le tue soft skill o affinare la tua visione strategica, questa libreria fa per te. Prendi nota.... continua su https://www.menchic.it/.../i-10-libri-che-ogni.../
Toxic Masculinity e Sessualità Sana: Una Guida Sci Toxic Masculinity e Sessualità Sana: Una Guida Scientifica al Benessere Sessuale Maschile
Come superare i modelli tossici e costruire una sessualità consapevole, rispettosa e autentica
1.Introduzione: Definire Toxic Masculinity e Sessualità Sana
La sessualità è un aspetto fondamentale della salute umana e del benessere personale, eppure rimane spesso un tema difficile da affrontare, specialmente per gli uomini. Per molti di loro, l’espressione della propria sessualità è stata pesantemente condizionata da costrutti culturali rigidi, spesso legati al concetto ormai diffuso di “toxic masculinity” (mascolinità tossica).
Questo termine, sempre più presente nel dibattito pubblico e nella ricerca accademica, descrive quegli atteggiamenti e comportamenti che perpetuano stereotipi di genere dannosi, limitando significativamente il potenziale sessuale, emotivo e relazionale degli uomini. La mascolinità tossica non è semplicemente “essere uomo”: è piuttosto un insieme di norme sociali che restringono, soffocano e danneggiano sia gli uomini che le loro relazioni.
La ricerca scientifica degli ultimi due decenni dimostra chiaramente che una sessualità sana e soddisfacente non corrisponde a questi stereotipi rigidi. Al contrario, una sessualità equilibrata si basa su consapevolezza emotiva, comunicazione autentica, vulnerabilità condivisa e rispetto reciproco. In questa guida analizzeremo come i modelli di toxic masculinity influenzano negativamente la vita sessuale degli uomini e come è possibile superarli per raggiungere un benessere sessuale autentico e duraturo.
2.Che Cosa È la Toxic Masculinity?
La toxic masculinity si riferisce a un insieme di norme culturali e comportamentali che definiscono la “vera” mascolinità in base a stereotipi rigidi e controproducenti. Secondo gli studi di psicologia sociale, in particolare le ricerche dell’American Psychological Association, le principali caratteristiche della mascolinità tossica includono:
Invulnerabilità emotiva: l’idea che gli uomini non dovrebbero mai esprimere emozioni, vulnerabilità, paura o insicurezza. Un vero uomo, secondo questo modello, deve sempre avere il controllo delle proprie emozioni.
Dominanza e controllo: la
Made-to-Measure vs Prêt-à-Porter: Quando Vale Davv Made-to-Measure vs Prêt-à-Porter: Quando Vale Davvero l’Investimento
La guida definitiva per il businessman che vuole eleganza e esclusività nel proprio guardaroba

Nel mondo del business, l’abbigliamento comunica tanto quanto le parole. Un abito perfetto non è solo una scelta estetica: è un investimento nella tua credibilità, autorità e successo. Ma quale strada scegliere? Continuare con il prêt-à-porter di lusso, oppure fare il salto verso il made-to-measure? Questa guida ti aiuta a capire quando vale davvero la pena investire in un abito su misura.
Perché la Scelta Conta Più di Quanto Pensi
Un abito mal vestito, per quanto costoso, indebolisce la tua presenza. Un abito che calza perfettamente, invece, amplifica il tuo carisma e la tua autorevolezza. Secondo studi sulla comunicazione non verbale, il 55% della prima impressione dipende dall’aspetto fisico, inclusa la vestizione. Per un businessman che negozia affari da milioni, questa percentuale non è trascurabile.
La differenza tra made-to-measure e prêt-à-porter non è solo estetica: è pratica, psicologica e, da un certo punto di vista, strategica. Comprendere quando investire in uno rispetto all’altro è la chiave per costruire un guardaroba che funziona davvero.
Prêt-à-Porter di Lusso: Quando È la Scelta Giusta
Praticità e Varietà
Il prêt-à-porter, anche di altissima qualità, rimane la soluzione più pratica. Puoi acquistare un abito perfetto in pochi giorni, provare varianti diverse e costruire rapidamente un guardaroba versatile. Marchi come Brioni, Loro Piana e Kiton offrono qualità straordinaria con disponibilità immediata.... continua su https://www.menchic.it/.../made-to-measure-vs-pret-a.../
Addominali per Uomini d’Affari: La Guida Completa Addominali per Uomini d’Affari: La Guida Completa per Restare in Forma tra i 30 e 60 Anni
Gli addominali non sono solo una questione estetica. Per gli uomini d’affari tra i 30 e 50 anni, un core forte è essenziale per mantenere una postura corretta davanti al computer, prevenire problemi lombari e migliorare la qualità della vita quotidiana. Questo articolo ti mostra come allenare efficacemente i tuoi addominali, anche con poco tempo.
Perché gli Addominali Diventano Sempre Più Importanti con l’Avanzare dell’Età
Se sei un uomo d’affari tra i 30 e 50 anni, probabilmente conosci il problema: ore passate seduto alla scrivania, stress accumulato, e un core che perde gradualmente di forza e resistenza. Ma perché gli addominali diventano così critici proprio in questa fase della vita?
Innanzitutto, dopo i 35-40 anni il nostro corpo inizia naturalmente a perdere massa muscolare, un processo chiamato sarcopenia. Se non interveniamo attivamente con un allenamento specifico, perdiamo circa il 3-5% della massa muscolare ogni decennio. Gli addominali, come tutti i muscoli, subiscono questo declino se negletti.
Ma c’è di più: un core debole è direttamente correlato a problemi posturali cronici. Stare seduti per 8-10 ore al giorno accorcia i flessori dell’anca e indebolisce il retto addominale e i muscoli trasversali. Questo crea uno squilibrio muscolare che porta a dolori lombari cronici, un disturbo che affligge il 60% degli uomini adulti in questo range d’età.
Un core forte aiuta anche a:
Migliorare la postura e prevenire il dolore cervicale
Stabilizzare la colonna vertebrale durante il sollevamento e il movimento quotidiano
Aumentare l’efficienza respiratoria e la resistenza cardiovascolare
Migliorare l’equilibrio e ridurre il rischio di cadute
Favorire una migliore digestione e salute metabolica
In altre parole, investire tempo negli addominali non è vanità: è salute preventiva.
Il Problema dell’Allenamento Addominale Tradizionale
Molti uomini d’affari evitano l’allenamento addominale perché lo associano a uno dei due estremi: o 500 crunch senza risultati, oppure esercizi noiosissimi che sembrano non finire mai.
La buona notizia? Il metodo tradizionale dei crunch ripetiti
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