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a governare rischi e a leggere i numeri, questa co a governare rischi e a leggere i numeri, questa consapevolezza può essere la differenza tra una crisi personale devastante e una scelta consapevole. Non stiamo parlando di morale. Stiamo parlando di meccanismi.
Dopamina e desiderio: il carburante che nessuno ti ha spiegato
Tutto inizia con la dopamina, il neurotrasmettitore associato alla motivazione e alla ricerca della ricompensa. Contrariamente a quanto si crede, la dopamina non produce piacere: produce il desiderio di ottenerlo. È il neurotrasmettitore della caccia, non della preda. Ed è qui che il cervello inizia il suo gioco.
Studi condotti dalla neurologa Helen Fisher alla Rutgers University hanno dimostrato che nelle persone che riferiscono di “sentirsi attratte” da qualcuno al di fuori della propria relazione, le scansioni fMRI mostrano un’attivazione intensa del nucleo accumbens — lo stesso centro coinvolto nelle dipendenze da sostanze. Non è una coincidenza: il meccanismo è biologicamente identico....continua su www.menchic.it
Il Papillon: Storia, Significato e Come Indossarlo Il Papillon: Storia, Significato e Come Indossarlo Oggi con Classe
Dall’aristocrazia europea alle grandi notti al Metropolitan Opera, il papillon ha attraversato secoli di storia senza mai perdere il suo codice segreto: chi lo porta sa esattamente chi è.
Un nodo che vale più di mille parole
C’è un momento preciso, in ogni serata importante, in cui un uomo si guarda allo specchio e decide chi vuole essere. Non è una questione di abito — quello lo scelgono in molti. È il dettaglio finale, quell’oggetto piccolo e asimmetrico che si annoda attorno al collo con la pazienza di un artigiano e il coraggio di chi non ha paura di distinguersi. Il papillon non è una cravatta con la punta tagliata: è un’altra cosa, un altro mondo, un altro codice. Chi lo indossa comunica senza aprire bocca.
In un’epoca in cui il dress code si è dissolto in un vago «smart casual», in cui i grandi executive si presentano ai board meeting in sneakers da tremila euro e felpa, il papillon ha compiuto il paradosso più elegante di tutti: sopravvivere restringendosi. Non è morto, si è raffinato. Si è ritirato nei contesti che contano davvero — i gala, le prime teatrali, i matrimoni di alto bordo, le cene con capi di Stato — e in quell’esclusività ha trovato la sua seconda giovinezza.
Papillon: le origini di un’icona (e perché il suo DNA è militare)
La storia del papillon inizia, come spesso accade con le cose belle, sul campo di battaglia. Siamo nel XVII secolo, durante la guerra dei Trent’anni (1618–1648). I mercenari croati arruolati nell’esercito francese portavano al collo un fazzoletto annodato, chiamato croatian cloth — che in francese divenne cravate, cravatta. I parigini, con il loro istinto infallibile per l’estetica, ne rimasero affascinati. Luigi XIV lo adottò e lo trasformò in simbolo di status. La corte di Versailles aveva trovato un nuovo giocattolo....continua su www.menchic.it
Ferrari 250 GTO: L’Auto Più Costosa del Mondo Non Ferrari 250 GTO: L’Auto Più Costosa del Mondo Non È un Capriccio. È una Strategia.
Ferrari 250 GTO:
L’Auto Più Costosa del Mondo Non È un Capriccio. È una Strategia.
DI REDAZIONE · MARZO 2026 · 8 MIN DI LETTURA
C’è un momento preciso in cui un’automobile smette di essere un mezzo di trasporto e diventa qualcos’altro: un’opera d’arte, un simbolo di potere, una riserva di valore che sfida il tempo. Per la Ferrari 250 GTO, quel momento è avvenuto nel 1962, sul circuito di Maranello, quando Enzo Ferrari firmò uno dei più grandi capolavori della storia dell’ingegneria italiana. Sessant’anni dopo, quella macchina vale più di quanto valga l’intero catalogo di molte case d’aste.
Se state leggendo queste righe, probabilmente sapete già che la 250 GTO non è un’auto qualunque. Ma forse non sapete ancora perché, nel 2026, possederla — o anche solo capirla — è diventato un fondamentale dell’educazione finanziaria per chiunque operi ai vertici del business internazionale.
«Nel 2019, il Tribunale di Bologna l’ha dichiarata opera d’arte. Un’auto con diritto d’autore: mai successo prima nella storia.»
La Storia: Quando il Genio si Chiama Bizzarrini
Tutto nasce da una sfida regolamentare. Nel 1961, la FIA introduce nuove norme che di fatto escludono le Ferrari più competitive dai campionati GT. Enzo Ferrari risponde con la sola arma che conosce: l’eccellenza. Affida al brillante ingegnere Giotto Bizzarrini il compito di sviluppare una nuova vettura partendo dalla 250 GT SWB. Il risultato è la 250 GTO — dove GTO sta per Gran Turismo Omologato.
La carrozzeria viene sviluppata in galleria del vento all’Università di Pisa e testata duramente a Monza. Il motore è un V12 da 3 litri derivato dalla Testa Rossa, capace di erogare circa 300 cavalli: una cifra ragguardevole per quell’epoca. La fabbrica di Maranello produce solo 36 esemplari tra il 1962 e il 1964. Trentasei. In totale. Mai più.
In pista, la 250 GTO domina: vince il Campionato Mondiale GT nel 1962, 1963 e 1964. .... continua su www.menchic.it
Allenamento Gambe per il Businessman Moderno La Gu Allenamento Gambe per il Businessman Moderno
La Guida Scientifica al Leg Day che Trasforma il Tuo Fisico
1. Perché l’Allenamento delle Gambe è Essenziale per l’Uomo Moderno
Per molti businessman, le gambe rimangono il grande “dimenticato” della routine di allenamento. Ore di seduta in ufficio, riunioni e stress metabolico creano un terreno fertile per l’atrofia muscolare degli arti inferiori. Eppure, allenare correttamente le gambe non è una scelta estetica: è una necessità funzionale.
Fatto Scientifico: Gli esercizi per le gambe stimolano il rilascio di ormoni anabolici come il testosterone e l’IGF-1, migliorando non solo l’aspetto fisico ma anche la salute metabolica generale, la densità ossea e la funzionalità cardiovascolare.
Sviluppare una muscolatura delle gambe forte offre benefici concreti:
Metabolismo Accelerato:
Le gambe contengono i muscoli più grandi del corpo. Allenarli aumenta il metabolismo basale del 15-20%
Equilibrio Ormonale:
Gli squat e gli esercizi pesanti stimolano la produzione di testosterone naturale
Densità Ossea:
Essenziale per prevenire l’osteoporosi negli uomini over 40
Mobilità e Longevità:
Gambe forti mantengono l’indipendenza funzionale in età avanzata
Estetica Completa:
Un fisico armonioso richiede gambe proporzionate
2. Anatomia dei Muscoli delle Gambe: Cosa Stai Costruendo
Per programmare un allenamento efficace, è fondamentale comprendere quali muscoli stai target. Le gambe non sono un’unità monolitica, ma un sistema complesso di gruppi muscolari interconnessi.
Quadricipite (4 capi muscolari)
Situato nella parte anteriore della coscia, il quadricipite è il muscolo più grande delle gambe e responsabile dell’estensione del ginocchio. I suoi quattro capi (retto femorale, vasto mediale, vasto laterale e vasto intermedio) lavorano sinergicamente in movimenti come lo squat e la leg press.
Ischiocrurali (Hamstring)
Localizzati nella parte posteriore della coscia, gli ischiocrurali sono composti da tre muscoli: bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso. Sono cruciali per la flessione del ginocchio e l’estensione dell’anca, e spesso sono sottosviluppati negli uomini sedentari.
Glutei (Massimo, Medio, Minimo)
Il grande gluteo è i
Lo Stretto di Hormuz è Chiuso E il Mondo Sta Già P Lo Stretto di Hormuz è Chiuso
E il Mondo Sta Già Pagando il Conto.
ROMA, 21 MARZO 2026 — Aggiornamento in corso – GEOPOLITICA · ENERGIA · MERCATI GLOBALI
Ventuno navi mercantili colpite. Oltre 150 petroliere all’ancora nei mari adiacenti in attesa di istruzioni. Il traffico di greggio crollato del 97% rispetto ai livelli pre-conflitto. Il prezzo del Brent che ha toccato i 126 dollari al barile — il livello più alto in quattro anni — prima di stabilizzarsi intorno ai 103 dollari. Da quando, il 28 febbraio 2026, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato l’Operazione Epic Fury contro l’Iran, lo Stretto di Hormuz — il passaggio marittimo più strategico del pianeta — è diventato una zona di guerra. E con lui, una fetta significativa dell’economia globale.
Quello che si sta consumando in queste settimane nel Golfo Persico non è una crisi energetica come le altre. È, secondo la quasi totalità degli analisti, la più grande interruzione alle forniture petrolifere mondiali dalla crisi del 1973. Capire cosa sta succedendo — e soprattutto cosa significa per chi fa impresa — è oggi una necessità, non un esercizio accademico.
La Geografia del Potere: Cos’è e Perché Conta
Lo Stretto di Hormuz è uno specchio d’acqua largo appena 34 chilometri nel punto più stretto, compresso tra le coste dell’Iran a nord e quelle di Oman e degli Emirati Arabi Uniti a sud. Le sue corsie di navigazione — due fasce di soli 3 chilometri ciascuna, separate da una zona cuscinetto — rappresentano il collo di bottiglia energetico del mondo.
Attraverso questo canale transitano normalmente circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno: il 20% dell’intero commercio petrolifero mondiale via mare. I principali esportatori sono Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait e Qatar. Oltre ai volumi di greggio, lo stretto è arteria per circa il 20% del GNL (gas naturale liquefatto) commerciato a livello globale, il 45% delle esportazioni mondiali di zolfo — componente essenziale nella produzione di fertilizzanti — e ingenti volumi di alluminio, prodotti petrolchimici e materie prime industriali. “Lo Stretto di Hormuz non è solo una corsia importante; è il cancello”, ha dichiarato Nada Sanders, professore
Matrice di Selezione del Personale: Ottimizzazione Matrice di Selezione del Personale: Ottimizzazione e Standardizzazione del Processo di Valutazione per il recruiter
Come la SWOT Analysis applicata alla valutazione dei candidati rivoluziona l’HR moderno
1.Introduzione
Nel contesto attuale del mercato del lavoro, la selezione del personale rappresenta una delle funzioni più critiche per il successo organizzativo. Le aziende si trovano di fronte a una sfida sempre maggiore: identificare i candidati che non solo possiedono le competenze tecniche richieste, ma che siano anche motivati e in grado di integrarsi efficacemente nella cultura aziendale. Per affrontare questa sfida complessa, la matrice di selezione del personale basata sulla SWOT analysis emerge come uno strumento fondamentale per standardizzare e ottimizzare i processi di valutazione.
Questo articolo esplora come l’applicazione di una matrice Competenza-Motivazione possa trasformare il modo in cui le organizzazioni valutano, selezionano e gestiscono i propri talenti.
2.Cos’è la Matrice di Selezione del Personale?
La matrice di selezione del personale è uno strumento visuale e analitico che permette alle organizzazioni di categorizzare i candidati in base a due dimensioni fondamentali: il livello di competenza e il grado di motivazione. Derivata dai principi della SWOT analysis (Strengths, Weaknesses, Opportunities, Threats), questa matrice offre una struttura bidimensionale che facilita la classificazione sistematica e oggettiva dei candidati.
La matrice si divide in quattro quadranti distinti, ognuno dei quali rappresenta un profilo di candidato specifico. Questo approccio consente ai selezionatori di passare da una valutazione soggettiva e impressionistica a un processo decisionale strutturato e data-driven. Le organizzazioni che implementano questa metodologia riportano un significativo miglioramento nella qualità delle assunzioni e nella riduzione del turnover.... continua su https://www.menchic.it/.../matrice-di-selezione-del.../
Knitwear di Lusso Uomo: Guida ai Maglioni e Maglie Knitwear di Lusso Uomo: Guida ai Maglioni e Maglieria Pregiata per il Business Executive
Scopri i migliori brand di knitwear di lusso uomo per il 2024: dai maglioni in cashmere alle felpe in merino, la guida definitiva per il businessman che non scende a compromessi con lo stile.
MODA UOMO · STILE · LUSSO
Di Redazione Lifestyle Maschile · Aggiornato: Marzo 2025 · Tempo di lettura: 8 min
Nel guardaroba di un businessman attento alla propria immagine, la maglieria di lusso occupa uno spazio che va ben oltre la semplice funzione termica. Il knitwear pregiato è un linguaggio silenzioso: racconta di gusto raffinato, di attenzione ai dettagli, di una consapevolezza stilistica che non ha bisogno di urlare per farsi sentire. Eppure, nonostante la sua centralità nel vestiario maschile di alto livello, la scelta di un maglione o di un cardigan di qualità è ancora sottovalutata da molti professionisti che investono cifre considerevoli in abiti sartoriali ma trascurano la maglieria.
Questa guida nasce per colmare quel vuoto. Nelle prossime pagine troverete tutto ciò che serve sapere sul knitwear di lusso uomo: dai materiali che fanno davvero la differenza, ai brand che dominano il segmento premium, fino ai consigli pratici su come integrare la maglieria pregiata in un contesto professionale e dopo-ufficio senza perdere un grammo di autorevolezza.
Perché il Knitwear di Lusso È un Investimento, Non una Spesa
Prima di parlare di brand e materiali, vale la pena affrontare una questione di mentalità. Il knitwear di lusso uomo — inteso come maglioni, cardigan, dolcevita e pullover realizzati con fibre nobili e lavorazioni d’eccellenza — ha un costo iniziale elevato che spaventa molti. Un maglione in cashmere di un brand di prima fascia può costare tra i 400 e i 1.500 euro. Una felpa in merino extrafine di Loro Piana supera tranquillamente i 700 euro. Sono cifre che richiedono una riflessione.
Eppure, chi ha già intrapreso questa strada lo conferma: la maglieria pregiata, se acquistata con criterio e curata correttamente, dura anni — spesso decenni. Il costo per utilizzo di un maglione in cashmere di alta gamma, indossato ogni stagione per sei o sette anni, è infinitamente inferio
Mi Faccio l’Aereo Guida definitiva all’aviazione p Mi Faccio l’Aereo
Guida definitiva all’aviazione privata per il businessman moderno: modelli, costi, charter vs proprietà e tutto ciò che devi sapere prima di salire a bordo.
C’è un momento preciso nella vita di un imprenditore in cui il tempo smette di essere una risorsa e diventa la risorsa. Quando le ore di volo su una rotta commerciale affollata significano deal mancati, riunioni cancellate o semplicemente energia bruciata in lounge anonime tra un ritardo e l’altro, la domanda smette di essere “posso permettermi un aereo privato?” e diventa “posso permettermi di non averlo?”
Il mercato dell’aviazione privata è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni. Secondo i dati di settore, nel 2024 il numero di voli privati in Europa ha superato del 18% i livelli pre-pandemia, con l’Italia che si conferma tra i primi cinque mercati continentali per ore volate. I businessman italiani, da sempre attenti al rapporto qualità-prezzo, stanno rivalutando questa opzione con un approccio sempre più analitico. Questo articolo ti guida attraverso tutto ciò che devi sapere: dai modelli di aeromobile più interessanti del momento, alla matematica impietosa che separa il noleggio dalla proprietà.
“Nel privato non paghi il biglietto. Paghi il controllo del tuo tempo.”
Perché l’aviazione privata non è più solo per miliardari
Il grande cambiamento degli ultimi dieci anni non è nei prezzi degli aerei — quelli sono rimasti sostanzialmente stabili in termini reali — ma nell’ecosistema che si è sviluppato attorno all’accesso al volo privato. Oggi esistono almeno quattro modi distinti per volare in privato senza necessariamente possedere un aeromobile, e ciascuno risponde a un profilo di utilizzo diverso.
Il mercato italiano e quello europeo offrono ora soluzioni per chi vola 20 ore l’anno come per chi ne vola 500. La chiave è capire il proprio profilo di utilizzo prima di prendere qualsiasi decisione finanziaria.
I Modelli di Aereo Privato del Momento: la Guida all’Acquisto... continua su https://www.menchic.it/autoyacht/mi-faccio-laereo/
Guardare arte allena il decision making: lo dice l Guardare arte allena il decision making: lo dice la scienza
Neuroscienze, psicologia cognitiva e studi universitari dimostrano che frequentare musei e gallerie rende i manager più lucidi, empatici e capaci di decidere sotto pressione. Ecco perché i leader più visionari del mondo hanno fatto dell’arte un’abitudine.
Tempo di lettura: 8 minuti | Argomenti: arte, neuroscienze, leadership, decision making
C’è una domanda che Warren Buffett non si aspettava di sentire durante un’intervista: cosa fa nel tempo libero? La risposta, nota agli addetti ai lavori, è rivelatrice: legge, suona il ukulele, visita musei. Non è un caso isolato. Da Jeff Bezos a Elon Musk, da Arianna Huffington a Satya Nadella, molti tra i CEO e imprenditori più influenti del pianeta condividono un’abitudine che a prima vista sembra estranea al business: si espongono regolarmente all’arte.
Coincidenza? Tutt’altro. Negli ultimi vent’anni la ricerca scientifica ha accumulato prove solide su come l’esperienza estetica — guardare un dipinto, sostare davanti a una scultura, perdersi in un’installazione — produca cambiamenti misurabili nel cervello umano. Cambiamenti che si traducono in capacità cognitive superiori: pensiero laterale, tolleranza all’ambiguità, empatia, lucidità sotto pressione. Tutte qualità che fanno la differenza nel momento in cui si deve prendere una decisione difficile.
Questo articolo esplora cosa succede nel cervello di un manager quando guarda arte, quali studi lo dimostrano e come trasformare questa scoperta in un vantaggio competitivo concreto.
Il cervello davanti a un’opera d’arte: cosa succede davvero
Quando osserviamo un’opera d’arte, il cervello non si limita a registrare forme e colori. Si attiva una rete neurale complessa che gli scienziati chiamano Default Mode Network (DMN) — la stessa rete che si accende durante l’introspezione, la pianificazione del futuro e la comprensione degli altri.
Uno studio pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience ha dimostrato che la visione di opere d’arte visiva aumenta significativamente la connettività tra le aree cerebrali associate al pensiero astratto e quelle legate al controllo emotivo. In parole semplici: guardare arte allena il
Perché i Leader Cercano Esperienze Estreme: La Psi Perché i Leader Cercano Esperienze Estreme: La Psicologia del Rischio Calcolato
Dai vertici dell’Himalaya alle acque gelide del Polo Nord, i top executive cercano deliberatamente situazioni al limite. Non è follia: è una strategia di performance. Ecco la scienza e la pratica dietro questa tendenza.
Categoria: Leadership & Performance | Tempo di lettura: ~20 min | Parole chiave: leadership estrema, esperienze limite, performance executive, mindset CEO, rischio calcolato
Sono le 4:47 del mattino. La temperatura è di –22°C. La vetta è ancora a quattro ore di cammino. Marc Andreessen, uno dei venture capitalist più potenti della Silicon Valley, sta pianificando il suo prossimo passo su un versante dell’Aconcagua. Non pensa alle valutazioni delle startup, non controlla l’email. Pensa solo al respiro, alla roccia sotto i ramponi, al vento che prova a disarcionarlo. Tre settimane dopo sarà di nuovo nella sua villa di Atherton, a decidere dove investire miliardi di dollari. E quella mattina sul ghiacciaio argentino sarà stata, dice lui, «la cosa più utile che abbia fatto quest’anno».
La storia si ripete in mille varianti. Jeff Bezos vola nello spazio a bordo di Blue Origin. Elon Musk si lancia in progetti tecnologici che molti definirebbero «imprese suicide». Richard Branson kitesurf in tempesta attraverso l’Oceano Atlantico. Yvon Chouinard, fondatore di Patagonia, scala pareti verticali da quando aveva diciassette anni e non ha mai smesso. Il CEO di JPMorgan Jamie Dimon pratica arti marziali. Ray Dalio medita due volte al giorno e poi tuffa il suo hedge fund nelle scommesse più rischiose dei mercati finanziari.
Questo non è un articolo sugli sport estremi. È un articolo sul perché le menti più performanti del pianeta scelgono sistematicamente di mettersi in situazioni di rischio fisico, disagio psicologico e incertezza radicale. E soprattutto, su cosa accade nel cervello e nel comportamento quando lo fanno — e cosa puoi imparare da questo pattern per elevare la tua leadership.
“Il confine tra sopravvivenza e grandezza è la stessa linea. Devi imparare a starci sopra.” — Bear Grylls, adventurer e executive coach per CEO globali... continua su https://www.menchic.it/.../p
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Anteprima mondiale della CrossBlue al Salone di Detroit 2013

  • MenchicAD
  • 15 Gennaio 2013


La Volkswagen presenta un prototipo di SUV con motore ibrido plug-in Diesel. La CrossBlue da 305 CV ha sette posti e percorre 35 mpg in modalità ibrida. Questo prototipo ibrido plug-in percorre fino a 22 km in modalità di trazione puramente elettrica nel ciclo US, 33 km nel ciclo di guida europeo (NEFZ) In occasione del North American International Auto Show, la Volkswagen presenta in anteprima mondiale il prototipo di una nuova generazione di SUV: la CrossBlue. La maggiore Casa automobilistica europea ha ipotizzato questo nuovo modello appositamente per gli Stati Uniti e il Canada. La CrossBlue, se prodotta in serie, arricchirebbe la gamma dei modelli Volkswagen con un SUV a sette posti da 5 metri. Attualmente le Sport Utility Vehicle offerte dalla Volkswagen of America sono la compatta Tiguan (4,4 metri) e l’esclusiva Touareg (4,8 metri). Grazie a uno dei più innovativi sistemi ibridi plug-in esistenti (TDI Clean Diesel + due motori elettrici + cambio a doppia frizione + albero cardanico elettrico), la Volkswagen calcola per il SUV a trazione integrale una percorrenza di 89 MPGe (per i modelli ibridi standard EPA degli USA con un completo utilizzo delle batterie, ciclo combinato urbano ed extraurbano); con funzionamento puramente a gasolio ha un’autonomia di 35 MPG (combinato urbano ed extraurbano). Nel ciclo di prova della norma europea ECE R 101 per veicoli a trazione ibrido/elettrica, non paragonabile con gli standard EPA in termini matematici, il consumo previsto è di 2,1 l/100 km. Pur essendo parca nei consumi, la CrossBlue, 305 CV di potenza e 700 Nm di coppia, vanta prestazioni eccezionali. Questo SUV accelera da 0 a 60 miglia/h in soli 7,2 secondi (0-100 km/h: 7,5 s).
Guida a emissioni zero. Agendo sull’apposito comando o in automatico, il SUV diventa temporaneamente una vettura a emissioni zero. Con la batteria agli ioni di litio completamente carica (capacità: 9,8 kWh), la CrossBlue nel ciclo US è in grado di percorrere fino a 14 miglia (22 chilometri) in modalità di trazione puramente elettrica. In questo caso la velocità massima si riduce da 127 miglia/h (204 km/h) a 75 miglia/h (120 km/h) a vantaggio dell’autonomia. Nel nuovo ciclo di guida europeo (NEFZ) la CrossBlue raggiunge un’autonomia di 33 chilometri in modalità puramente elettrica. Per le loro differenti configurazioni, i valori relativi a consumi e autonomia dei cicli di guida USA ed europeo non sono direttamente confrontabili.
Spazio da monovolume. Dal punto di vista concettuale, la CrossBlue, dotata di sei sedili singoli, unisce la superiorità tecnica e l’imponenza di un SUV alla spaziosità di una monovolume. Se il comfort di marcia rende la CrossBlue la compagna di viaggio ideale, la buona visibilità facilita le manovre; il controllo elettronico della stabilizzazione ESP, la trazione integrale e fino a dodici airbag, garantiscono a questo prototipo ulteriori passi avanti sul fronte sicurezza.
Design Volkswagen rielaborato. La CrossBlue è stata sviluppata in Germania sotto la direzione di Walter de Silva (Responsabile Design del Gruppo Volkswagen) e Klaus Bischoff (Responsabile Design della marca Volkswagen), ma ha un legame profondo con la Volkswagen of America. Così le linee inequivocabili del DNA del design Volkswagen si fondono con le caratteristiche forme vigorose tipiche di un SUV americano. Nasce così un’auto molto concreta che, nonostante sia ancora un prototipo, non punta su effetti speciali, ma offre spunti per lo sviluppo di una possibile nuova gamma di SUV Volkswagen.

Design degli esterni – Una Volkswagen per l’America
Dimensioni straordinarie. La Volkswagen verniciata in “CrossBlue Glasflake” è lunga 4.987 mm, larga 2.015 mm e alta 1.733 mm. Con le sue ampie carreggiate (anteriore 1.686 mm, posteriore 1.696 mm), i nuovi cerchi in lega leggera da 21 pollici (pneumatici: 285/45) e i passaruota pronunciati, la CrossBlue mostra tutto il proprio potenziale. Le carreggiate imponenti, le proporzioni dinamiche con l’ampio cofano motore e i grandi cerchi sottolineano l’aspetto fortemente maschile della nuova CrossBlue.
Profilo allungato. Gli inserti della carrozzeria nella parte inferiore del SUV, in contrasto con la verniciatura esterna, sono caratterizzati da un look acciaio e percorrono tutta la vettura. La CrossBlue, sviluppata dal team del Design degli Esterni sotto la direzione di Marc Lichte, è caratterizzata da un cofano motore allungato con aperture di aspirazione aria inserite per il motore, una linea del tetto altrettanto lunga e uno sbalzo anteriore particolarmente corto. Le linee della carrozzeria hanno poi un andamento leggermente ascendente verso il posteriore. Questo effetto ottico è rafforzato da una linea caratteristica che parte dai fari e, allargandosi, raggiunge i gruppi ottici posteriori. Sopra questa linea molto precisa, tipicamente Volkswagen, si inseriscono i cristalli laterali il cui telaio crea una sorta di massiccia cornice in alluminio.

SUV e gruppo elettrogeno d’emergenza. Entrambe le fiancate della CrossBlue rivelano, nella parte posteriore, la presenza di uno sportello per il rifornimento. Quello sul lato passeggero nasconde il bocchettone di riempimento per il serbatoio del gasolio, mentre quello sul lato guida cela due prese. La prima serve a caricare la batteria agli ioni di litio, la seconda può invece essere collegata, per esempio, a dispositivi elettrici da campeggio come frigo box o sistemi di illuminazione. In questo caso la CrossBlue funge da gruppo elettrogeno.
Frontale con design 3D dei fari. Un elemento importante del nuovo DNA del design Volkswagen è rappresentato dalla predominanza di linee orizzontali nel frontale e nel posteriore. Questo tratto distintivo è stato ulteriormente sviluppato dal team dei designer Volkswagen con la CrossBlue. Ad esempio, nel frontale – realizzato sotto la responsabilità del designer Andreu Solar – il rivestimento della calandra del radiatore, costituito da due massicci listelli in alluminio e dal logo VW al centro, si sviluppa come elemento 3D fino ai fari anteriori. Questi inserti in alluminio sottolineano così inequivocabilmente il nuovo aspetto tridimensionale dei doppi proiettori con tecnologia a LED e l’intero frontale. Il listello in alluminio superiore incornicia i doppi proiettori, mentre quello inferiore si sviluppa come prolungamento della calandra del radiatore creando una linea che abbraccia l’intera parte frontale del veicolo. La CrossBlue sembra così ancora più larga e imponente.
Paraurti come simbolo di straordinaria attenzione ai dettagli. I designer Volkswagen hanno realizzato anche i più piccoli dettagli con la massima cura. Un esempio in questo senso è rappresentato dalle prese d’aria nel paraurti. Sono rivestite da elementi orizzontali verniciati di colore nero che, osservando più da vicino, rivelano una struttura a nido d’ape tridimensionale particolarmente robusta. La parte inferiore si chiude con un rivestimento in look acciaio con protezioni sottoscocca integrate.
Posteriore impreziosito da elementi in alluminio. In modo analogo al frontale, i designer hanno inserito elementi in alluminio anche nei gruppi ottici posteriori a LED. Dal punto di vista stilistico, i gruppi ottici posteriori hanno la forma di una “E” e, quindi, sono aperti verso il centro del veicolo. Nella parte interna, il profilo di queste due “E” è impreziosito da elementi in alluminio e da due strisce in tinta con la carrozzeria. I terminali di scarico sono anch’essi in look acciaio. Questi elementi sono stati integrati in un rivestimento con protezioni sottoscocca che, in basso, percorre in senso trasversale la parte posteriore.

Design degli interni – Struttura e tecnologie all’avanguardia
Ambiente ricercato. La CrossBlue non è solo un SUV spazioso e comodo, ma anche di elevatissima qualità. E questo non vale solo per i materiali utilizzati nell’abitacolo, ma anche per le linee precise della struttura. Insieme agli ingegneri responsabili delle tecnologie, il team dei designer ha creato un abitacolo che potrà diventare un punto di riferimento per le altre vetture della categoria.
Elementi di comando che si spostano verso l’alto. Gli elementi di comando di forma rotonda di luci, climatizzazione e trazione integrale fuoriescono all’inserimento dell’accensione, mentre a vettura ferma, queste manopole sono integrate nella plancia. Come per la Touareg, le manopole di regolazione sfoggiano cornici in robusto alluminio: particolarità che si sposa alla perfezione con il carattere di un grande SUV. Il metallo, nobile e piacevole al tatto, è uno dei materiali principali che si trovano nell’abitacolo, impiegato anche per le cornici delle bocchette di aerazione e dei comandi, oltre che per la parte interna della corona e le razze del volante.

Sistemi infotainment high-tech. La superiorità in materia di design si esprime anche nel modo in cui le attuali tecnologie vengono integrate dalla Volkswagen utilizzando materiali pregiati quali l’alluminio, il legno e la pelle. Al centro della consolle centrale è situato un touchscreen da 10,2 pollici il cui display è esteticamente racchiuso da una cornice in alluminio simile a quella delle bocchette di aerazione centrali. Il grande touchscreen può essere utilizzato sia per controllare tutte le funzioni di infotainment che per richiamare lo stato del sistema ibrido. Di nuova concezione è anche la grafica 3D del sistema di navigazione o della libreria musicale: i contenuti digitali “girano” intorno al coverflow in una prospettiva tridimensionale, creando una sensazione di dinamismo e profondità.

Motorizzazioni – Efficienza e piacere di guida si incontrano
L’MQB come prototipo high-tech. Dal punto di vista tecnico, la CrossBlue si basa sul nuovo pianale modulare trasversale MQB del Gruppo Volkswagen. Con riferimento all’MQB, esistono determinati parametri che vengono uniformati (a livello di gamma modelli e Marchi), quali ad esempio la posizione di montaggio di tutti i motori. Inoltre il sistema a pianale modulare presenta parametri flessibili che consentono di sviluppare i più diversi modelli in modo ottimale e personalizzato, tra cui ad esempio passo, carreggiate e dimensioni delle ruote. Tutti i nuovi modelli del pianale modulare trasversale sono strutturati in modo tale da consentire sempre, oltre alle classiche modalità di trazione (motori benzina e Diesel), anche quelle a gas metano, ibride ed elettriche.
Motore TDI e motore elettrico alleati. Nel prototipo presentato a Detroit, elementi del pianale modulare trasversale MQB si uniscono con quelli di una futura generazione di SUV, in questo caso asse anteriore e posteriore MQB, TDI 190 CV della nuova serie di motori Diesel EA288 e cambio DSG a 6 rapporti. Il tutto in abbinamento a componenti elettrici “made by Volkswagen” (batteria agli ioni di litio nel tunnel centrale così come motore elettrico anteriore da 40 kW e posteriore da 85 kW). Che l’MQB presenti caratteristiche modulari nel vero senso della parola è dimostrato dal fatto che la Volkswagen, sempre su base MQB, ha già realizzato questo concetto di trazione nel prototipo Cross Coupé, anch’esso presentato a Detroit (lo scorso anno), che prefigura un SUV compatto delle dimensioni di una Tiguan.
Consumi minimi. La straordinaria economicità e, al tempo stesso, un comportamento dinamico che risponde alle più elevate esigenze, fanno della CrossBlue, che può raggiungere una velocità di 127 miglia/h (204 km/h), un SUV caratterizzato da un connubio perfetto di efficienza e sportività. Grazie a uno dei più innovativi sistemi ibridi plug-in esistenti (TDI Clean Diesel + due motori elettrici + cambio a doppia frizione + albero cardanico elettrico) la Volkswagen, come già detto, prevede per il SUV a trazione integrale consumi di 89 MPGe (per i modelli ibridi standard EPA degli USA con un completo utilizzo delle batterie, ciclo combinato urbano ed extraurbano); con funzionamento puramente a gasolio ha un’autonomia di 35 MPG (combinato urbano ed extraurbano). Nel ciclo di prova della norma europea ECE R101 per veicoli a trazione ibrido/elettrica il consumo previsto è di 2,1 l/100 km.
Massima dinamica. La CrossBlue, grazie anche ai 305 CV di potenza è particolarmente dinamica: accelera da 0 a 60 miglia/h in soli 7,2 secondi (0-100 km/h: in 7,5 secondi). Il motore TDI, già in corrispondenza di un regime di 1.750 giri, sviluppa una coppia massima di 400 Nm. Anche i motori elettrici sono particolarmente potenti; forniscono immediatamente la loro coppia massima e più velocemente rispetto a qualsiasi motore a combustione. Sulla CrossBlue i due motori elettrici sviluppano una coppia di 180 Nm (motore anteriore) e 270 Nm (motore posteriore). Nella fase di boost, a piena potenza di tutti i motori, il sistema di trazione è in grado di rendere disponibile fino a 700 Nm di coppia.
Anche a emissioni zero. La CrossBlue può essere guidata in diverse modalità di funzionamento. Normalmente la partenza avviene nella classica modalità ibrida: in questo modo si utilizzano automaticamente al meglio i sistemi di propulsione, e quando è possibile interviene il motore elettrico. Agendo su un apposito tasto (situato a destra del pomello della leva del cambio) è inoltre possibile passare alle modalità Eco o Sport. Nella modalità Eco è possibile gestire parametri quali quelli relativi alla linea caratteristica del pedale dell’acceleratore oppure al climatizzatore per ottenere minori consumi di carburante a fronte di un minore consumo di corrente. Nella modalità Sport (selezionabile mediante lo stesso tasto della modalità Eco) la vettura utilizza l’intero sistema alla massima potenza. Sono inoltre selezionabili la modalità Offroad (trazione integrale permanente), la modalità di carica e la modalità elettrica (guida a emissioni zero selezionabile semplicemente premendo un pulsante).

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