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Patagonia Cilena: Dove il Mondo Finisce e Ricominc Patagonia Cilena: Dove il Mondo Finisce e Ricomincia
Un viaggio oltre Torres del Paine, lungo la Carretera Austral fino ai ghiacciai dimenticati del Sud. Non un’avventura. Una resa dei conti.
Il vento non chiede il permesso. Arriva da ovest, dall’oceano Pacifico, attraversa tremila chilometri di nulla e ti colpisce in pieno petto mentre sei fermo sul bordo del Mirador Las Torres, a quota 900 metri, con le torri di granito grigio che ti sovrastano come grattacieli nati dalla terra. In quel momento capisci perché la Patagonia non è semplicemente un posto. È una condizione.
Avevo già visto fotografie. Le avevo anche ignorate, convinto che ogni paesaggio estremo finisse per assomigliarsi: ghiaccio, roccia, cielo. Ma la Patagonia cilena ti smonta questa certezza nel giro di poche ore. Non è semplicemente bella. È scomoda, indifferente, più grande di quanto la tua mente riesca a contenere. Ed è esattamente per questo che ci torni.
Torres del Paine: Il Punto di Partenza, Non il Traguardo
Chiunque abbia sentito parlare di Patagonia cilena conosce Torres del Paine. Il parco nazionale che da solo vale il viaggio dall’altra parte del mondo, con le sue tre torri di quarzo rosa, i laghi color smeraldo opaco, i ghiacciai che scendono a leccare l’acqua. Ma limitarsi a Torres del Paine significherebbe fare come chi va a Tokyo e si ferma all’aeroporto.
Il trekking classico, il cosiddetto Circuito W, richiede cinque giorni e una forma fisica decente. Non è per alpinisti estremi, ma nemmeno per chi non ha mai messo piede su un sentiero. Il dislivello è gestibile, il paesaggio cambia ogni curva, e la soddisfazione di arrivare alla base delle Torres all’alba, quando la luce arancione trasforma il granito in qualcosa che sembra vivo, è di quelle che non si dimenticano.... continua su www.menchic.it
Ford GT40: Come un’Americana Sconfisse Ferrari a L Ford GT40: Come un’Americana Sconfisse Ferrari a Le Mans e Diventò il Santo Graal del Collezionismo
Una storia di vendetta industriale, genio ingegneristico e valore finanziario senza precedenti. Perché la Ford GT40 non e solo un’auto da corsa leggendaria: e l’investimento più desiderato nel mondo delle auto d’epoca.
La Sfida Piu Audace della Storia dell’Automobilismo
Correva il 1963 quando Enzo Ferrari rifiuto l’offerta di acquisizione di Ford con un gesto che in Italia si chiamerebbe semplicemente superbia. Henry Ford II, allora presidente della casa di Dearborn, incasso l’affronto con una freddezza tutta americana e decise di rispondere nel solo modo in cui un imprenditore del suo calibro poteva farlo: battere la Ferrari sul suo stesso terreno. Quel terreno era la 24 Ore di Le Mans, la gara di endurance più prestigiosa al mondo, che la Rossa di Maranello dominava incontrastata dal 1960.
Ciò che ne segui e entrato nella leggenda non solo dell’automobilismo, ma del business globale: un progetto da centinaia di milioni di dollari, un team di ingegneri visionari, un prototipo costruito quasi da zero e quattro vittorie consecutive a Le Mans dal 1966 al 1969. La Ford GT40 non era semplicemente un’automobile: era una dichiarazione di potere industriale, un manifesto dell’ambizione americana. E oggi, a quasi sessant’anni di distanza, rappresenta uno degli asset alternativi più ricercati al mondo.
Il Progetto GT40: Ingegneria al Servizio della Vendetta
Ford si affido inizialmente alla britannica Lola Cars e poi a Carroll Shelby, il texano dal cuore d’acciaio che aveva già portato la Cobra a sfidare le Ferrari stradali, per sviluppare una vettura capace di vincere a Le Mans. Il nome GT40 non era un codice di progetto: indicava l’altezza della scocca, appena 40,5 pollici dal suolo, pari a circa 102 centimetri. Una scelta aerodinamica radicale che conferiva all’auto il suo profilo immediatamente riconoscibile e la sua anima quasi brutale.... continua su www.menchic.it
Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trov Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trovare Inefficienze Prima degli Altri
Chi domina i mercati non aspetta le opportunità. Le crea — o meglio, le vede mentre gli altri ancora dormono.
Esiste un concetto nei mercati finanziari che, se compreso davvero, cambia il modo in cui guardi ogni settore, ogni business, ogni conversazione a cena con un imprenditore. Si chiama arbitraggio. E no, non è roba da trader con sei monitor sulla scrivania. È una mentalità. È il modo in cui i migliori operatori del mondo — in finanza come negli affari — costruiscono vantaggi competitivi duraturi.
L’arbitraggio è, in fondo, trovare inefficienze prima degli altri. E questo concetto parla direttamente al mindset imprenditoriale: chi sa leggere i mercati — finanziari o no — prima della massa, guadagna. Chi aspetta la conferma del consenso, paga il prezzo pieno.
In questo articolo analizziamo cos’è l’arbitraggio finanziario, come funziona nella pratica, perché è quasi impossibile da replicare per il retail investor medio, e cosa puoi portare di questa logica nel tuo business.
Cos’è l’Arbitraggio Finanziario (e Perché Non È Quello Che Pensi)
Nella teoria economica classica, l’arbitraggio è l’acquisto simultaneo di un asset su un mercato e la sua vendita su un altro per sfruttare la differenza di prezzo. Zero rischio, profitto garantito. Pura matematica.
In pratica, questa forma “pura” di arbitraggio esiste per frazioni di secondo — giusto il tempo che ci vuole agli algoritmi di high-frequency trading per farla sparire. Se un’azione di Apple quota 178,42 dollari a New York e 178,51 a Londra (convertiti), una macchina compra a NY, vende a Londra, e il gap si chiude prima che tu possa cliccare “conferma ordine”.... continua su www.menchic.it
Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta R Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta Ridisegnando il Concetto di Casa
Non è una fuga. Non è una rinuncia. È una scelta — precisa, consapevole, spesso irreversibile. Negli ultimi anni, una nuova generazione di professionisti, creativi e imprenditori ha cominciato a rispondere alla domanda “dove vivi?” con una risposta che spiazza ancora molti: in barca. Non per qualche settimana d’estate, non tra una regata e l’altra. Stabilmente. Con i propri libri, le proprie abitudini, le proprie vite.
Il fenomeno dei liveaboard — come vengono chiamati coloro che vivono permanentemente a bordo di un’imbarcazione — non è nuovo. Ma ciò che è cambiato negli ultimi anni è il profilo di chi sceglie questa vita e, soprattutto, la qualità dell’esperienza che cerca. Non si tratta più soltanto di velisti incalliti che traversano oceani in solitaria, né di pensionati in cerca di un ritiro economico. Si tratta di persone che hanno deliberatamente scelto di abitare il mondo in modo diverso, ridefinendo dall’interno cosa significhi lusso, comfort, e casa.
Questo articolo è il racconto di quel cambiamento: un viaggio nell’universo della vita a bordo vista non come sacrificio, ma come privilegio.
Il Grande Cambio: Quando la Barca Diventa Casa
Parlare di “vivere in barca” nel 2026 significa parlare di un mercato in piena espansione. Secondo i dati delle principali associazioni nautiche europee, il numero di persone che scelgono l’imbarcazione come residenza primaria è cresciuto in modo costante negli ultimi cinque anni, con un’accelerazione significativa dopo il 2020. La pandemia ha funzionato da catalizzatore: il lavoro da remoto ha sganciato una fetta crescente della popolazione dal vincolo geografico dell’ufficio, e molti hanno colto l’occasione per ripensare radicalmente il proprio habitat.... continua su www.menchic.it
Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Chiudere Accordi di Successo
 comunicazione negoziale è una delle competenze più decisive nel mondo degli affari. Che si tratti di trattare un contratto milionario, definire i termini di una partnership strategica o gestire una crisi con un fornitore, il modo in cui comunicate durante una negoziazione determina l’esito finale. In questo articolo esploriamo le tecniche, i principi e gli errori più comuni nella comunicazione negoziale, con un approccio pratico pensato per chi opera ogni giorno in contesti business ad alta pressione.
Cos’è la Comunicazione Negoziale e Perché è Fondamentale per il Business
La comunicazione negoziale è l’insieme di messaggi verbali, non verbali e paraverbali che due o più parti si scambiano con l’obiettivo di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso. Non si tratta semplicemente di “parlare bene”: è un processo strategico, consapevole e adattivo che integra ascolto attivo, gestione delle emozioni, persuasione e intelligenza relazionale.
Secondo le ricerche di Harvard Law School’s Program on Negotiation, oltre il 70% degli accordi fallisce non per ragioni tecniche o economiche, ma per una comunicazione inefficace tra le parti. I professionisti che padroneggiano la comunicazione negoziale ottengono condizioni migliori, costruiscono relazioni più solide e riducono sensibilmente i tempi di chiusura delle trattative.
In un contesto aziendale sempre più globalizzato e competitivo, saper comunicare in una negoziazione non è un vantaggio opzionale: è un requisito fondamentale per chiunque ricopra ruoli di leadership, vendita, procurement, M&A o sviluppo del business.... continua su www.menchic.it
Grenson: Storia, Artigianalità e Il Segreto delle Grenson: Storia, Artigianalità e Il Segreto delle Scarpe da Uomo Più Ambite d’Inghilterra
Esiste un tipo di uomo che non si accontenta. Che sceglie ogni capo con intenzione, che conosce la differenza tra un tessuto medio e uno straordinario, e che sa riconoscere — al primo sguardo, o al primo passo — una scarpa di qualità autentica. Per quest’uomo, il nome Grenson non ha bisogno di presentazioni. Per tutti gli altri, è tempo di fare una conoscenza che cambierà per sempre il modo in cui guardano ai propri piedi.
Grenson è uno dei marchi di calzature maschili più antichi e rispettati al mondo. Fondato nel 1866 a Rushden, nel Northamptonshire — la contea inglese che è da secoli la capitale mondiale della scarpa — il brand ha attraversato guerre, rivoluzioni industriali, cambiamenti di costume e ondate di moda senza mai perdere la propria identità: quella di un costruttore di scarpe eccezionali, fatto a mano con metodi tradizionali e materiali di prima scelta.
In questo articolo ripercorriamo la storia di Grenson dalle origini ai giorni nostri, esploriamo i segreti della sua manifattura, e spieghiamo perché investire in un paio di scarpe Grenson è una delle decisioni più intelligenti che un businessman possa fare per il proprio guardaroba.
Le Origini: Northampton, 1866
La storia di Grenson inizia con William Green, un calzolaio visionario che nel 1866 aprì la sua bottega a Rushden, nel cuore del Northamptonshire. In quegli anni, la regione era già il centro nevralgico dell’industria calzaturiera britannica: le sue concerie, i suoi artigiani e la tradizione secolare del lavoro del cuoio facevano del Northamptonshire un luogo unico al mondo per la produzione di scarpe di qualità.... continua su www.menchic.it
Short Maschili per il Tempo Libero: La Guida Defin Short Maschili per il Tempo Libero: La Guida Definitiva per Scegliere il Paio Perfetto
Quando il weekend arriva, anche l’uomo più abituato a indossare completi da boardroom merita di liberarsi dal dress code e godersi il proprio tempo con stile. Gli short maschili per il tempo libero non sono più un capo secondario da trattare con superficialità: sono diventati un elemento cardine del guardaroba casual moderno, capace di comunicare gusto, cura e personalità anche fuori dall’ufficio. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere per scegliere il paio di shorts perfetto — dai tessuti ai tagli, dalle occasioni d’uso ai brand da conoscere — perché anche nel relax, il dettaglio fa la differenza.
Perché gli Short Maschili Meritano la Tua Attenzione
Per anni gli short sono stati considerati un capo quasi “senza ambizioni”: qualcosa da indossare solo in spiaggia o durante una partita di tennis, lontano dagli occhi dei colleghi e dei clienti. Oggi il paradigma è cambiato radicalmente. Il concetto di smart casual — e la sua evoluzione verso un lusso informale sempre più sofisticato — ha ridisegnato le regole del gioco. I brand di fascia alta hanno investito in collezioni dedicate al tempo libero che non hanno nulla da invidiare ai capi formali in termini di qualità costruttiva e ricercatezza dei materiali.
Per un businessman abituato a badare ai dettagli — dalla qualità del tessuto della cravatta alla rifinitura delle scarpe — abbassare l’asticella nel weekend non è un’opzione. Scegliere un buon paio di short maschili da tempo libero significa investire nella propria immagine a 360 gradi, anche quando si è in vacanza, al golf club, sulla barca o semplicemente a pranzo fuori città con la famiglia.... continua su www.menchic.it
Longevità e Anti-Aging: il Nuovo Obiettivo dei Top Longevità e Anti-Aging: il Nuovo Obiettivo dei Top Manager
Dal biohacking ai protocolli medici avanzati: come i CEO e i leader aziendali stanno ridefinendo il concetto di salute, performance e longevità come asset strategico.
Longevity & Performance · 18 Marzo 2026 · 8 min lettura
Dormire sette ore, mangiare pulito, allenarsi tre volte a settimana. Fino a qualche anno fa, questo era il massimo a cui poteva aspirare un executive attento alla propria salute. Oggi, la prospettiva è radicalmente cambiata. Nei circoli dell’alta direzione globale — da Silicon Valley a Londra, da Dubai a Milano — il tema della longevità e dell’anti-aging è diventato una priorità strategica, tanto quanto il fatturato del prossimo trimestre.
Non si tratta di vanità. Si tratta di performance, lucidità cognitiva, capacità decisionale e, in ultima analisi, di valore generato per l’azienda. I top manager di nuova generazione sanno che il corpo e la mente sono il loro principale asset competitivo. E come ogni asset che si rispetti, va ottimizzato, monitorato e protetto nel tempo.
“Il corpo è il tuo primo strumento di leadership. Ottimizzarlo non è un lusso — è una responsabilità.”
Longevità Come Strategia: Il Cambio di Paradigma
Per decenni, il modello del manager di successo ha coinciso con quello del manager sacrificato: notti insonni, pasti saltati, stress cronico come medaglia d’onore. Le ricerche degli ultimi anni hanno smontato questa narrativa in modo definitivo. Lo stress ossidativo prolungato, il cortisolo cronicamente elevato e il deficit di sonno non solo danneggiano la salute — riducono concretamente le performance cognitive, la creatività e la qualità delle decisioni strategiche.
Il World Economic Forum ha inserito la salute dei leader tra i fattori critici per la sostenibilità del business a lungo termine. Non è un caso che i fondi di private equity più sofisticati valutino ormai la ‘salute del management team’ come variabile nella due diligence. Un CEO fisicamente e mentalmente al massimo vale di più — e dura di più.... continua su www.menchic.it
Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Vera Leva Competitiva per le Imprese
Nel panorama economico attuale, sempre più dinamico e complesso, le aziende che attraggono e trattengono i migliori talenti non lo fanno soltanto con uno stipendio competitivo. Il welfare aziendale — ovvero l’insieme di benefit, servizi e iniziative che un’impresa mette a disposizione dei propri dipendenti — è diventato uno dei fattori discriminanti nella scelta del datore di lavoro. Eppure, in Italia, molte realtà imprenditoriali ancora lo trattano come un optional. Un errore strategico che, nel 2026, può costare caro.
In questo articolo esploriamo cosa si intende oggi per welfare aziendale, quali sono i benefici concreti per le imprese e per i dipendenti, come cambia il rapporto tra fiscalità e benessere organizzativo, e quali sono le tendenze che stanno ridefinendo il settore.
Cos’è il Welfare Aziendale: Definizione e Perimetro
Il termine welfare aziendale identifica un sistema strutturato di benefit non monetari che le aziende riconoscono ai propri collaboratori, con l’obiettivo di migliorarne la qualità della vita lavorativa ed extra-lavorativa. Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto al concetto tradizionale di retribuzione: non si parla più solo di busta paga, ma di un ecosistema di valore che include salute, famiglia, formazione, tempo libero e molto altro.
Il perimetro del welfare aziendale, oggi, è estremamente ampio. Può includere:
Assistenza sanitaria integrativa e polizze salute
Servizi per la famiglia: asili nido, babysitting, assistenza agli anziani
Formazione professionale e sviluppo personale
Previdenza complementare e fondi pensione
Mobilità sostenibile: abbonamenti trasporti, car sharing, bike to work
Flessibilità oraria e smart working strutturato
Piattaforme di wellbeing: supporto psicologico, fitness, nutrizione
Servizi di convenienza: spesa a domicilio, lavanderia, concierge aziendale... continua su www.menchic.it
Artisti che hanno trasformato tele in patrimoni Da Artisti che hanno trasformato tele in patrimoni
Da zero a cento milioni di dollari: le storie di crescita più straordinarie nel mercato dell’arte contemporanea, raccontate per chi sa riconoscere il valore prima degli altri.
Redazione · Marzo 2026 · 10 min di lettura
Esiste una categoria di investimenti capace di generare rendimenti che nessun indice azionario potrebbe mai replicare: quella dell’arte contemporanea. Non si tratta di nostalgia, né di filantropia. Si tratta di visione. Gli uomini d’affari che negli anni Ottanta acquistarono un Basquiat per ventimila dollari oggi detengono asset da decine di milioni. Quelli che puntarono su Banksy all’alba del Duemila si trovano seduti su fortune. Questa è la storia — dati alla mano — degli artisti che hanno registrato le più straordinarie crescite di valore nella storia del mercato dell’arte contemporanea.
Il mercato dell’arte non segue le regole ordinarie della finanza. I suoi cicli sono più lenti, le sue logiche più complesse, ma i suoi picchi sono spesso inarrivabili per qualsiasi altra asset class. Secondo i dati del Art Basel & UBS Art Market Report, il segmento degli artisti emergenti ha registrato una crescita media annua del 18% negli ultimi cinque anni, superando con margine ampio i rendimenti degli indici azionari tradizionali. Le opere di artisti under 40 con quotazioni iniziali tra i 10.000 e i 50.000 euro hanno mostrato apprezzamenti medi del 150% su un orizzonte quinquennale, con punte del 400% per gli artisti poi consacrati dal sistema museale internazionale.
Ma per comprendere davvero il potenziale di questo mercato, è necessario guardare ai casi emblematici: le parabole di crescita che hanno ridefinito la nozione stessa di valore nell’arte del nostro tempo.... continua su www.menchic.it
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Ecco il nuovo Tablet Panasonic Toughbook CF-H2

  • MenchicAD
  • 12 Luglio 2011

panasonic-tablet
Panasonic presenta oggi il Toughbook CF-H2, tablet PC fully rugged
di seconda generazione appositamente pensato per i field workers. CF-H2 fissa nuovi standard per semplicità di utilizzo, connettività e produttività, diventando lo strumento fondamentale per mobile e field workers che devono essere sempre produttivi anche in ambienti difficili e che devono poter accedere costantemente alle proprie applicazioni e ai propri dati. Un tablet fully rugged e ultraleggero, ideale per gli operatori sul campo nell’ambito delle utilities, della logistica, delle officine, delle ferrovie e dell’aviazione, così come per addetti ai punti vendita e alle ricerche di mercato.

Grazie al più recente processore Intel® Core i5-2557M (1.7GHz) Ultra Low Voltage con vPro e alla grafica  Intel® HD 3000 per migliorate capacità multimediali, le performance di Toughbook CF-H2  sono state migliorate di oltre il 400%* rispetto al suo predecessore CF-H1. CF-H2 è l’ideale per applicazioni di campo che necessitano di molta energia, come GIS, mobile CAD e strumenti di diagnosi. La RAM è stata aumentata ai 2 gigabyte standard, opzionalmente estendibili fino a 8 gigabyte, mentre l’hard disk drive è di 160 gigabyte con l’opzione di modificarlo con uno SSD a 128 gigabyte.

Progettato per i field workers
CF-H2 è stato progettato per filed workers che necessitano di funzioni multi-task e di poter tenere il dispositivo con una mano sola. Un design rugged e ultraleggero (ca.1,58kg**) e una maniglia semplice da utilizzare, anche nel modello dual touch (digitizer e touchscreen), in grado di mantenere bassa la temperatura della superficie grazie all’innovativo sistema per la dissipazione del calore.

La migliore visibilità outdoor disponibile sul mercato
CF-H2 assicura sempre che lo schermo offra il giusto livello di luminosità per una visualizzazione ottimale in qualsiasi condizione, sia in ambienti esterni sia interni. Per ottenere la migliore visibilità possibile, CF-H2 utilizza un display da 10,1” dotato di tecnologia Panasonic Transflective Plus. Questa modalità operativa consente una riduzione del consumo di energia e migliora la durata di vita della batteria dal momento che non necessita di back light in ambienti luminosi. Il risultato è un significativo miglioramento, equivalente fino a 6.000nit di luminosità transflettiva in un ambiente da 200K lx. CF-H2 incorpora inoltre un polarizzatore circolare per la riduzione dei riflessi.

Funzionalità per qualsiasi scopo
Per ottenere la massima produttività sul posto di lavoro, i field workers devono eseguire numerosi compiti eed il CF-H2 è l’ideale per le loro esigenze. Sono disponibili anche lettori barcode opzionali per esigenze di data capture.

Per scattare fotografie sul campo, il CF-H2 Field può essere equipaggiato con un obiettivo automatico opzionale e una camera da 2,0 megapixel dotata di luce LED ad elevata luminosità.

I field workers necessitano spesso anche di interfacce per connettere il dispositivo con le periferiche, per registrare informazioni o a scopi diagnostici. Il CF-H2 risponde perfettamente a queste esigenze con una porta USB 2.0, LAN e seriale (opzionale una seconda porta USB2.0 al posto della porta LAN ) direttamente integrate nel dispositivo.

Il CF-H2 è dotato inoltre di tutte le opzioni necessarie ad assicurare che i dati siano sempre in sicurezza sul campo. Per una maggiore sicurezza si può ottenere anche una rapida autenticazione dell’utente utilizzando il lettore di impronte digitali opzionale. Il Toughbook CF-H2 offre inoltre una smartcard contactless opzionale/un lettore RFID, conforme a ISO 14443 di tipo A e B, oppure un lettore smartcard a contatto, coperto e sigillato, con un’apposita chiusura per la massima protezione e sicurezza.

Realizzato per rimanere connessi anche quando si è in movimento
Per permettere ai mobile workers di rimanere sempre in contatto con la sede anche quando sono in movimento, il Toughbook FC-H2 include connettività WLAN, 3G (opzionale), Bluetooth e GPS (opzionale) per la navigazione e la pianificazione delle attività. Per migliorare le capacità di trasferimento dati, è possibile integrare – come componente opzionale – il modulo Ericsson F5521gw HSPA+ con wireless ready connection manager ottenendo così un significativo aumento della velocità di download fino a 21Mbps. Disponibile su richiesta, Panasonic Toughbook FC-H2 può inoltre essere utilizzato in modalità Anti-Theft-Protection grazie alla più recente tecnologia Intel® ATP.

Una potenza che dura nel tempo
Per assicurare che i mobile workers abbiano a disposizione un device in grado di durare per tutto il tempo richiesto dalle loro attività anche nei casi in cui non sia disponibile un accesso alla corrente, il CF-H2 ha una durata di 6,5 ore (mobileMark™ 2007, 60 unità), con due batterie intercambiabili hot swap ad alta capacità sviluppate internamente dalla divisione Panasonic battery. Il CF-H2 carica le sue due batterie nello stesso momento e in modalità parallela così da consentire un tempo di ricarica più veloce (approssimativamente 3 ore).

Tutte le unità utilizzano inoltre la tecnologia Panasonic Power Management Utilities per massimizzare l’efficienza energetica gestendo  tutte le risorse rilevanti richieste dalla CPU in funzione di ogni attività o in funzione della definizione dei singoli profili utente.

Un sistema di start-up migliorato
Per massimizzare l’efficienza dei field workers, il CF-H2 comprende anche la funzionalità Panasonic Quick Boot Manager che permette di ridurre il tempo di boot-up del device a circa 15 secondi***.

Affidabilità e durata migliori che mai
Dotato di un rivestimento in lega di magnesio, nella parte interna, e di una scocca Panasonic anti-graffio, il CF-H2 si conferma come uno dei tablet rugged più resistenti attualmente disponibili sul mercato.

Con un HDD anti shock e sistemi di rivestimento rugged per ottimizzare la protezione da cadute, il tablet CF-H2 offre un ottimo livello di protezione che consente un utilizzo ottimale anche negli ambienti più difficili.

“Questo toughbook di nuova generazione è il più recente tablet rugged ideato per i lavoratori sul campo” – ha dichiarato Stephen Yeo, Panasonic Toughbook European Marketing Manager Director – “Ascoltando da vicino le esigenze dei nostri clienti, abbiamo realizzato un device di seconda generazione ancora più potente, più facile da utilizzare e con un numero più elevato di funzionalità rispetto a ogni device paragonabile attualmente disponibile sul mercato, mantenendo nello stesso tempo l’affidabilità del brand Toughbook”.

Il nuovo modello CF-H2 Health
Parallelamente al modello CF-H2 Field, Panasonic introdurrà inoltre il modello CF-H2 per il settore sanitario. Il modello CF-H2 Health, le cui caratteristiche verranno annunciate nel prossimo futuro, analogamente al CF-H2, si contraddistinguerà per una maggiore potenza e durata, facilità di utilizzo e capacità ottimizzate e manterrà le funzionalità specifiche dei tablet destinati al settore sanitario. Tra queste rientrano il test e la certificazione per soddisfare gli standard di igiene ospedalieri, la possibilità di essere strofinati e puliti da differenti disinfettanti liquidi e panni****, così come una piattaforma sicura e intuitiva per la gestione dei barcode in ambito medico (BCMA), la registrazione e revisione dei dati medicali elettronici (EMR).

Una compatibilità di valore
Per assicurare che i clienti attuali possano continuare ad utilizzare le strumentazioni periferiche esistenti, il nuovo CF-H2 è compatibile con molte delle periferiche del CF-H1 in modo da offrire una stabilità di ciclo di vita del prodotto a lungo termine.

Garantito da servizi eccellenti
Ogni Toughbook offre una garanzia di tre anni  a livello di hardware, tempistiche di riparazione pari a 96 ore e 5 anni di garanzia per le parti aggiuntive.

Disponibilità
La gamma CF-H2 è disponibile da luglio 2011.

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La Sfida Piu Audace della Storia dell’Automobilismo
Correva il 1963 quando Enzo Ferrari rifiuto l’offerta di acquisizione di Ford con un gesto che in Italia si chiamerebbe semplicemente superbia. Henry Ford II, allora presidente della casa di Dearborn, incasso l’affronto con una freddezza tutta americana e decise di rispondere nel solo modo in cui un imprenditore del suo calibro poteva farlo: battere la Ferrari sul suo stesso terreno. Quel terreno era la 24 Ore di Le Mans, la gara di endurance più prestigiosa al mondo, che la Rossa di Maranello dominava incontrastata dal 1960.
Ciò che ne segui e entrato nella leggenda non solo dell’automobilismo, ma del business globale: un progetto da centinaia di milioni di dollari, un team di ingegneri visionari, un prototipo costruito quasi da zero e quattro vittorie consecutive a Le Mans dal 1966 al 1969. La Ford GT40 non era semplicemente un’automobile: era una dichiarazione di potere industriale, un manifesto dell’ambizione americana. E oggi, a quasi sessant’anni di distanza, rappresenta uno degli asset alternativi più ricercati al mondo.
Il Progetto GT40: Ingegneria al Servizio della Vendetta
Ford si affido inizialmente alla britannica Lola Cars e poi a Carroll Shelby, il texano dal cuore d’acciaio che aveva già portato la Cobra a sfidare le Ferrari stradali, per sviluppare una vettura capace di vincere a Le Mans. Il nome GT40 non era un codice di progetto: indicava l’altezza della scocca, appena 40,5 pollici dal suolo, pari a circa 102 centimetri. Una scelta aerodinamica radicale che conferiva all’auto il suo profilo immediatamente riconoscibile e la sua anima quasi brutale.... continua su www.menchic.it
Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trov Arbitraggio nei Mercati Finanziari: L’Arte di Trovare Inefficienze Prima degli Altri
Chi domina i mercati non aspetta le opportunità. Le crea — o meglio, le vede mentre gli altri ancora dormono.
Esiste un concetto nei mercati finanziari che, se compreso davvero, cambia il modo in cui guardi ogni settore, ogni business, ogni conversazione a cena con un imprenditore. Si chiama arbitraggio. E no, non è roba da trader con sei monitor sulla scrivania. È una mentalità. È il modo in cui i migliori operatori del mondo — in finanza come negli affari — costruiscono vantaggi competitivi duraturi.
L’arbitraggio è, in fondo, trovare inefficienze prima degli altri. E questo concetto parla direttamente al mindset imprenditoriale: chi sa leggere i mercati — finanziari o no — prima della massa, guadagna. Chi aspetta la conferma del consenso, paga il prezzo pieno.
In questo articolo analizziamo cos’è l’arbitraggio finanziario, come funziona nella pratica, perché è quasi impossibile da replicare per il retail investor medio, e cosa puoi portare di questa logica nel tuo business.
Cos’è l’Arbitraggio Finanziario (e Perché Non È Quello Che Pensi)
Nella teoria economica classica, l’arbitraggio è l’acquisto simultaneo di un asset su un mercato e la sua vendita su un altro per sfruttare la differenza di prezzo. Zero rischio, profitto garantito. Pura matematica.
In pratica, questa forma “pura” di arbitraggio esiste per frazioni di secondo — giusto il tempo che ci vuole agli algoritmi di high-frequency trading per farla sparire. Se un’azione di Apple quota 178,42 dollari a New York e 178,51 a Londra (convertiti), una macchina compra a NY, vende a Londra, e il gap si chiude prima che tu possa cliccare “conferma ordine”.... continua su www.menchic.it
Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta R Vivere in Barca: il Nuovo Lusso Discreto che Sta Ridisegnando il Concetto di Casa
Non è una fuga. Non è una rinuncia. È una scelta — precisa, consapevole, spesso irreversibile. Negli ultimi anni, una nuova generazione di professionisti, creativi e imprenditori ha cominciato a rispondere alla domanda “dove vivi?” con una risposta che spiazza ancora molti: in barca. Non per qualche settimana d’estate, non tra una regata e l’altra. Stabilmente. Con i propri libri, le proprie abitudini, le proprie vite.
Il fenomeno dei liveaboard — come vengono chiamati coloro che vivono permanentemente a bordo di un’imbarcazione — non è nuovo. Ma ciò che è cambiato negli ultimi anni è il profilo di chi sceglie questa vita e, soprattutto, la qualità dell’esperienza che cerca. Non si tratta più soltanto di velisti incalliti che traversano oceani in solitaria, né di pensionati in cerca di un ritiro economico. Si tratta di persone che hanno deliberatamente scelto di abitare il mondo in modo diverso, ridefinendo dall’interno cosa significhi lusso, comfort, e casa.
Questo articolo è il racconto di quel cambiamento: un viaggio nell’universo della vita a bordo vista non come sacrificio, ma come privilegio.
Il Grande Cambio: Quando la Barca Diventa Casa
Parlare di “vivere in barca” nel 2026 significa parlare di un mercato in piena espansione. Secondo i dati delle principali associazioni nautiche europee, il numero di persone che scelgono l’imbarcazione come residenza primaria è cresciuto in modo costante negli ultimi cinque anni, con un’accelerazione significativa dopo il 2020. La pandemia ha funzionato da catalizzatore: il lavoro da remoto ha sganciato una fetta crescente della popolazione dal vincolo geografico dell’ufficio, e molti hanno colto l’occasione per ripensare radicalmente il proprio habitat.... continua su www.menchic.it
Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Comunicazione Negoziale: Strategie e Tecniche per Chiudere Accordi di Successo
 comunicazione negoziale è una delle competenze più decisive nel mondo degli affari. Che si tratti di trattare un contratto milionario, definire i termini di una partnership strategica o gestire una crisi con un fornitore, il modo in cui comunicate durante una negoziazione determina l’esito finale. In questo articolo esploriamo le tecniche, i principi e gli errori più comuni nella comunicazione negoziale, con un approccio pratico pensato per chi opera ogni giorno in contesti business ad alta pressione.
Cos’è la Comunicazione Negoziale e Perché è Fondamentale per il Business
La comunicazione negoziale è l’insieme di messaggi verbali, non verbali e paraverbali che due o più parti si scambiano con l’obiettivo di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso. Non si tratta semplicemente di “parlare bene”: è un processo strategico, consapevole e adattivo che integra ascolto attivo, gestione delle emozioni, persuasione e intelligenza relazionale.
Secondo le ricerche di Harvard Law School’s Program on Negotiation, oltre il 70% degli accordi fallisce non per ragioni tecniche o economiche, ma per una comunicazione inefficace tra le parti. I professionisti che padroneggiano la comunicazione negoziale ottengono condizioni migliori, costruiscono relazioni più solide e riducono sensibilmente i tempi di chiusura delle trattative.
In un contesto aziendale sempre più globalizzato e competitivo, saper comunicare in una negoziazione non è un vantaggio opzionale: è un requisito fondamentale per chiunque ricopra ruoli di leadership, vendita, procurement, M&A o sviluppo del business.... continua su www.menchic.it
Grenson: Storia, Artigianalità e Il Segreto delle Grenson: Storia, Artigianalità e Il Segreto delle Scarpe da Uomo Più Ambite d’Inghilterra
Esiste un tipo di uomo che non si accontenta. Che sceglie ogni capo con intenzione, che conosce la differenza tra un tessuto medio e uno straordinario, e che sa riconoscere — al primo sguardo, o al primo passo — una scarpa di qualità autentica. Per quest’uomo, il nome Grenson non ha bisogno di presentazioni. Per tutti gli altri, è tempo di fare una conoscenza che cambierà per sempre il modo in cui guardano ai propri piedi.
Grenson è uno dei marchi di calzature maschili più antichi e rispettati al mondo. Fondato nel 1866 a Rushden, nel Northamptonshire — la contea inglese che è da secoli la capitale mondiale della scarpa — il brand ha attraversato guerre, rivoluzioni industriali, cambiamenti di costume e ondate di moda senza mai perdere la propria identità: quella di un costruttore di scarpe eccezionali, fatto a mano con metodi tradizionali e materiali di prima scelta.
In questo articolo ripercorriamo la storia di Grenson dalle origini ai giorni nostri, esploriamo i segreti della sua manifattura, e spieghiamo perché investire in un paio di scarpe Grenson è una delle decisioni più intelligenti che un businessman possa fare per il proprio guardaroba.
Le Origini: Northampton, 1866
La storia di Grenson inizia con William Green, un calzolaio visionario che nel 1866 aprì la sua bottega a Rushden, nel cuore del Northamptonshire. In quegli anni, la regione era già il centro nevralgico dell’industria calzaturiera britannica: le sue concerie, i suoi artigiani e la tradizione secolare del lavoro del cuoio facevano del Northamptonshire un luogo unico al mondo per la produzione di scarpe di qualità.... continua su www.menchic.it
Short Maschili per il Tempo Libero: La Guida Defin Short Maschili per il Tempo Libero: La Guida Definitiva per Scegliere il Paio Perfetto
Quando il weekend arriva, anche l’uomo più abituato a indossare completi da boardroom merita di liberarsi dal dress code e godersi il proprio tempo con stile. Gli short maschili per il tempo libero non sono più un capo secondario da trattare con superficialità: sono diventati un elemento cardine del guardaroba casual moderno, capace di comunicare gusto, cura e personalità anche fuori dall’ufficio. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere per scegliere il paio di shorts perfetto — dai tessuti ai tagli, dalle occasioni d’uso ai brand da conoscere — perché anche nel relax, il dettaglio fa la differenza.
Perché gli Short Maschili Meritano la Tua Attenzione
Per anni gli short sono stati considerati un capo quasi “senza ambizioni”: qualcosa da indossare solo in spiaggia o durante una partita di tennis, lontano dagli occhi dei colleghi e dei clienti. Oggi il paradigma è cambiato radicalmente. Il concetto di smart casual — e la sua evoluzione verso un lusso informale sempre più sofisticato — ha ridisegnato le regole del gioco. I brand di fascia alta hanno investito in collezioni dedicate al tempo libero che non hanno nulla da invidiare ai capi formali in termini di qualità costruttiva e ricercatezza dei materiali.
Per un businessman abituato a badare ai dettagli — dalla qualità del tessuto della cravatta alla rifinitura delle scarpe — abbassare l’asticella nel weekend non è un’opzione. Scegliere un buon paio di short maschili da tempo libero significa investire nella propria immagine a 360 gradi, anche quando si è in vacanza, al golf club, sulla barca o semplicemente a pranzo fuori città con la famiglia.... continua su www.menchic.it
Longevità e Anti-Aging: il Nuovo Obiettivo dei Top Longevità e Anti-Aging: il Nuovo Obiettivo dei Top Manager
Dal biohacking ai protocolli medici avanzati: come i CEO e i leader aziendali stanno ridefinendo il concetto di salute, performance e longevità come asset strategico.
Longevity & Performance · 18 Marzo 2026 · 8 min lettura
Dormire sette ore, mangiare pulito, allenarsi tre volte a settimana. Fino a qualche anno fa, questo era il massimo a cui poteva aspirare un executive attento alla propria salute. Oggi, la prospettiva è radicalmente cambiata. Nei circoli dell’alta direzione globale — da Silicon Valley a Londra, da Dubai a Milano — il tema della longevità e dell’anti-aging è diventato una priorità strategica, tanto quanto il fatturato del prossimo trimestre.
Non si tratta di vanità. Si tratta di performance, lucidità cognitiva, capacità decisionale e, in ultima analisi, di valore generato per l’azienda. I top manager di nuova generazione sanno che il corpo e la mente sono il loro principale asset competitivo. E come ogni asset che si rispetti, va ottimizzato, monitorato e protetto nel tempo.
“Il corpo è il tuo primo strumento di leadership. Ottimizzarlo non è un lusso — è una responsabilità.”
Longevità Come Strategia: Il Cambio di Paradigma
Per decenni, il modello del manager di successo ha coinciso con quello del manager sacrificato: notti insonni, pasti saltati, stress cronico come medaglia d’onore. Le ricerche degli ultimi anni hanno smontato questa narrativa in modo definitivo. Lo stress ossidativo prolungato, il cortisolo cronicamente elevato e il deficit di sonno non solo danneggiano la salute — riducono concretamente le performance cognitive, la creatività e la qualità delle decisioni strategiche.
Il World Economic Forum ha inserito la salute dei leader tra i fattori critici per la sostenibilità del business a lungo termine. Non è un caso che i fondi di private equity più sofisticati valutino ormai la ‘salute del management team’ come variabile nella due diligence. Un CEO fisicamente e mentalmente al massimo vale di più — e dura di più.... continua su www.menchic.it
Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Welfare Aziendale: Perché nel 2026 è Diventato la Vera Leva Competitiva per le Imprese
Nel panorama economico attuale, sempre più dinamico e complesso, le aziende che attraggono e trattengono i migliori talenti non lo fanno soltanto con uno stipendio competitivo. Il welfare aziendale — ovvero l’insieme di benefit, servizi e iniziative che un’impresa mette a disposizione dei propri dipendenti — è diventato uno dei fattori discriminanti nella scelta del datore di lavoro. Eppure, in Italia, molte realtà imprenditoriali ancora lo trattano come un optional. Un errore strategico che, nel 2026, può costare caro.
In questo articolo esploriamo cosa si intende oggi per welfare aziendale, quali sono i benefici concreti per le imprese e per i dipendenti, come cambia il rapporto tra fiscalità e benessere organizzativo, e quali sono le tendenze che stanno ridefinendo il settore.
Cos’è il Welfare Aziendale: Definizione e Perimetro
Il termine welfare aziendale identifica un sistema strutturato di benefit non monetari che le aziende riconoscono ai propri collaboratori, con l’obiettivo di migliorarne la qualità della vita lavorativa ed extra-lavorativa. Si tratta di un’evoluzione significativa rispetto al concetto tradizionale di retribuzione: non si parla più solo di busta paga, ma di un ecosistema di valore che include salute, famiglia, formazione, tempo libero e molto altro.
Il perimetro del welfare aziendale, oggi, è estremamente ampio. Può includere:
Assistenza sanitaria integrativa e polizze salute
Servizi per la famiglia: asili nido, babysitting, assistenza agli anziani
Formazione professionale e sviluppo personale
Previdenza complementare e fondi pensione
Mobilità sostenibile: abbonamenti trasporti, car sharing, bike to work
Flessibilità oraria e smart working strutturato
Piattaforme di wellbeing: supporto psicologico, fitness, nutrizione
Servizi di convenienza: spesa a domicilio, lavanderia, concierge aziendale... continua su www.menchic.it
Artisti che hanno trasformato tele in patrimoni Da Artisti che hanno trasformato tele in patrimoni
Da zero a cento milioni di dollari: le storie di crescita più straordinarie nel mercato dell’arte contemporanea, raccontate per chi sa riconoscere il valore prima degli altri.
Redazione · Marzo 2026 · 10 min di lettura
Esiste una categoria di investimenti capace di generare rendimenti che nessun indice azionario potrebbe mai replicare: quella dell’arte contemporanea. Non si tratta di nostalgia, né di filantropia. Si tratta di visione. Gli uomini d’affari che negli anni Ottanta acquistarono un Basquiat per ventimila dollari oggi detengono asset da decine di milioni. Quelli che puntarono su Banksy all’alba del Duemila si trovano seduti su fortune. Questa è la storia — dati alla mano — degli artisti che hanno registrato le più straordinarie crescite di valore nella storia del mercato dell’arte contemporanea.
Il mercato dell’arte non segue le regole ordinarie della finanza. I suoi cicli sono più lenti, le sue logiche più complesse, ma i suoi picchi sono spesso inarrivabili per qualsiasi altra asset class. Secondo i dati del Art Basel & UBS Art Market Report, il segmento degli artisti emergenti ha registrato una crescita media annua del 18% negli ultimi cinque anni, superando con margine ampio i rendimenti degli indici azionari tradizionali. Le opere di artisti under 40 con quotazioni iniziali tra i 10.000 e i 50.000 euro hanno mostrato apprezzamenti medi del 150% su un orizzonte quinquennale, con punte del 400% per gli artisti poi consacrati dal sistema museale internazionale.
Ma per comprendere davvero il potenziale di questo mercato, è necessario guardare ai casi emblematici: le parabole di crescita che hanno ridefinito la nozione stessa di valore nell’arte del nostro tempo.... continua su www.menchic.it
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