Menchic | Lifestyle americano

HTC Hollywood Trading Company è da sempre legato alla cultura Biker, della quale condivide valori e un codice estetico ben definito, fatto di pelle, borchie, dettagli in metallo e frange.
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MLB ha presentato la nuova collezione di cappelli, chiamata New Era. Il leitmotiv principale di questa prima capsule estiva di NEW ERA è sicuramente il colore!
Prendendo ispirazione dai trend anni ’90, che vedevano emergere le stampe floreali multicolor e il quadrettato gingham, questi cappelli diventeranno il must-have dell’estate 2013 per tutti gli amanti della moda e degli ultimi trend.
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Il 17 e 18 Novembre 2012 PadovaFiere organizza la terza edizione di Mito America, lo spazio dedicato al vivere americano, proposto nell’ambito della manifestazione Tuttinfiera. L’edizione 2011, con le sue 50.000 presenze, ha confermato l’interesse del pubblico per gli usi e i costumi americani. All’interno di un padiglione, interamente dedicato alla manifestazione, il visitatore potrà immergersi in una realtà ricostruita in perfetto stile USA, con spettacoli musicali a tema, dimostrazioni di writers, esibizioni e spazi dedicati agli sport made in USA.
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Dopo aver passato la serata a raccontare ad un gruppo di waitress di uno sport bar di Fort Smith dov’è l’Italia e che ci faccio in un paese sperduto dell’Arkansas ho dormito fino a vedere la luce entrare dalle finestre di un motel legnoso e consumato dagli anni di frontiera. Waffles house per colazione è tutto quello che sogno gli altri 11 mesi dell’anno che non passo qui, e sono la giusta benzina per le 145 miglia di colline e cavalli che mi separano solo da un altro pezzo di America da scoprire.
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Continua il live dagli States per la consueta rubrica di Lifestyle americano. Ormai ho capito che provare a dormire la prima notte negli States non ha proprio senso, arrivo stonato da quattordici ore di voli e scali con un fuso orario che mi fa’ venire fame, sete, sonno ad intervalli alterni senza capirne la reale origine, quindi mangi quando hai sonno, dormi se hai fame e ti ritrovi senza sdraiato in un letto di un motel alle 2 di notte con la voglia di colazione e la tv accesa su una televendita di bigiotteria indiana improponibile con gli occhi sbarrati e sveglio come un grillo. Soluzione? Beh, io guido. Ritiro un suv con tutti gli optional possibili e prendo la prima strada possibile e guido tutta la notte. Lascio Chicago dopo aver mangiato il primo sandwich da Arby’s, roastbeef all’inglese e nient’altro, e prendo la prima strada fuori dagli arrivi internazionali, direzione Saint Louis.
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“…E poi si aprono le finestre dell’Holiday Inn in Kansas City e si rimane senza fiato. Buongiorno.” Manuel T. live dal Midwest nel suo ennesimo viaggio americano che vi racconteremo tramite immagini e brevi appunti di viaggio, riflessioni e punti di vista. In diretta con Menchic, Manuel ci farà vivere con lui l’emozione di un altro “percorso” in simbiosi con la terra d’America. Dopo il salto la prima galleria di immagini.
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Nelle ultime 10 miglia prima di arrivare al portale di ingresso delle montagne rocciose avrò incrociato almeno 50 temerari che si avventurano sulle ripide salite che si inerpicano su queste imponenti montagne, penso alla fatica, alla lunghezza di questi tratti, ai tornanti e al freschetto che a queste quote si sente eccome, poi abbasso il finestrino giusto per sentire l’aria anche io per poi richiuderlo, controllare che la temperatura del riscaldamento sia impostata ai miei 22 gradi sorrido e mi sento terribilmente vecchio e pigro.
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E’ una droga. La strada è una piacevole droga, e mi alzo in preda all’astinenza da asfalto e paesaggi. Un pò la voglia di muovermi, un pò i cieli che in questi posti sembrano finti per quanto azzurri, sarà perchè fermarmi due giorni nello stesso posto è un’ abitudine che non voglio avere, ma questa mattina mi sveglio con mille energie e voglia di strada. Quando ho comprato il primo biglietto aereo per gli States, una vita fà, un amico mi guardò sorridendo e mi disse “una volta che inizi a vivere vacanze on the road non ne farai più a meno“… nemmeno avesse letto nella palla di vetro che quello sarebbe stato l’inizio del mio nuovo ossigeno.
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E non mi ricordo solo il nome. Jenny mi ha portato barcollando e ciancicando un inglese da scuola media per le vie illuminare di questa splendida città, Colorado Springs. Come ogni volta che si incontra qualcuno on the road ci sono mille modi di avvicinarsi alla loro realtà senza porsi troppe domande e senza nemmeno mettere troppi limiti, le parole scivolano da sole, le risate seguono e l’alcol ha fatto il suo effetto. 24 anni, passati un pò ovunque per gli Stati Uniti, come spesso accade qui, cresciuta a nord di Chicago si è ritrovata a studiare in un college californiano fatto di allenamenti e di una corretta alimentazione, si è laureata in quello che da noi è scienze motorie, e ora lavora in una palestra descritta come la n°1 di questa città.
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Ci sono posti così lontano dall’immagine che abbiamo ereditato da mille film e mille racconti che a volte non credo davvero possibile che l‘America si anche questo. Il fatto è che l’America non è anche questo, ma è questa. Quella delle strade infinite. Quelle dei deserti. Quella delle metropoli. Quella degli altopiani, delle montagne, delle coste senza strade. Quella dell’inverno di 9 mesi o del sole tutto l’anno. Quella dello shopping griffato e quella dei consorzi agrari. Quella dei grattacieli e quella delle fattorie. Non c’è un luogo uguale all’altro. Percorrendo le intrecciate strade americane si scoprono mille diversi modi di vivere lo stesso orgoglio nazionale, la stessa terra e lo stesso tempo.
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Sono considerazioni che il mio professore di economia sicuramente approverebbe, ma ho capito molto del popolo americano e del loro punto di vista, della loro vita e delle loro paure, del loro successo e delle loro debolezze varcando le porte automatiche di un loro supermercato.
Alla ricerca di compagni di viaggio commestibili da lasciare per ogni evenienza sul sedile posteriore della mia macchina, la prima cosa che faccio quando decido di iniziare un viaggio è quella di cercare le insegne luminose di un qualunque grocery store.
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C’è una frase che quando progetto qualunque viaggio negli Stati uniti mi rimane fissa nella mente, letta in uno dei libri fondamentali per viaggiare con la mente, “Strade blu”, quando il professore disoccupato e single incontra la sua volontà, parte per il suo viaggio ricorda e che i viaggi vanno sempre ideati in tondo, così si è sicuri di tornare a casa. E’ un pò quello che penso ogni volta, l’amore per i posti ti potrebbe portare a non voler tornare, le distanze a renderlo difficile, e per chi è un viaggiatore cheap anche a spendere un sacco di soldi inutilmente.
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